Uriatinon

Vuoi seguirmi in un viaggio virtuale? Partendo dal Gargano, scoprirai tutta la Capitanata. In un mix tra cultura, tradizioni, microstorie dimenticate ...
domenica, 27 aprile 2008

 


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sito a cura di Teresa Maria Rauzino

AGGIORNAMENTO SITO MICROSTORIE MAGGIO 2008:


TERESA MARIA RAUZINO:
Quando a Peschici gli slavi ...erano di casa


VIAGGIO VIRTUALE PESCHICI-DUBROVNIK

ALLA SCOPERTA DELLE RADICI CROATE


ANTONIO VIGILANTE: La singolare storia di Donato Manduzio e degli ebrei garganici


LEONARDA CRISETTI: La formazione culturale ed umana di Pietro Giannone


LUCIA LOPRIORE, Ausculum nelle testimonianze epigrafiche


LABORATORIO STORICO ISTITUTO SUPERIORE "MAURO DEL GIUDICE", Il Convento di Rodi Garganico racconta un'antica storia...


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PIERO GIANNINI, KALENA, IN ATTESA DI UN RAGGIO CHE ILLUMINI LE MENTI


IL POWER POINT "KALENA, LUOGO DEL CUORE", COMMENTATO DA PIERO GIANNINI E' SCARICABILE QUI.







L'abbazia di Kàlena in agro di Peschici in una suggestiva immagine di Romano Conversano




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STORIA MEDIEVALE DAI CASTELLI AI MONSTRA, iniziativa culturale e didattica a cura del prof. RAFFAELE LICINIO (ordinario di Storia medievale nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bari).

Webmaster/Editore:
prof.ssa TERESA MARIA RAUZINO

giovedì, 10 aprile 2008

L’abbazia di Kàlena dimenticata

nei programmi elettorali di 4 liste su 5 di Peschici!

 

TERESA MARIA RAUZINO

 


 

 

                    L'abbazia di Kàlena  in una suggestiva immagine di Romano Conversano

  

Ultime battute di una campagna elettorale accesa e partecipata, quella delle comunali di Peschici, con ben 5 liste in campo. 

Abbiamo seguito qualche presentazione, abbiamo letto i programmi.

Quali le novità?

Una maggiore consapevolezza, dopo il rovinoso incendio del 24 luglio 2007, dell’importanza del bosco e della natura, percepiti finalmente come valore aggiunto da preservare e da ricostituire ex novo.

Finalmente sentiamo parlare di revisione del Piano di Emergenza Comunale, con nomina di una commissione permanente e di coordinamento generale per la gestione delle emergenze (incendi, alluvioni, terremoti, etc.), prove di evacuazione e di primo intervento, organizzazione di squadre di volontariato, catasto delle aree percorse dal fuoco (ma non era da fare subito dopo il 24 luglio?).

Un’attenzione, finalmente,  all’assetto idrogeologico dopo le alluvioni sempre più frequenti negli ultimi due anni e che hanno devastato la Piana di Kàlena, il vicino arenile e alcuni campeggi nella Baia di Manaccora a  5 km. da Peschici.

In quasi tutti i programmi, per la prima volta, sentiamo parlare di recupero del centro storico, di ripristino di elementi caratterizzanti le antiche tipologie costruttive come le cupole (grazie Punto di stella, per aver sensibilizzato i peschiciani sulla loro suggestiva valenza!).

Sentiamo parlare di valorizzazione dell’artigianato, del costume, dell’enogastronomia e del folklore locali. Di nascita e incentivazione di associazioni culturali (meno male, dopo anni di dimenticanza!)

Ma c’è di più: troviamo cenni alla realizzazione del PUG (Piano Urbanistico Generale), che dovrebbe sostituire un famigerato piano di fabbricazione che ha dato stura a tutti gli abusivismi possibili e immaginabili fin dal 1975.

Passiamo al Turismo. Non più il turismo “mordi e fuggi” made in Peschici dell’ultimo trentennio: si pensa a un nuovo marketing, per un turismo che sappia diversificarsi e destagionalizzarsi in modo da intercettare vari target di clientela che pongono domande diverse di ricettività, di svago e tempo libero, come ad esempio: centri benessere, strutture per anziani, gite scolastiche, soggiorni agro forestali, trekking a piedi su percorsi segnalati da cartelli stradali, piantine topografiche, guide turistiche.  

Urge, certo la ricerca di nuove forme pubblicitarie del territorio, da attuare insieme a vari  Enti, riqualificando l’attuale Ufficio Turistico con l’ individuazione di personale specializzato per l’accoglienza e l’informazione turistica.

Si ventila la possibilità di incentivare lo svolgimento di convegni durante la bassa stagione, ma soprattutto si comincia a capire (il Salento docet) che urge, al di là dei deleteri campanilismi, promuovere un “SISTEMA GARGANO” attraverso il confronto e il dialogo tra gli operatori turistici e le varie istituzioni del territorio, con la creazione di eventi integrati e non concorrenziali l’uno con l’altro. Un ingente spreco di risorse ( soprattutto pubbliche) che non possiamo più permetterci!.

In qualche programma si parla di cambiamento di mentalità: urge inculcare non solo negli operatori turistici, ma anche nella popolazione tutta, la cultura dell’ospitalità e dei servizi d’interesse generale, visto che il paese, a forte vocazione internazionale, è luogo di interscambio culturale e sociale. Saper accogliere i “gentili ospiti” in ogni mese dell’anno, e non solo in estate, è fondamentale per la fideizzazione del cliente più di qualsiasi strategia di marketing. E’ stato questo, d’altronde, il vero “punto di forza” del turismo di qualità degli anni cinquanta/sessanta: Peschici veniva allora scelta come “luogo da vivere” da artisti ed intellettuali di fama nazionale come Alfredo Bortoluzzi, Manlio Guberti, Romano Conversano, Francesco Rosso, solo per ricordare qualche nome.

