Cerisdi, Palermo - 28, 29, 30 maggio 2008
Alla luce dei brillanti risultati conseguiti dal convegno "Miti Mediterranei" (Palermo-Terrasini, 4,5, 6 ottobre 2007) e delle istanze giunte dai relatori intervenuti, dai partecipanti e dalle Istituzioni pubbliche, la Fondazione Buttitta, in collaborazione con il Centro Ricerche e Studi Direzionali (CERISDI) e con il Dipartimento Città e Territorio dell'Università di Palermo, intende ulteriormente sviluppare le relazioni con studiosi, italiani e stranieri, di Antropologia, Sociologia, Storia e Storia delle religioni proponendo un convegno dal titolo di "Riti mediterranei". Il Convegno prevede di approfondire la conoscenza delle molteplici forme rituali e del simbolismo cerimoniale dei Paesi del Mediterraneo e di rintracciarne le radici comuni e le specificità culturali, allo scopo di rimarcare il ruolo centrale del Mediterraneo negli ininterrotti rapporti culturali tra Oriente e Occidente. Il Convegno sarà realizzato presso Castello Utveggio, Palermo, dal 28 al 30 maggio.
MERCOLEDÌ 28 MAGGIO
ore 9.00
Saluti inaugurali
Introduzione ai lavori
Prof. Tullio De Mauro, Presidente della Fondazione Ignazio Buttitta Avv. Raffaele Bonsignore, Vice Presidente del CERISDI
Presiede Vincenzo Guarrasi
Marino Niola, Università "Suor Orsola Benincasa", Napoli
L'invenzione del Mediterraneo. Archeologia, allegoria, antropologia
Giulio Angioni, Università di Cagliari
Il "bando" della danza nella ritualità cristiana
Gianluigi Bravo, Università di Torino/Piercarlo Grimaldi, Università del Piemonte Orientale
Le vicende della danza delle spade e la sua concentrazione in Piemonte
Isidoro Moreno Navarro, Università di Siviglia
La activación de los rituales religiosos en Andalucía: globalización e identidades colectivas
Elsa Guggino, Università di Palermo
Rituali magicoterapeutici in Sicilia
ore 15.00
Presiede Maurizio Carta
Domenico Scafoglio, Università di Salerno
Le Amazzoni contadine. Il mito delle brigantesse dell'Italia postunitaria
Valerio Petrarca, Università "Federico II", Napoli
Il folklore religioso tra paganesimo e cristianesimo
Laura Faranda, Università "La Sapienza", Roma
Confini contesi: Divagazioni antropologiche su due Madonne nere e le loro gemelle
Francesco Faeta, Università di Messina
Visione, memoria, somiglianza. Simulacri e contesti rituali
Salvatore D'Onofrio, Università di Palermo
Non è santo che suda
Stefano Montes, Università di Palermo
Micro-antropologie del quotidiano e riti mediterranei
GIOVEDÌ 29 MAGGIO
ore 9.00
Presiede Salvatore Nicosia
Jean Cuisenier, Centre de Ethnologie français
Héros épiques, héros tragiques et marins d'aujourd'hui: la figure du devin et la pronostication du temps
Piero Bartoloni, Università di Sassari
Nuovi dati sul rito del tofet
Sebastiano Tusa, Soprintendenza del Mare
Riti e miti del mare nell'antichità mediterranea
Alberto Borghini, Politecnico di Torino
Negli intorni simbolici dell'Artemide Efesia: la quercia e la ghianda in ambito antico
Rosalia Marino, Università di Palermo
Il Mito di Venere-Afrodite in Sicilia tra politica e cultura
Attilio Mastino, Paola Ruggeri, Università di Sassari
Miti e riti tra Sardegna e Sicilia in età antica
Nicola Cusumano, Daniela Bonanno, Università di Palermo
"E l'altro dietro a lui parlando sputa". Pratiche rituali in Grecia
ore 15.00
Presiede Attilio Mastino
Amalia Signorelli, Università "Federico II", Napoli
