Uriatinon

Vuoi seguirmi in un viaggio virtuale? Partendo dal Gargano, scoprirai tutta la Capitanata. In un mix tra cultura, tradizioni, microstorie dimenticate ...
domenica, 27 aprile 2008

 


Sei in: Mondi medievali ® La memoria dimenticata. Microstorie

 

sito a cura di Teresa Maria Rauzino

AGGIORNAMENTO SITO MICROSTORIE MAGGIO 2008:


TERESA MARIA RAUZINO:
Quando a Peschici gli slavi ...erano di casa


VIAGGIO VIRTUALE PESCHICI-DUBROVNIK

ALLA SCOPERTA DELLE RADICI CROATE


ANTONIO VIGILANTE: La singolare storia di Donato Manduzio e degli ebrei garganici


LEONARDA CRISETTI: La formazione culturale ed umana di Pietro Giannone


LUCIA LOPRIORE, Ausculum nelle testimonianze epigrafiche


LABORATORIO STORICO ISTITUTO SUPERIORE "MAURO DEL GIUDICE", Il Convento di Rodi Garganico racconta un'antica storia...


ULTIMISSIME


DICONO DI NOI SU PUNTO DI STELLA


RECENSIONE ATTACCO



PIERO GIANNINI, KALENA, IN ATTESA DI UN RAGGIO CHE ILLUMINI LE MENTI


IL POWER POINT "KALENA, LUOGO DEL CUORE", COMMENTATO DA PIERO GIANNINI E' SCARICABILE QUI.







L'abbazia di Kàlena in agro di Peschici in una suggestiva immagine di Romano Conversano




Il sito web è collegato a
STORIA MEDIEVALE DAI CASTELLI AI MONSTRA, iniziativa culturale e didattica a cura del prof. RAFFAELE LICINIO (ordinario di Storia medievale nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bari).

Webmaster/Editore:
prof.ssa TERESA MARIA RAUZINO

sabato, 23 febbraio 2008

CENTRO STUDI MARTELLA: NUOVO VOLUME SULLA RELIGIOSITA' POPOLARE A PESCHICI

Sarà presentato a Foggia il  3 marzo 2008 alle ore 17.00, nella Sala del Tribunale di Palazzo Dogana (Piazza XX settembre), con il patrocinio dell'Ente Provincia FG,  il volume di AA.VV. del Centro Studi Martella  “Chiesa e religiosità popolare a Peschici. Itinerari del Parco Letterario San Michele Arcangelo-Gargano segreto”, a cura di Teresa Maria Rauzino e Liana Bertoldi Lenoci, Edizioni Centro Grafico Francescano, Foggia, 2008.

 

copertina volume Chiesa e religiosità popolare a Peschici. Itinerari del Parco letterario San Michele Arcangelo-Gargano segreto


 

Con questo nuovo volume, il Centro Studi Martella vuole dare un contributo di idee sui possibili itinerari storico-artistico-religiosi del "Parco Letterario San Michele Arcangelo- Gargano segreto", che ha visto recentemente la luce sotto gli auspici della Comunità Montana del Gargano e delle fondazioni "Ippolito Nievo" e "Pasquale Soccio".

La Montagna del sole mistica e mitica, che ha fissato da secoli la sua location nella Grotta dell’Arcangelo, ha già ispirato una notevole produzione letteraria da parte di grandi viaggiatori ed intellettuali del Promontorio.

Il tema del V volume della collana "I luoghi della memoria" del  Centro Studi "Giuseppe Martella» di Peschici  ha consentito la partecipazione di 15 studiosi, dal momento che le chiese, presenti nella cittadina garganica e nel suo territorio, e le manifestazioni socio-religiose ad esse collegate, possono essere studiate dal punto di vista storico-architettonico, storico-iconografico, storico-devozionale e storico-sociale. Tale ampia possibilità di angolazioni interpretative e di lettura ha permesso di ripercorrere la storia di Peschici secondo diverse direttrici che, intersecandosi, si illuminano e si arricchiscono reciprocamente, rappresentando un grande e variegato affresco, uno spaccato emblematico di microstoria pienamente inserito nella macrostoria italiana ed europea.

Teresa Maria Rauzino e Liana Bertoldi Lenoci, curatrici del volume, auspicano che la ricerca storiografica del Centro Studi Martella diventi la  chiave giusta per aprire la porta delle emozioni e l’orgoglio della storia, della cultura autentica, dell’identità del Gargano».  