Una cosa non ci è affatto piaciuta: vedere l’Ente Parco Nazionale del Gargano, ancora una volta, considerato come “camicia di forza” da cui liberarsi o da restringere a seconda della convenienza. Non ci piace la  proposta, che qualcuno fa, di revisionare l’attuale perimetrazione del Parco e di eliminare le norme restrittive: raccolta funghi, legnatico e soprattutto attività venatorie.

Si sa, Peschici,  è un paese di accaniti cacciatori. Strizzare loro un occhio in campagna elettorale, adducendo nobili intenti di “conservazione della natura”,  è strategia opportunistica deleteria. Il Parco del Gargano è una ricchezza anche per la sua avifauna: perché svenderla per qualche voto in più?

Infine, un forte appunto critico. Lo rivolgiamo a quattro candidati sindaci su cinque.

Possibile che 10 anni di “lotta continua” del Centro Studi Martella  per il restauro e la restituzione dell’abbazia di Kàlena alla fruizione pubblica non siano serviti ancora a  sensibilizzarvi sull’importanza della posta in gioco per il futuro turistico di Peschici?

Possibile che solo una lista su cinque ne abbia fatto un punto di forza del proprio programma?

Perché gli altri se ne sono dimenticati?

Ripartire dalla risorsa “cultura”, da un monumento importante come un’abbazia benedettina risalente all’anno 872 d.C,  creerebbe quel turismo culturale tanto auspicato e mai realizzato a Peschici.

Perché non provarci ora, visto che la “risorsa natura” è andata in fumo e il sole e il mare non soddisfano più nessuno?

 

 

FONTE: www.puntodistella.it

 


 

Analisi di una campagna elettorale agli sgoccioli

 

PIERO GIANNINI

 

 

 

Amministrative - Provincia di Foggia: cinque candidati-presidente.

Comune di Peschici: cinque candidati-sindaco.

Che spreco! Un’equazione insostenibile: decine e decine di migliaia di elettori in Terra di Capitanata contro un paio di migliaia nella cittadina garganica (ex “perla” ormai), identico numero di aspiranti primi amministratori. Un rapporto… sproporzionato! Vorremmo tanto comprenderne le ragioni. Desiderio dilagante e culturalmente diversificato di risolvere problemi sempre più pressanti o voglia di protagonismo? Presunzione di essere i soli, gli unici, ad affrontare una situazione che si va deteriorando e facendo sempre più pericolosa o incapacità a unificare le forze, spregiando il vecchio detto “uniti si vince”? Ignoranza di ciò che li attende o fame di poltrone?

Potremmo divertirci in dicotomie fino alla fine dei secoli e non fino al termine di questa tornata elettorale perché fra un po’, al massimo cinque anni, si ritornerà sul medesimo argomento, ma non lo facciamo perché la Patria ha bisogno di carità. E rispetto. Sì, rispetto, in quanto l’abbondanza di candidati è mancanza di rispetto nei confronti della più comune e ordinaria intelligenza.

Ne abbiamo ascoltate di belle, durante i vari comizi che si sono tenuti.

 Ah, già, una piccola parentesi va aperta per non dimenticarla nella confusione che ci stanno propinando. Parentesi: la battaglia elettorale, come è stata impostata, ci ha fatto tornare indietro di cinquant’anni e oltre, quando si annunciavano orari degli incontri con la popolazione e nomi dei comizianti attraverso un bell’altoparlante piazzato sulla “topolino” di turno che sventagliava nelle strade del centro abitato la grande notizia. Chiusa parentesi.

Ne abbiamo ascoltate, dicevamo. A chi salutava ogni cinque minuti il patrono (forse sarebbe meglio giocare coi fanti e lasciare in pace i santi) faceva eco la reiterata umiltà della citazione sulle personali origini. A chi dichiarava, imprudentemente, molto imprudentemente, di non sapere né leggere né scrivere seminando nelle menti dell’uditorio dubbi e sospetti atroci, ha fatto “pendant” la falsa modestia del salvatore della patria (questa volta con la “p” minuscola).

Un elemento positivo, però, è scaturito dalla disordinata massa di parole che ci sono state lanciate addosso: la voglia di leggerne i programmi. Lo abbiamo fatto, anche per offrire un servizio ai frequentatori del nostro sito “Punto di stella”. Ebbene, in uno solamente abbiamo trovato la citazione propositiva di occuparsi della più annosa questione che pencoli sulle teste di quella fetta di popolo (ben risicata) che sappia come si combattono e si polverizzino certe situazioni scabrose. Parliamo dell’Abazia di Càlena e del turismo legato alla storia, per tacere arte e religiosità.

Ben venga tale ricordo in un programma elettorale (uno su cinque, però, anzi quattro, e diremo subito perché), ma solo in due (su cinque, anzi quattro, e diremo subito perché) si sono preoccupati di inserire l’eliminazione della vergogna più oltraggiosa che possa imbrattare una classe politica: l’assenza di una sede scolastica! E poi ci lamentiamo se i giovani “espatriano”. Ma se li abituiamo noi, sin da piccoli o da adolescenti, ad andarsene in giro per il Gargano a frequentare scuole e istituti di altri centri viciniori!

Perché quattro! E’ presto detto: quando abbiamo chiesto agli interessati di recapitarci i loro programmi per assolvere a una pratica informativa di rete, in quattro hanno aderito, il quinto prima ha traccheggiato poi ci ha fatto pervenire una lettera in cui testualmente si legge: “… avremo modo di incontrarci dopo il successo elettorale (quanta arroganza, ndr) per programmare con voi e per voi il futuro del nostro paese”.