Case mediterranee. Miti, riti, sogni, desideri intorno a un oggetto molto materiale
Luigi M. Lombardi Satriani, Università "La Sapienza", Roma
Il linguaggio del sangue tra "murmuru" e nuovi silenzi
Mauro Geraci, Università di Messina
Albania, un mare di libri. Scritture, editorie, poetiche della "transizione"
Caterina Pasqualino, Fondation Maison des Sciences de l'homme
Il richiamo dei morti
Maria Solimini, Università di Bari
I riti della terra madre
Paolo Sibilla, Università di Torino
Diffusione, permanenza e destini di un culto tardo antico. I martiri della Legione Tebea nelle costruzioni culturali e nelle pratiche rituali alpine
Vincenzo Matera, Università "La Bicocca", Milano
Epistemologia e pratiche etnografiche contemporanee: la lamentazione funebre e il paradigma dell'incorporazione
VENERDÌ 30 MAGGIO
ore 9.00
Presiede Silvana Miceli
Vincenzo M. Spera, Università del Molise
Grano tagliato e bianchi lini. Su due riti popolari rilevati a Cipro
Letizia Bindi, Università del Molise
Volatili misteri. Festa e città a Campobasso
Rosa Parisi, Università di Foggia
Simboli, memoria e politica. La festa di San Bernardino e le narrazioni della storia cittadina
Maria Margherita Satta, Università di Sassari
Riti propiziatori e giostre equestri in Sardegna
Maurizio Del Ninno, Università "Carlo Bo", Urbino
I Ceri di Gubbio e i Candelieri sardi. Il caso di Ploaghe
Mario Bolognari, Università di Messina
La festa di San Pancrazio a Taormina
Ignazio E. Buttitta, Università di Sassari/Rosario Perricone, Folkstudio, Palermo
Il circu della vita e della morte
ore 15.00
Presiede Antonino Buttitta
Patrizia Resta, Università di Foggia
Costruire l'immagine di sé. Eventi festivi nel promontorio del Gargano
José Antonio González Alcantud, Università di Granada
Dragones que mueven a risa: Las Tarascas del Mediterraneo de Tarascon a Granada
Sergio Bonanzinga, Università di Palermo
Il tarantismo in Sicilia
Antonello Ricci, Università "La Sapienza", Roma
Suono e rito. Pratiche sonore e orizzonti dell'immaginario
Ottavio Cavalcanti, Università della Calabria
Persefone rivisitata
Fatima Giallombardo, Università di Palermo
Una corsa per i santi
ore 19.00
U Cuntu, "Carlotto contro Polinoro" di Gaetano Celano
http://www.fondazionebuttitta.it
Una sagra in cui l’hanna fatta da padroni assoluti arance e limoni dell’Oasi Agrumaria
SABATO 3 MAGGIO:
RODI RENDE OMAGGIO
ALLA PROPRIA RICCHEZZA
di PIERO GIANNINI

Dal pomeriggio del 3 maggio a sera inoltrata, vi hanno partecipato tutti: singoli privati e operatori turistici, imprenditori addetti ai lavori e scolaresche. Una festa di colori, suoni, giochi, profumi, balli, canti e danze (giovanissimi ballerini si sono esibiti in una sfrenata pizzica carpinese ossequiando le tradizioni dei padri).

Tra banchetti addobbati (uno allestito persino dal “glorioso” URIATINON… Cos’è? Scopritelo da soli, se siete capaci!) e imbanditi in concorrenza con tavolate da pranzo natalizio o matrimoniale e artisti di strada lanciati nelle loro funamboliche acrobazie, si sono sviluppati orgoglio e passione di chi ha voluto riportare agli antichi fasti, nelle loro più diversificate utilizzazioni, frutti che hanno colmato i mercati di mezza Europa osando perfino varcare gli oceani. Erano i primi anni del Novecento, certo, ma sono ritornati, o almeno stanno ritornando a farsi rispettare.