Uno studio serio e qualificato su uno degli assi portanti dell’identità del sud Italia, con un interessante scandaglio del rapporto tra “saeculum” e “religio”, non privo di un forte richiamo all’attualità, come l’impulso al recupero dell’antica abbazia di Santa Maria di Càlena.

Peschici, perduta nel mare dell’esistenza senza risposta, toccata, a fasi alterne, da eventi felici e tragici,   continua a riporre nel culto antico del santo profeta Elia che libera i suoi poveri, pochi abitanti, dalle cavallette, dalla siccità, dalle malattie e dalle incertezze della vita, la speranza di salvezza o quanto meno la speranza consolatrice di un futuro migliore. I modelli della società di massa e consumistici non hanno ancora scalfito questa realtà, consolidata da secoli: un modo di fare e di essere collegato, nella sua dimensione più profonda, alla misteriosa ricerca di sé, della propria identità, del minimo di garanzia vitale.

PROGRAMMA PRESENTAZIONE 3 marzo, ore 17 Palazzo Dogana Foggia

 SALUTI

- Carmine Stallone (presidente Provincia di Foggia)

- Autorità presenti

 

INTERVENTI

- Pasquale Corsi (ordinario di Storia medievale Università di Bari)

- Liana Bertoldi Lenoci (Università di Trieste, autrice e curatrice del volume)

- Teresa Maria Rauzino (presidente Centro Studi Martella, autrice e curatrice del volume)

Coordinerà la serata Gianfranco Piemontese (coautore del volume)

 

Saranno presenti gli altri autori del volume: Sergio Afferrante, Gioia Bertelli, Giovanni Boraccesi, Barbara Coletta, Enzo d’Amato, Michele d’Arienzo, Libera Iervolino,  Lucia Lopriore,  Tiziana Luisi, Francesco Granatiero, Michel’Antonio Piemontese, Grazia Silvestri.

In apertura sarà proiettato il CD "Kàlena, lo scrigno chiuso" di Enzo D’Amato.

 Siete tutti invitati!

 Image

IL  MANIFESTO DELL'EVENTO è scaricabile qui:

http://files.splinder.com/db207fe42c9d026c39f7a7ca1921b21f.pdf

L'INVITO è scaricabile qui: 

 http://files.splinder.com/1df573658d8cf5fd85156453e981b784.pdf

 

Il CENTRO STUDI MARTELLA

Il Centro Studi Martella di Peschici si è costituito nel 1997 ed ha acquisito personalità giuridica il 19 luglio 1999. E’ formato da studiosi locali e da studiosi esterni al territorio, che stanno attuando un programma di ricerche storiche ad ampio spettro, interdisciplinare. Il gruppo di studiosi raccolto nel Centro ha organizzato giornate di studio, i cui atti sono pubblicati nella collana I luoghi della memoria, centrate sulla tradizione culturale del territorio, sulla pubblicazione di documenti inediti di diversa natura, sulle testimonianze architettoniche e iconografiche dei siti, in modo da inserire Peschici, il Gargano e le tradizioni dei   suoi abitanti nella “grande storia”.

Il Centro Studi, oltre alle ricerche di vasto respiro, si batte da anni per una sempre maggiore valorizzazione del patrimonio culturale, artistico del territorio. Svolge una corposa attività di informazione attraverso siti telematici, articoli e saggi pubblicati da quotidiani, riviste specializzate locali e nazionali.

AA.VV. CENTRO STUDI MARTELLA, Chiesa e religiosità popolare a Peschici. Itinerari del Parco letterario San Michele Arcangelo- Gargano segreto, a cura di Teresa Maria Rauzino e Liana Bertoldi Lenoci, pp.400, ill. a colori, Edizioni Centro Grafico Francescano,  Foggia  2008, € 25,00.

Per ordinare il volume on line: centrostudimartella@hotmail.com

Info: 380-2577054

giovedì, 16 febbraio 2006

 

Quando a Peschici

gli slavi ... erano di casa

Una storia secolare culminata nel vocabolario Latino-Croato che i gesuiti usarono per portare la Controriforma in Croazia

di TERESA MARIA RAUZINO


Armando Petrucci, nell'introduzione al "Codice diplomatico di Tremiti", afferma che fra il X e XI secolo il mare Adriatico fu un elemento unificante, una sorta di ponte per le opposte sponde del Gargano e della Dalmazia: i contatti e gli scambi commerciali delle popolazioni che le abitavano erano frequentissimi.