Rifiutiamo di inoltrarci in un qualsivoglia commento! Chi sa leggere, legga. E impari come si fanno le campagne elettorali, altro che Obama e Hillary! Ma noi vogliamo bene a tutti, a tutti quelli che non sanno che in vetta alle nostre priorità affettive c’è solo una serie di binomi: Peschici e la sua storia, Peschici e i suoi “vecchi fusti”, Peschici e il suo idioma, Peschici e i suoi “grandi vecchi”, Peschici e la sua violentata architettura, Peschici e la sua prostituita vocazione, Peschici e i suoi velieri con le vele decorate a mano dal pittore Bortoluzzi (mai salpati verso l’ecoturismo), Peschici e… la tangenziale su cui l’hanno precipitata come una vecchia puttana, Peschici “quartiere” di una città che si chiama “Gargano”.

 

 

FONTE: www.puntodistella.it

 

 

 


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categorie: editoriali, identità, reportage dal gargano, salviamo kalena, piero giannini, giornali garganici
domenica, 30 marzo 2008

Alla premiazione di  “Assaggi” 

Il J'accuse di Enzo D’Amato su Kàlena 

 

   Targhe ad Assaggi

Un momento della premiazione dei relatori di "Assaggi"

 

Si è conclusa sabato 30 marzo 2008, con le premiazioni dei maestri e dei ragazzi nella sala consiliare di Palazzo Dogana, la prima stagione concertistica ‘Assaggi di musica. Arte e degustazione’, organizzata dall’associazione musicale coro dauno ‘Umberto Giordano’ di Foggia, in collaborazione con l’Amministrazione provinciale, l’Università degli studi di Foggia e il Consorzio ‘Il Tavoliere’ della Camera di Commercio.

L’obiettivo della kermesse era quello di un vero e proprio viaggio culturale dove arte, musica e piaceri del palato potessero trovare un fecondo dialogo, in un incontro tra suono, segno e gusto. Una straordinaria occasione affinché l’arte nelle sue varie forme non sia più privilegio di pochi ma patrimonio di tutti.

Alla cerimonia di premiazione erano presenti il Presidente del Consiglio provinciale, Sergio Clemente, Luciano Fiore, direttore artistico del coro dauno ‘Umberto Giordano’, il professor Giuliano Volpe in rappresentanza dell’ateneo dauno e la dottoressa Laura Maggio dell’associazione nazionale archeologi.

“Questa lodevole iniziativa è stata sostenuta con entusiasmo dalla Provincia di Foggia – ha dichiarato Sergio Clemente – che in questi anni ha promosso arte e cultura come sinonimo di progresso e di emancipazione formativa, sociale e civile e si è impegnata in un percorso virtuoso; quello di ridare prestigio alle nostre istituzioni e al nostro patrimonio culturale e di creare tra enti, associazioni e scuole una rete che ha come obiettivo primario la conoscenza e la valorizzazione delle risorse del nostro territorio. Mi auguro che segua una seconda stagione di questa splendida iniziativa – ha concluso Clemente – visto che è stata messa in campo una splendida sinergia tra diversi enti”. Durante la serata sono stati premiati alcuni giovani talenti del panorama musicale locale, come i pianisti Domenico Monaco, Antonio Russo e Antonio Di Dedda, il chitarrista Andrea Roberto, al soprano Michela Sarcina, al mezzosoprano Tina D’Alessandro e al tenore Pierdavid Lombardi, ma riconoscimenti sono andati anche ai ragazzi del coro di voci bianche, del coro giovanile e del coro polifonico. 

L'Amministrazione provinciale ha conferito anche ai relatori di "Assaggi di Arte", delle targhe di riconoscimento. 

Da Peschici, in rappresentanza di Teresa Rauzino, presidente del Centro Studi Martella, ha ritirato la targa Enzo D'Amato, "pasionario" autore del dossier/denuncia "Salviamo Kàlena da un'agonia di pietra" , che ha fatto il punto sulle velleitarie promesse Istituzionali per il recupero del prezioso monumento garganico.

Ancora oggi, purtroppo, quello che è stato definito uno dei più amati  "luoghi del cuore" del FAI, è impietosamente soggetto ad un degrado inaccettabile, nonostante si siano levati, da ogni dove, innumerevoli appelli per salvarlo.

Riportiamo integralmente il significativo intervento di D'Amato: 

«Sono ben lieto di ritirare questo riconoscimento, che finalmente attesta l’impegno del Centro Studi "Martella", cuore pulsante per la rinascita di un monumento di Peschici.

Da parte mia, sono stato la coscienza scomoda, affinchè tutti perseguissero un’unica finalità: salvare un’abbazia. Kàlena!

Uno scrigno chiuso che rispecchia una realtà; un gioiello costruito dall’uomo, ma dallo stesso condannato al suo oblio culturale, artistico e spirituale. Ricordo ancora una volta che essa viene ufficialmente aperta al pubblico solo in occasione della festa dell’8 settembre.

La nostra voce è stata quella di  studiosi e cultori dell’antico, che vedono man mano deteriorarsi un eccezionale patrimonio artistico della nostra storia passata e delle nostre radici culturali e spirituali.

Questa abbazia appartiene nella sua originale vocazione e nella sua interezza, alla coscienza di tutti. Ha  contribuito ad aggregare gli uomini della nostra terra ed ha rappresentato l’altalenante vita spirituale, economica e sociale dei vari Ordini monastici insediatisi nella badia.

Sono però indignato ed amareggiato come uomo di cultura, come studioso e  come cittadino, di come “il problema Càlena”, sia stato condotto, sentito,   e ... tuttora  irrisolto:

  

-  Si è parlato di esproprio. Mai fatto dal comune di Peschici, nonostante il Consiglio lo abbia deliberato fin dal luglio 2005!

 

-  Si è parlato di “Progetto integrato” per ottenere dei fondi per Calena. Parole difficili.         

 

 Nulla si sa.