Le foto parlano da sole, ha suggerito con la solita modestia l’autrice (Terry Rauzino), che proprio per questo non ha voluto stendere un rigo di commento. E sono talmente tante che non abbiamo resistito a sceglierne una trentina e farne addirittura tre pagine da pubblicare su questo sito. Godetevele tutte! …

Dimenticavamo la consueta sollecitazione quando si tratta di… politici. LETTERINA - Esimio signor Carmine D’Anelli, sindaco di Rodi, cerchiamo di fare in modo che certe manifestazioni non si esauriscano per inedia. Non ci faccia dire altro, perché entrambi sappiamo (noi forse più di lei!), cosa s’intenda per inedia. Sono così ricche di fascino, turbamento, retaggio, malìa, magìa, che vedersele sfumare sotto gli occhi farebbe male al cuore. A buon intenditor… FINE DELLA LETTERINA
PIERO GIANNINI (su www.puntodistella.it )
L'intero album fotografico della sagra delle arance è visionabile sul blog di Terry Rauzino:
http://rauzino.spaces.live.com/


A Poggio Imperiale “Terra Nostra”, una nuova associazione culturale fondata da Gianni Saitto
Forse non tutti sanno che Poggio Imperiale, probabilmente unico paese in Italia, ha anche un secondo nome. Infatti, esso è denominato “Tarranov”, sia dai poggioimperialesi che dai cittadini dei paesi limitrofi; da qui l’attributo “terranovesi” ai suoi abitanti. Un soprannome attribuibile al gergo dialettale dei primi “tarnuis”, i quali definivano Terra Nova il centro abitato di recente fondazione. La valorizzazione dell’identità, della cultura e delle tradizioni popolari sono stati i motivi fondamentali che hanno spinto, in questi anni, il ricercatore Giovanni Saitto a indagare a tutto campo la storia della sua città, offrendoci tanti bei volumi dedicati al suo territorio.
Da qualche tempo, precisamente dal 30 agosto 2007, con un gruppo di amici, Saitto ha costituito “Terra Nostra Onlus”, un'associazione culturale con sede a Poggio Imperiale (FG), in Via Focarete N° 10. L’organigramma vede lo stesso Giovanni Saitto come presidente; vicepresidente: Roberto Frasca; segretario e cassiere: Simone Bubici; consiglieri: Luigi Buccino, Michele Simonelli, Remo Tortorella, Nazario Zangardi.
Il sodalizio si pone come obiettivo primario quello di effettuare interventi di solidarietà ed assistenza a favore di bambini e famiglie meno abbienti. Ma il suo intento più qualificante è di adoperarsi per la promozione di attività culturali, sportive e ricreative, per la tutela e valorizzazione i beni culturali ambientali, archeologici e artistici di Poggio Imperiale e del suo territorio.
Un popolo senza storia – scrive Gianni Saitto nel sito web dell’associazione - è come un albero senza radici: è destinato a morire! Solo attraverso una riscoperta delle radici si può sperare in una rinascita della comunità.
Per custodire e tramandare la storia di Poggio Imperiale, è quindi intento di “Terra Nostra Onlus” promuovere e rinvigorire la cultura e le tradizioni popolari attraverso convegni, spettacoli e momenti di aggregazione. Numerose le iniziative culturali promosse dalla neonata Associazione in questo primo anno sociale: ricordiamo un pellegrinaggio a Monte Sant’Angelo e San Giovanni Rotondo; una gita a Napoli per visitare il Duomo e San Gregorio Armeno, la via dei presepi; il falò dell'Immacolata la sera del 7 dicembre; il Presepe vivente, i cui proventi sono stati devoluti per un delicato intervento chirurgico a un piccolo bulgaro residente a Poggio Imperiale; l’allestimento di un carro allegorico in occasione del Carnevale Terranovese.
Di imminente realizzazione, un convegno di Storia Patria: venerdì 18 aprile p. v. alle ore 11,00 si terrà, un incontro di studio sul tema: "Poggio Imperiale tra Neolitico e storia moderna". Interverranno l’archeologa Anna Maria Tunzi (che terrà una relazione dal titolo “Lo straordinario insediamento neolitico di Poggio Imperiale”); la prof.ssa Antonietta Zangardi (parlerà de “ I documenti della storia di Poggio Imperiale”) e naturalmente Giovanni Saitto ( illustrerà la storia de “La prima colonia albanese di Poggio Imperiale”.
Ma non finisce qui.
La manifestazione più caratterizzante di “Terra nostra” sarà un annuale “Premio Nazionale Spiga d'Oro Poggio Imperiale (FG)”, a carattere turistico-culturale, che si svolgerà quest’anno dal 13 al 15/06/2008. Un omaggio a personaggi dello sport, dello spettacolo e della cultura che si sono distinti a livello nazionale e locale.
Vi anticipiamo il programma della serata del 14 giugno, che vedrà la presenza a Poggio Imperiale (a Piazza Imperiale, ore 21.00) di Franco Dani, interprete indimenticato di migliaia di fotoromanzi degli anni settanta-ottanta; di Antonella Bevilacqua, campionessa olimpionica di salto in alto; di Pino Campagna, comico di Zelig.