E' certa l'esistenza, fin dal VII secolo, di una via marittima avaro-sklavena dalla Dalmazia al Gargano, trafficata ancora nel X sec.; al 962 risale la presa di Siponto da parte del rex sclavorum Michele Visevic.
Una conquista pacifica perché gli Slavi dalmati avevano stabilito sul Promontorio delle vere e proprie colonie a Peschici e a Devia (tra i laghi di Lesina e Varano).
Il nome di Peschici del resto significa "sabbia fine"; il toponimo slavo Pjeskusa indica un suolo sabbioso (sulla costa dalmata la lunga penisola di Pelisac era chiamata in italiano Sabbioncello).

Il dialetto ha conservato vocaboli illirici, individuati già nel 1956 dal glottologo tedesco Gerhard Rohlfs.
La colonia di Devia era costituita da un gruppo di piccoli proprietari guidati da uno «iuppano» (ancora negli anni Cinquanta lo zupan era il capo- villaggio in molte regioni della ex Iugoslavia); di fatto indipendente dall'imperatore bizantino.
Questa comunità prosperò fino alla dominazione normanna, intrattenendo ottimi rapporti con gli slavi di Peschici e soprattutto col monastero di Tremiti. I benedettini fondarono, proprio in quel periodo, numerosi monasteri sulle isole antistanti la costa dalmata: la Dalmazia e la Puglia adottarono lo stesso tipo di scrittura, la beneventana di Bari, o dalmata, grazie alla diffusione che ne fecero i monaci tremitesi.

Ma gli slavi tornarono e in massa a Peschici e nel Gargano più tardi, verso la fine del Quattrocento, per sfuggire all'incombente dominazione turca.
Nel 1592 il canonico lateranense Timoteo Mainardi, nel regesto «Raggioni di Santa Maria di Tremiti», parlando di Peschici affermò che, prima della rifondazione slava, avvenuta nel 1500, vi era «solo la Torre dellj Prigionieri e poche casette dentro Peschici vecchia». L’intero nucleo abitativo fu dunque ricostruito d della Piazza sino al Castello.

I Morlacchi ( gli slavi erano chiamati così) vi fabbricarono anche poderose mura di cinta e Peschici divenne il baluardo delle città vicine contro gli attacchi saraceni, prima che fossero edificate le torri di Montepucci, Calulunga ed Usmai, in collegamento con tutte le altre del sistema difensivo pugliese.

In un documento del 1618 presente nell'Archivio di Stato di Foggia, il sindaco di Peschici Matteo de Boscio, riferendosi agli Schiavoni e «adventitij», li ritiene pienamente meritevoli del favorevole trattamento fiscale riservato loro da Alfonso I d'Aragona, perchè «ha più d'anni cento che per loro e loro predecessori questa terra è abbitata, hanno fabricato le muraglie di essa, fatto la terra che prima non vi era, sono stati sempre reali e fideli di Sua Maestà».

I Morlacchi erano stati esentati per venti anni dal pagamento dei “fiscali” da un privilegio di Carlo V, confermato da Filippo Il con la seguente motivazione: Peschici era stata il baluardo delle Terre vicine. I suoi abitanti, prima che fossero edificate le torri viceregnali, in ogni occasione avevano «ammazzato più turchi che andavano dipredando in queste marine».

Non casualmente dunque il primo dizionario latino-italiano-croato pervenutoci è opera di Giacomo Micaglia, un gesuita nativo del piccolo paese garganico. Egli si definiva slavo di lingua, italiano di nazionalità ed originario, appunto, di Peschici; un religioso pronto a utilizzare la propria conoscenza della lingua per collaborare a un'iniziativa che, da una colonia, tornava alla madrepatria. Il dizionario servì infatti ai Gesuiti per la riconquista cattolica della Croazia: fu pubblicato nel 1649-51, in piena Controriforma.

Erano gli anni in cui a Peschici e a Vieste furono istituiti dei consolati, che mantennero dal XVI al XVIII secolo rapporti e collegamenti diplomatici tra le comunità slave in esse presenti e la città di Ragusa (Dubrovnik).
Solo la fine delle libertà ragusee con l'annessione all'impero napoleonico nel 1804 e la lenta progressiva assimilazione delle comunità slave del Gargano misero fine a questa storia. Che sopravvive nei toponimi: dove se non a Peschici possiamo ancora trovare nella toponomastica i nomi di Sarbiche e Cruateche?

postato da URIATINON alle ore 16:05 | link | commenti
categorie: slavismi

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