  

- Si è parlato di acquisto dell’immobile da parte del Comune.  Sono stati dei semplici  approcci con i proprietari, non seri e voluti accordi.

 

-  Si è parlato di Fondazione. Ma, dello Statuto celermente approntato dal Centro Studi Martella, ed inviato alle istituzioni,  associazioni,  presenti la sera del 26 febbraio 2007, poco si sa. Pubblicamente tutti erano pronti a firmarlo!  Risposte ufficiali? Oltre alla Provincia di Foggia, la prima a rispondere positivamente insieme all’Università di Foggia, stiamo ancora attendendo le risposte  dalle altre istituzioni.

Eppure lo Stato era intervenuto positivamente, stanziando migliaia di Euro per il restauro ed il recupero dell’abbazia. Sarebbero serviti come fondo-cassa per attivare la Fondazione!       

 

 -   Si è parlato di finanziamento dello Stato? Bene.

  Nel  gennaio 2005, il Ministero  dell’Economia, dispone  ed  invia al Comune di Peschici 350.000 Euro per il restauro di Calena. Somma  da  impegnarsi  allo  scopo, ed  usufruibile  nell’esercizio finanziario 2005/2007.                

Ma nell’aprile del 2007, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, rispondendo ad   un’interrogazione   parlamentare  dell’On.  Di Gioia sul caso Calena, scrive tra l’altro: «Non si hanno, inoltre, notizie  aggiornate  su  eventuali  restauri nel frattempo effettuati dal  Comune   con   il    finanziamento di    Euro 350.000 concesso dal Ministero dell’Economia».   

 

-  Sono ora disponibili altri 500.000 Euro, ottenuti da Mons. D’Ambrosio dal Ministro Rutelli per il consolidamento, restauro e risanamento delle due Chiese di Calena.  

 

Da dieci anni si parla  di Calena, positivamente e negativamente di quest’abbazia che è un bene  comune di tutti e di ciascuno. E’ stato detto infinite volte:  faremo! Solo vaghe promesse di impegni.

Talleyrand giustamente affermava: «La lingua fu data agli uomini affinché potessero meglio nascondere il loro pensiero».

Su Kàlena finora soltanto tante parole, parole…. sempre parole.

Ci chiediamo: «Quali pensieri  nascondono?».

 

 

 

Rauzino, Maggio e D'Amato

Da sinistra Teresa Rauzino, Laura Maggio ed Enzo D'Amato, durante la manifestazione di
"Assaggi" del 19 gennaio 2008 che ebbe per tema: "Kàlena, luogo del cuore". 

 

 

 
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categorie: salviamo kalena
lunedì, 10 marzo 2008

 

Dopo il vincolo integrale, i Martucci accettano di eseguire le misure di “conservazione” dell’abbazia, imposte dalla Direzione regionale dei beni culturali della Puglia

  

Kàlena: una storia finita (si spera)!

   

                                      Teresa Maria Rauzino

 

 

 

                    L'abbazia di Kàlena  in una suggestiva immagine di Romano Conversano

 

La notizia è di qualche giorno fa: il 6 marzo 2008, Ruggero Martines, Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia, ha convocato i proprietari dell’abbazia di Santa Maria di Kàlena,  il sindaco di Peschici Francesco Tavaglione e il soprintendente Attilio Maurano per notificare le misure di conservazione “obbligate” del Bene culturale in agro di Peschici (FG).  Vincenzo e Francesco Martucci, intervenuti anche in rappresentanza delle sorelle Maria e Annalisa,  comproprietarie di Kàlena, hanno accettato di procedere autonomamente ai lavori di consolidamento del monumento dell’872 d.C. , senza che l’organo di vigilanza pugliese proceda con i lavori coatti diretti dalla Soprintendenza stessa.

A breve, la famiglia proprietaria dovrà presentare un progetto  esecutivo, per permettere all’organo di vigilanza di esercitare il necessario controllo sulla congruità dei lavori in corso.

E’ stato comunicato ufficialmente ai proprietari che per il restauro di Kàlena sono disponibili 500mila euro inviati alla Soprintendenza pugliese direttamente dal ministro Rutelli.

Resta il mistero sul primo finanziamento di 350mila euro per Kàlena, stanziato su interessamento dell'onorevole Domenico Spina Diana dal Ministero dell’Economia nel gennaio 2005, nell'ambito  delle misure volte alla tutela dei beni culturali ed assegnato al Comune di Peschici.

Il Ministero dei beni culturali, pur avendone chiesto notizie “agli Enti competenti”, non è stato mai informato della fine che questo finanziamento abbia fatto.

All'onorevole Lello De Gioia, che ne chiedeva notizia in un'interrogazione a risposta scritta inviata al Ministero dei Beni Culturali, da Roma l’8 aprile 2007 si rispondeva così:  

«Con nota prot. 3015 del 19.10.2005, la scrivente Direzione Generale richiedeva aggiornamenti sulla vicenda. Si richiedeva in particolare: se la proprietà avesse predisposto il progetto delle opere di risanamento, consolidamento e restauro del bene, come in precedenza concordato con la Soprintendenza; se il vincolo diretto fosse stato esteso all'intero complesso; se il finanziamento di Euro 350.000, da destinare al restauro del bene, nel frattempo concesso dal Ministero dell’Economia a favore del Comune di Peschici, nell'ambito delle misure dirette alla tutela dei beni Culturali ed usufruibile nell'esercizio finanziario 2005/2007, dopo la presentazione del relativo progetto, fosse stato effettivamente impegnato allo scopo».

Ci chiediamo: è un finanziamento ormai “desaparecido”?

O recuperabile?