Chiuderà la serata la cantante Anna Tatangelo, reduce dal II posto al Festival di Sanremo. L’artista, oltre a ricevere il prestigioso riconoscimento della “Spiga d'Oro”, nel corso della manifestazione canterà alcune delle sue canzoni più belle.
PROGRAMMA del 14 giugno 2008
ORE 21,00 - Inizio della manifestazione con l'intro del gruppo "I Camisa Negra"
Ore 21,05 - Saluto alle Autorità; interventi del Presidente del Premio Nazionale e del Presidente dell'Associazione "Terra Nostra Onlus"
ORE 21,20 - Consegna di una targa di riconoscimento all'attore-cantante Franco Dani
ORE 21,50 - Conferimento del Premio "Spiga d'Argento Terra Nostra" alla nuotatrice Federica Biondi
ORE 22,10 - Intervento dell'imitatore Stefano Bucci
ORE 22,40 - Conferimento del Premio "Spiga d'Oro Capitanata" all'atleta Antonella Bevilacqua
ORE 23,00 - "Non solo ultras" - Spettacolo del comico Pino Campagna - Al termine sarà consegnata all'artista foggiano una targa di riconoscimento per aver scritto l'inno dell'US Foggia "C'è solo il Foggia"
ORE 23,40 - Conferimento del Premio "Spiga d'Oro 2008" ad Anna Tatangelo
ORE 24,30 - Spettacolo di luci e colori pirici e sigla finale del gruppo "I Camisa Negra"
Condurrà la serata la presentatrice Monia Palmieri
Organizzatore: Associazione Culturale Terra Nostra Onlus
Sito Web: http://www.terranostraonlus.eu
Email: info@terranostraonlus.eu
Telefono: 333.1402954; Fax: 0882.994800
L’EVENTO/ Giambattista Gifuni (9 aprile 1891 - 8 luglio 1977) nel ricordo dei suoi concittadini
Tutti gli appuntamenti del convegno del 5 e del 6 Aprile al "Garibaldi" di Lucera
Gifuni, la «due giorni» è pronta ad alzare il sipario

di FRANCESCO BARBARO
LU C E R A . Conto alla rovescia iniziato per la “due giorni” di convegno “Giambattista Gifuni, lo storico il critico il cittadino” promossa nel trentennale della sua scomparsa. Ad anticipare ’evento nei giorni scorsi la mostra di articoli e libri di e su Gifuni inaugurata il 15 marzo presso la biblioteca comunale. La mostra ha visto numerosi spettatori con intere scolaresche chiamate a visitare un percorso intellettuale, quello di Gifuni, legato a quello della cultura cittadina e durato quasi tutto il ‘900, dal primo articolo pubblicato nel 1907 da studente ginnasiale sino agli ultimi volumi su Salandra editi nei primi anni ’70 quando Gifuni aveva già varcato quasi gli 80 anni di età.
Il convegno - che ha il patrocinio della Città di Lucera, della Provincia, della Regione, dell’Università degli studi di Foggia della Società di storia patria per la Puglia – prenderà il via sabato pomeriggio nella storica cornice del Teatro “Garibaldi” alle 18.30 con i saluti ufficiali del sindaco Vincenzo Morlacco del presidente della Provincia Carmine Stallone e del presidente del comitato organizzatore. A seguire l’intervento introduttivo di Francesco Paolo Casavola, presidente emerito della Corte costituzionale e presidente dell’Istituto della enciclopedia italiana. Dopo Casavola sarà la volta di Emilia Lamaro, già bibliotecaria delle Camera dei deputati che ha curato per la Treccani un profilo biografico di Gifuni e che realizzerà un intervento sul tema “Giambattista Gifuni e i suoi libri”.
L’intenso pomeriggio culturale al “Garibaldi” sarà concluso dalla presentazione del volume “Varietà di cultura storica, letteraria e civile” che raccoglie molteplici scritti editi ed inediti di Gifuni. Il volume antologico è stato curato dal presidente della società di Storia Patria locale Giuseppe Trincucci, studenti del liceo “Bonghi” leggeranno alcuni brani tratti dal volume antologico.