  

 

CRONISTORIA

La lunga agonia di pietra di Kàlena

L’abbazia di Càlena è stata una protagonista delle cronache della stampa pugliese, che da anni segue la sua intricata vicenda, ricca di numerosi colpi di scena.Ripercorriamo tutte le tappe dell’attività di sensibilizzazione pro Càlena attuata in questi anni.Nel lontano 1997 prende vita, a Peschici, il Centro Studi “Giuseppe Martella” con l’obiettivo di promuovere la cultura, la storia e la religiosità del luogo. Dalla sua istituzione, il Centro si batte per il recupero di Càlena, un monumento del 1023, testimonianza di rilievo della cultura di Capitanata e del Sud Italia. Dopo numerose adesioni alla petizione “Pro Càlena” (duemila firme raccolte in poche settimane), nell’estate del 2002 la sensibilizzazione assume una dimensione nazionale: “L’abbazia viaggia sul web” titola la “Gazzetta del Mezzogiorno”. Per Enzo D’Amato, autore del dossier “Càlena, un’agonia di pietra”, il recupero del monumento è un passo indispensabile per ritrovare le radici spirituali, culturali e sociali del popolo peschiciano. «Il valore spirituale del luogo deve essere rispettato: l’abbazia è un grande patrimonio collettivo, appartiene a tutti».

E’ datato 8 settembre 2002 il primo convegno nazionale su Càlena, organizzato dal Centro Studi “Martella”, con la partecipazione di storici di fama nazionale, di autorità civili e religiose, le cui relazioni sono raccolte nel volume Salviamo Kàlena. Un’agonia di pietra, curato da Liana Bertoldi Lenoci e pubblicato dal Parco Nazionale del Gargano. Ma la cronistoria di questi anni non registra soltanto sostegno per i promotori della petizione Pro-Càlena.

Il 4 novembre 2002, i proprietari dell’abbazia li diffidano a proseguire la campagna di sensibilizzazione. Segue la querela per «diffamazione a mezzo stampa» nei confronti del presidente del Centro Studi Martella e dei giornalisti che hanno raccolto la sua denuncia sul degrado dell’abbazia. Per competenza territoriale, i procedimenti sono iscritti presso i tribunali di Lucera, Foggia e Bari.L’iter giudiziario fa il suo lento corso.

Nel 2004, alla richiesta del Gip di Lucera di archiviare la querela, i Martucci si oppongono.Monsignor Domenico D’Ambrosio, in una lettera aperta ripresa dalla stampa, lancia un provocatorio: «E adesso mi autodenuncio!». Il caso suscita stupore ed è dibattuto sui principali quotidiani della Puglia con interventi di intellettuali, studiosi e associazioni.Italia Nostra Gargano e il Centro Studi Martella inviano una lettera aperta al ministro Giuliano Urbani, denunciando il caso.

Giovedì 13 maggio 2004, l’abbazia di Càlena approda a Roma, al Ministero dei BeniCulturali. Una delegazione guidata dall’onorevole Domenico Spina Diana è ricevuta dal sottosegretario Nicola Bono: l’incontro è finalizzato “a trovare delle risorse certe per il recupero dell’abbazia di Càlena”. Vengono illustrati il pregio del complesso monumentale e la complessità del contenzioso sottostante.«Abbiamo avuto l’assicurazione del ministero – precisa Spina Diana – su un intervento quantitativamente importante, qualora si riuscisse ad ottenere una piattaforma comune di intenzioni». 

Il 19 maggio 2004, il presidente del Centro Studi Martella e due giornalisti inquisiti per il caso Càlena sono convocati davanti al GIP di Lucera. Il caso viene archiviato perché «la diffamazione non sussiste». La stessa decisione viene presa dal Gip di Foggia, che archivia il procedimento nei confronti del direttore di un noto settimanale free-press.

Siamo all’estate 2004, quando il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano), in collaborazione con Banca Intesa, lancia la seconda edizione de “I luoghi del Cuore”. I risultati fanno registrare in Puglia il terzo posto – su un totale di 350 monumenti – per Càlena, con 776 segnalazioni. L’abbazia risulta quarta nel Sud Italia. Un bel risultato, che pone all’attenzione nazionale il monumento di Peschici.

Il 7 settembre 2004, il convegno “Il risveglio di Kàlena”, promosso dalla Comunità Montana del Gargano e dal Comune di Peschici, vede la partecipazione di autorità religiose e politiche, tra cui il presidente della Regione Puglia. Tutti fanno presente la necessità di addivenire a un accordo con i proprietari, per permettere alle Istituzioni di attivare finanziamenti per salvare il monumento.

Nel dicembre 2004, in occasione delle festività natalizie, monsignor D’Ambrosio dona alla Chiesa Matrice di Peschici un presepe ambientato nell’Abbazia: «Vi ho portato un mio presepe. E’ Càlena la nostra storia abbandonata e dimenticata. Non dobbiamo perdere più tempo. Il nuovo anno dovrà segnarne la rinascita».

In effetti, nel 2005 qualcosa si smuove. A Gennaio, il ministero dell’Economia, nell’ambito delle misure per la tutela dei beni culturali, dispone una somma per il restauro di Càlena. Il primo importo è di 350.000 euro, usufruibili nell’esercizio finanziario 2005/07.Il Comune di Peschici è chiamato ad avviare la decisiva partita. Comincia la corsa contro il tempo per non perdere i finanziamenti.Aprile 2005 i Martucci inviano al sindaco Tavaglione la loro prima proposta di convenzione per Càlena.Risale al 6 maggio 2005 il primo incontro tra le parti. L’accordo proposto dai proprietari vale per 15 anni (apertura solo per 66 giorni all’anno), poi il monumento dell’XI secolo dovrebbe tornare nella loro piena disponibilità.