“Non è stato facile ma alla fine tutto è stato organizzato per il meglio, l’augurio è che la cittadinanza partecipi sabato pomeriggio e domenica mattina ai lavori congressuali tributando così il giusto omaggio ad un intellettuale che tanto ha dato alla città come ho potuto constatare – spiega Peppino Papa – quando da sindaco negli anni ’50 e ’60 mi confrontai con la sua attività di direttore della biblioteca animata da una passione autentica ed innata per la cultura».
Fra i relatori della seconda giornata, domenica mattina 6 aprile, Brunello Vigezzi dell’Università di Milano, Raffaele Colapietra dell’Università di Salerno, Giorgio Barberi Squarotti dell’Università di Torino, Marcella Rizzo dell’Università di Lecce.
Fonte: "La Gazzetta del Mezzogiorno" 4 aprile 2008
Scheda biografica di Giambattista Gifuni
Giambattista Gifuni nacque a Lucera il 9 aprile 1891. Per le sue qualità culturali ed intellettuali e per le sue grandi doti umane non può non suscitare, a distanza di trenta anni dalla sua scomparsa, profondi sentimenti di ammirazione e di affetto. Famoso è rimasto su di lui un giudizio di Benedetto Croce, che ben lo conosceva. In un colloquio privato con un eminente magistrato, il filosofo ebbe a collocare Giambattista Gifuni in quella schiera “sempre più ristretta” di appassionati ricercatori senza dei quali “la scienza non sarebbe”.
Giambattista Gifuni ebbe una sorta di “conversione”. Alla soglia dei quaranta anni abbandonava una fortunata attività professionale di avvocato (la professione della sua famiglia condotta in una città sede per secoli di giustizia per poter realizzare una vocazione coltivata silenziosamente, capace di appagare le esigenze del suo spirito libero (meno quelle finanziarie): assumeva, infatti, l’incarico di direttore della Biblioteca comunale di Lucera (da cui nel 1934 fu allontanato per la sua amicizia con Croce, ma dopo pochi mesi reintegrato). Tale incarico lo condurrà a spaziare senza i condizionamenti del quotidiano, nei “verdi campi” della ricerca e della scienza prodigando, al tempo stesso, ogni energia alla biblioteca che rapidamente trasforma, per i suoi interventi pazienti ed assidui, in un centro di grande rilievo culturale; una biblioteca dotata, alla fine del suo incarico quarantennale, di ottantamila volumi rispetto ai diecimila iniziali.
Gli interessi di Giambattista Gifuni come studioso furono di due tipi: la storia contemporanea, con particolare riferimento al periodo risorgimentale fino a quello precedente il primo conflitto mondiale con particolare riferimento ad Antonio Salandra che resta la più importante personalità politica espressa della Capitanata tra Ottocento e Novecento e la lunga e gloriosa storia della terra di Puglia e in particolare della sua Lucera, la città di cui fu profondamente innamorato e dove vi condusse una vita silenziosa e tranquilla.
Dei suoi interessi per la storia contemporanea sono testimonianza i numerosi saggi pubblicati dalla Voce di Giuseppe Prezzolini, dalla Nuova Antologia e dal Corriere Padano (gli scritti dedicati a Giolitti, Slataper, R. Bonghi, Martini ecc.), saggi che lo stesso Gifuni provvedeva periodicamente a raccogliere in un solo volume. Poi, dopo il ritrovamento quasi occasionale nel 1948 degli scritti di Antonio Salandra, a cui era anche legato da vincoli di parentela, gli anni dedicati alla ricostruzione del carteggio di Salandra e ai tratti più rilevanti della vita politica di quest’ultimo.
Nell’appassionata descrizione della storia millenaria della sua Lucera e delle opere d’arte che la caratterizzano, forte si avverte il suo impegno intellettuale e la sua erudizione, il suo appassionato studio del passato e il suo attaccamento alla Biblioteca comunale. Per tali indiscusse qualità, a detta di Pasquale Soccio, egli rappresentava “la coscienza storica più vibratile della città”.
Costantemente inserito in un ampio contesto nazionale, Gifuni collabora a numerosi giornali e riviste specializzate. E’ direttore del Museo “Fiorelli”, Ispettore bibliografico e Ispettore onorario ai Monumenti e tra i fondatori della società di Storia Patria per la Puglia.