Il Centro Studi Martella invita il Comune di Peschici a non derogare sui valori di principio, facendo delle concessioni ai proprietari che il vasto popolo di Càlena non comprenderebbe mai. La diocesi di Manfredonia è esclusa dalla convenzione. Un fatto inconcepibile in chi vede in Càlena la pietra miliare della religiosità del Gargano.L’arcivescovo D’Ambrosio scrive una veemente lettera aperta al sindaco di Peschici, dall’emblematico titolo: “La tunica stracciata!”. Lo mette in guardia dall’accettare soluzioni al ribasso. Il professor Raffaele Licinio, medievista dell’Università di Bari, definisce la convenzione proposta dai Martucci «una beffa di pietra», una vera e propria offesa ai diritti e all’intelligenza dei cittadini.Il sindaco di Peschici, pressato dal parere contrario dell’opinione pubblica, non la firma, ritenendo le condizioni inaccettabili.

Il 20 maggio incontra a Bari il soprintendente Benedettelli.

Il 10 giugno, da Bruxelles l’onorevole Mario Mauro, vicepresidente del Parlamento Europeo, scrive una lettera aperta su Càlena: «E’ un bene troppo prezioso che va salvaguardato. La sua dimensione storica, religiosa e culturale impone una serie di valutazioni sulla gestione e la fruibilità che non possono essere ricondotte a quelle di un comune fabbricato».

La data fissata dal Comune per un incontro con i proprietari è il 13 giugno 2005. Dovrebbe sancire il varo della convenzione. Ma i Martucci non si presentano. Il Comune invia una nota ingiuntiva in cui chiede ai proprietari di poter eseguire un sopralluogo a Càlena per i rilievi tecnici indispensabili alla progettazione e per poter emanare il bando pubblico di appalto. La famiglia Martucci non risponde alla seconda convocazione.Avanza una proposta informale che prevede la fruizione pubblica per 25 anni.

I comitati spontanei pro Càlena e il Centro Studi “Martella” chiedono al Comune di predisporre l’intervento uno schema di convenzione con tempi e modi ragionevoli di utilizzo pubblico dell’abbazia.

Il 17 giugno il Consiglio comunale di Peschici, riunito in seduta straordinaria, vara all’unanimità uno schema di convenzione: in cambio del restauro da eseguirsi con 350mila euro di finanziamento statale, la fruizione pubblica di Càlena dovrà essere assicurata dai proprietari per novantanove anni (per tutti i giorni della settimana, dalle ore 9 alle 20, dal 1 maggio al 30 settembre; dal 1 ottobre al 30 aprile, il mercoledì, il sabato e la domenica, dalle ore 9 alle 18). Resta aperta la possibilità, per eventi speciali e particolari, di derogare ai predetti giorni e orari di accesso.

Il 21 giugno, una delegazione composta dal sindaco Tavaglione, dall’ingegner Follieri e dall’onorevole Mario Mauro ha un’audizione con il Ministro dei Beni culturali: Rocco Buttiglione assicura il suo interessamento per il caso Càlena.

Il 7 luglio 2005 i Martucci vengono convocati dal Comune di Peschici per firmare l’intesa: ancora una volta non la sottoscrivono. Presentano un terzo schema di convenzione: il Comune dovrebbe restaurare in sei anni la chiesa “nuova” e restituirla ai proprietari, che tornerebbero nella piena “padronanza” del monumento. La fruizione sarà assicurata a chiunque lo richiederà, ma dietro pagamento delle spese di gestione.

Il successivo 11 luglio, a Bari viene eseguito un esame scientifico (TAC) sulla statuetta lignea della Madonna di Càlena. La tomografia assiale computerizzata viene eseguita nel reparto di Neuroradiologia del Policlinico. La statua, risalente alla fine del 1400, è stata rimossa, senza il necessario permesso della Sovrintendenza, dall’abbazia di Càlena ed è custodita in “luogo sicuro”, a turno, dai Martucci, per 364 giorni all’anno.Ai fedeli la visione della Madonna, venerata ab immemorabili, è permessa soltanto per un giorno all’anno: l’8 settembre, festa di Santa Maria di Càlena.

Il 13 luglio 2005, il presidente del Centro Studi Martella, nel corsivo “Abbazia di Càlena dimenticata dalla Soprintendenza di Bari”, pubblicato dall’agenzia di stampa “Il Grecale”, denuncia come l’Ente istituzionalmente preposto alla tutela dei Beni Architettonici della Puglia non abbia affatto ottemperato al suo compito. Nonostante il Ministero l’abbia invitato da tempo a muoversi, la Soprintendenza regionale non ha ancora imposto ai  proprietari le opportune misure di “conservazione” del monumento previste dalla normativa sui beni culturali.

Il 15 luglio successivo, il Consiglio Comunale si riunisce per esaminare la nuova proposta della famiglia Martucci. Intervengono le Associazioni che più si sono occupate di Càlena: Centro Studi Martella, Italia Nostra e il Comitato spontaneo pro Càlena. L’arcivescovo D’Ambrosio invia una lettera aperta al Consiglio Comunale. Tutti si dichiarano contrari all’ipotesi di convenzione presentato dai Martucci. Il Consiglio conferma, all’unanimità, la proposta di convenzione già deliberata nella riunione precedente, delegando il sindaco Tavaglione ad avviare l’iter per richiedere al Ministero dei Beni culturali l’esproprio del bene monumentale per motivi di pubblico interesse. La decisione non piace ai Martucci: nel mese di agosto 2005, a Peschici viene affisso un manifesto in cui si accusa pesantemente il Comune di non voler restaurare Càlena.

Segue un contromanifesto del Comune dal titolo: “Càlena: Vergogna e decenza!”. Un vero e proprio j’accuse contro la famiglia proprietaria. In esso il sindaco taccia i Martucci di aver  straordinariamente fuorviato la verità storica dei fatti. Un’offesa grave non soltanto per l’Amministrazione Comunale e per la comunità peschiciana, ma anche per quanti – in primis l’arcivescovo di Manfredonia Monsignor D’Ambrosio – si sono battuti per la questione Càlena». Il sindaco Tavaglione denuncia che «è stata sottratta alla venerazione dei fedeli di tutto il mondo la statua della Madonna, arrogandosi il diritto della custodia laddove, invece, un ordine preciso della Soprintendenzaai Monumenti la affidava al Comune di Peschici. Solo ora la statua viene fuori e se ne scopre lo stato di abbandono e di incuria. La stessa negligenza è dimostrata nel lasciar abbandonata a se stessa la struttura del monumento».

L’8 settembre 2005, a Peschici si celebra, dopo anni di dimenticanza, la festa di Santa Maria di Càlena. Vuole essere un segnale dell’auspicato risveglio delle coscienze. La messa viene celebrata da monsignor D’Ambrosionella Chiesa Madre di Peschici, poi c’è una fiaccolata fino a Càlena con una veglia di preghiera per onorare simbolicamente la Madonna, la cui statua è ancora presso il Laboratorio di restauro della Soprintendenzadi Bari. Alla manifestazione partecipa la comunità di Peschici. Sono presenti vari rappresentanti istituzionali, il Centro Studi “Martella”, il Comitato pro Càlena e Italia Nostra Gargano.

11 ottobre 2005. La volontà di conciliazione, esperita dall’Amministrazione Comunale, di accogliere anche le richieste della proprietà, viene riconosciuta dal Capo di Gabinetto del Ministro per i Beni Culturali, Tufarelli, che riceve una delegazione guidata dal Sindaco di Peschici e dall’Arcivescovo D’Ambrosio. L’incontro è stato sollecitato dal Comune di Peschici per concordare una comune strada per definire le procedure per l’esproprio. I mesi trascorrono: sembrano letteralmente perse le tracce di tutte quelle iniziative dell’amministrazione comunale che avevano portato a far ben sperare su una possibile, immediata azione di recupero dell’abbazia.A risvegliare le coscienze è, ancora una volta, monsignor Domenico D’Ambrosio, in occasione della festività di sant’Elia Profeta, il 20 luglio 2005.

Un articolo della“Gazzetta del Mezzogiorno” del 28 luglio, dal titolo “Abbazia di Càlena, calato il silenzio”, a firma di Francesco Mastropaolo, riporta Càlena all’attenzione dell’opinione pubblica. Scrive il cronista: «Calato il velo dell’oblio sul recupero dell’abbazia di Càlena, l’ex insediamento benedettino ubicato nella piana di Peschici». Il centro Studi Martella si chiede perché, falliti i vari tentativi per ricercare una soluzione concordata, la delibera del Consiglio comunale di Peschici di procedere all’esproprio non sia diventata esecutiva e l’iter non sia stato neppure avviato.

Dicembre 2006: Italia Nostra Gargano e Centro Studi Martella lanciano una petizione on-line per sollecitare l’esproprio di Kàlena, raccogliendo 600 adesioni di associazioni culturali, intellettuali, studenti e gente comune.

26 febbraio 2007. La Tavola rotonda “Insieme per Kàlena” tenutasi a Palazzo Dogana, mette a confronto i rappresentanti istituzionali, le associazioni Italia Nostra e Centro Studi “Martella”, il mondo accademico.Per la Curia è presente monsignor D'Ambrosio. La proposta è di costituire una “Fondazione pro Càlena” con l'intento di procedere all'esproprio del bene, per restaurarlo e restituirlo alla pubblica fruizione. La fondazione metterà insieme Chiesa, Istituzioni del territorio, associazioni, centri studi, università e soggetti privati disposti a lottare per il recupero del sito. «Creare il “sistema” – afferma il prof. Licinio – diventa fondamentale perché intorno al sistema girano elementi essenziali che incrementano turismo, economia, storia».

28 marzo 2007. Nel convegno “La Puglia in/difesa”, organizzato dal Centro Studi normanno-svevi a Barletta, Teresa Rauzino, Raffaele Licinio, Franco Cardini, Marco Brando e Andrea Salvemini indicano Càlena,il fiume Ofanto e il mosaico di Otranto come casi limite di dismissione del patrimonio storico-paesaggistico-artistico pugliese.

Luglio 2007. La Soprintendenza regionale accoglie l’istanza di Italia Nostra e del Centro Studi Martella di estendere i vincoli di tutela sull’intera abbazia. L’iter procedurale viene notificato ai proprietari e al Comune di Peschici.

24 luglio. Il focolaio dell’incendio di Peschici parte dall’ uliveto prospiciente Càlena. L’abbazia si salva solo perchè il vento è contrario.Ottobre 2007. Il Ministero dei Beni Culturali annuncia di aver stanziato 500.000 euro per il restauro delle chiese di Càlena.

7 Dicembre 2007: La Soprintendenza dichiara il vincolo integrale per tutta l’abbazia di Kàlena, riservandosi di tutelare anche la zona di rispetto.

6 marzo 2008: il soprintendente Ruggero Martines convoca i proprietari, il sindaco di Peschici e il soprintendente Maurano per notificare le misure di conservazione del Bene culturale. 

I Martucci accettano.Adesso si spera che l’agonia di pietra dell’abbazia in agro di Peschici abbia finalmente una FINE!

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categorie: salviamo kalena
sabato, 23 febbraio 2008

CENTRO STUDI MARTELLA: NUOVO VOLUME SULLA RELIGIOSITA' POPOLARE A PESCHICI

Sarà presentato a Foggia il  3 marzo 2008 alle ore 17.00, nella Sala del Tribunale di Palazzo Dogana (Piazza XX settembre), con il patrocinio dell'Ente Provincia FG,  il volume di AA.VV. del Centro Studi Martella  “Chiesa e religiosità popolare a Peschici. Itinerari del Parco Letterario San Michele Arcangelo-Gargano segreto”, a cura di Teresa Maria Rauzino e Liana Bertoldi Lenoci, Edizioni Centro Grafico Francescano, Foggia, 2008.

 

copertina volume Chiesa e religiosità popolare a Peschici. Itinerari del Parco letterario San Michele Arcangelo-Gargano segreto


 

Con questo nuovo volume, il Centro Studi Martella vuole dare un contributo di idee sui possibili itinerari storico-artistico-religiosi del "Parco Letterario San Michele Arcangelo- Gargano segreto", che ha visto recentemente la luce sotto gli auspici della Comunità Montana del Gargano e delle fondazioni "Ippolito Nievo" e "Pasquale Soccio".

La Montagna del sole mistica e mitica, che ha fissato da secoli la sua location nella Grotta dell’Arcangelo, ha già ispirato una notevole produzione letteraria da parte di grandi viaggiatori ed intellettuali del Promontorio.

Il tema del V volume della collana "I luoghi della memoria" del  Centro Studi "Giuseppe Martella» di Peschici  ha consentito la partecipazione di 15 studiosi, dal momento che le chiese, presenti nella cittadina garganica e nel suo territorio, e le manifestazioni socio-religiose ad esse collegate, possono essere studiate dal punto di vista storico-architettonico, storico-iconografico, storico-devozionale e storico-sociale. Tale ampia possibilità di angolazioni interpretative e di lettura ha permesso di ripercorrere la storia di Peschici secondo diverse direttrici che, intersecandosi, si illuminano e si arricchiscono reciprocamente, rappresentando un grande e variegato affresco, uno spaccato emblematico di microstoria pienamente inserito nella macrostoria italiana ed europea.

Teresa Maria Rauzino e Liana Bertoldi Lenoci, curatrici del volume, auspicano che la ricerca storiografica del Centro Studi Martella diventi la  chiave giusta per aprire la porta delle emozioni e l’orgoglio della storia, della cultura autentica, dell’identità del Gargano».  

Uno studio serio e qualificato su uno degli assi portanti dell’identità del sud Italia, con un interessante scandaglio del rapporto tra “saeculum” e “religio”, non privo di un forte richiamo all’attualità, come l’impulso al recupero dell’antica abbazia di Santa Maria di Càlena.

Peschici, perduta nel mare dell’esistenza senza risposta, toccata, a fasi alterne, da eventi felici e tragici,   continua a riporre nel culto antico del santo profeta Elia che libera i suoi poveri, pochi abitanti, dalle cavallette, dalla siccità, dalle malattie e dalle incertezze della vita, la speranza di salvezza o quanto meno la speranza consolatrice di un futuro migliore. I modelli della società di massa e consumistici non hanno ancora scalfito questa realtà, consolidata da secoli: un modo di fare e di essere collegato, nella sua dimensione più profonda, alla misteriosa ricerca di sé, della propria identità, del minimo di garanzia vitale.

PROGRAMMA PRESENTAZIONE 3 marzo, ore 17 Palazzo Dogana Foggia

 SALUTI

- Carmine Stallone (presidente Provincia di Foggia)

- Autorità presenti

 

INTERVENTI

- Pasquale Corsi (ordinario di Storia medievale Università di Bari)

- Liana Bertoldi Lenoci (Università di Trieste, autrice e curatrice del volume)

- Teresa Maria Rauzino (presidente Centro Studi Martella, autrice e curatrice del volume)

Coordinerà la serata Gianfranco Piemontese (coautore del volume)

 

Saranno presenti gli altri autori del volume: Sergio Afferrante, Gioia Bertelli, Giovanni Boraccesi, Barbara Coletta, Enzo d’Amato, Michele d’Arienzo, Libera Iervolino,  Lucia Lopriore,  Tiziana Luisi, Francesco Granatiero, Michel’Antonio Piemontese, Grazia Silvestri.

In apertura sarà proiettato il CD "Kàlena, lo scrigno chiuso" di Enzo D’Amato.

 Siete tutti invitati!

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IL  MANIFESTO DELL'EVENTO è scaricabile qui:

http://files.splinder.com/db207fe42c9d026c39f7a7ca1921b21f.pdf

L'INVITO è scaricabile qui: 

 http://files.splinder.com/1df573658d8cf5fd85156453e981b784.pdf

 

Il CENTRO STUDI MARTELLA

Il Centro Studi Martella di Peschici si è costituito nel 1997 ed ha acquisito personalità giuridica il 19 luglio 1999. E’ formato da studiosi locali e da studiosi esterni al territorio, che stanno attuando un programma di ricerche storiche ad ampio spettro, interdisciplinare. Il gruppo di studiosi raccolto nel Centro ha organizzato giornate di studio, i cui atti sono pubblicati nella collana I luoghi della memoria, centrate sulla tradizione culturale del territorio, sulla pubblicazione di documenti inediti di diversa natura, sulle testimonianze architettoniche e iconografiche dei siti, in modo da inserire Peschici, il Gargano e le tradizioni dei   suoi abitanti nella “grande storia”.

Il Centro Studi, oltre alle ricerche di vasto respiro, si batte da anni per una sempre maggiore valorizzazione del patrimonio culturale, artistico del territorio. Svolge una corposa attività di informazione attraverso siti telematici, articoli e saggi pubblicati da quotidiani, riviste specializzate locali e nazionali.

AA.VV. CENTRO STUDI MARTELLA, Chiesa e religiosità popolare a Peschici. Itinerari del Parco letterario San Michele Arcangelo- Gargano segreto, a cura di Teresa Maria Rauzino e Liana Bertoldi Lenoci, pp.400, ill. a colori, Edizioni Centro Grafico Francescano,  Foggia  2008, € 25,00.

Per ordinare il volume on line: centrostudimartella@hotmail.com

Info: 380-2577054

domenica, 20 gennaio 2008