Il famoso arabista Francesco Gabrieli, accademico dei Lincei, in un libro dedicato alla Puglia ricordava di essere stato condotto a conoscere la storia di Lucera e dei suoi monumenti dall’avvocato Gifuni, il cui titolo professionale sembrava quasi “una stonatura” rispetto alla sua passione di storico e conoscitore delle vicende lucerine.
Anche Giuseppe Ungaretti, in alcune pagine dedicate a Lucera ricorda Giambattista Gifuni, suo accompagnatore indimenticabile nella scoperta della città e dei suoi monumenti. Gifuni, attesta Ungaretti “conosce mirabilmente la storia della sua città per un amore che da secoli hanno da padre in figlio nella sua famiglia!”
Collocato a riposo nel 1967, Gifuni fu nominato direttore emerito della Biblioteca e del Museo e Ispettore bibliografico onorario.
Nell’ottantacinquesimo compleanno assaporò il piacere di una raccolta di scritti composta in suo onore da un gruppo di autorevoli studiosi: gli storici Ernesto Pontieri, Nino Valeri, Alberto Maria Ghisalberti e l’italianista Mario Sansone, anch’egli lucerino. Il 12 novembre 1976 fu insignito dal Capo dello Stato dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica Italiana. Morì a Lucera l’8 luglio 1977.
c.s.
Fonte: www.luceraweb.com
L’EVENTO| Trent ’anni fa la scomparsa dello studioso che dedicò la sua vita alla cultura
Lucera ha ricordato Gifuni
Un convegno per celebrare le doti di storico e l’impegno profuso per la biblioteca
di FRANCESCO BARBARO
LUCERA . Oltre trecento persone hanno partecipato nel fine settimana al convegno «Giambattista Gifuni lo storico, il critico ed il cittadino nel trentennale della sua scomparsa».
La due giorni di manifestazioni si è svolta nel teatro «Garibaldi», per il cui restauro Gifuni si batté non poco. Di rilievo nazionale i relatori - a presiedere il convegno Francesco Paolo Casavolola presidente emerito della Corte Costituzionale e presidente in carica dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani - il parterre degli invitati fra il pubblico e delle autorità.
E la due giorni, aperta dai saluti del sindaco Vincenzo Morlacco e del presidente alla Provincia Carmine Stallone, non ha tradito le attese della vigilia alternando riflessioni culturali di livello accademico a momenti di emozioni toccanti, come il ricordo tratteggiato con maestria oratoria da Peppino Papa, sindaco negli anni '50 e '60 ed amico di Giambattista Gifuni e di Brunello Vigezzi docente ordinario universitario di Storia Moderna.
Vigezzi ha rievocato l’incontro con Gifuni quando da giovane ricercatore nel 1960 si spinse da Milano a Lucera per consultare le lettere inedite di Antonio Salandra scoperte un decennio prima da Gifuni. «Mi colpì il suo attaccamento alle istituzioni, il suo senso del dovere ma nel contempo il suo slancio umano, la sua passione per la cultura per la sua Lucera che trasudava nelle sue lettere mai formali ma ricche di significato». Ha ricordato Vigezzi la figura del direttore della Comunale.
«Un uomo non muore mai finché non muore l’ultima persona che lo ha conosciuto in vita, un intellettuale poi sopravvive alla morte con i suoi scritti», ha sottolineato Casavola ricordando che la figura di Gifuni è viva nel ricordo di chi fra il pubblico lo aveva conosciuto. Una rievocazione a 360 gradi della figura di Gifuni - del quale è stato presentato sabato un volume antologico curato da Giuseppe Trincucci - quella realizzata durante il convegno.
Sono intervenuti la bibliotecaria della Camera Emilia Lamaro; il presidente della Famiglia Dauna di Roma Paolo Emilio Trastulli e Marcella Rizzo dell’U n ive r s i t à di Lecce. A concludere il convegno Gaetano Gifuni - già segretario generale al Senato ed alla Presidenza della Repubblica e figlio di Giambattista Gifuni - che ha ringraziato commosso il comitato organizzatore
le istituzioni - in primis il Comune - patrocinanti i relatori e gli intervenuti tutti. «Sapete che non amo parlare in pubblico, della mia consegna al silenzio - ha detto - desidero esprimere il mio più sentito ringraziamento per quanto fatto a nome mio e della mia famiglia; mio padre ha consacrato la sua vita professionale alla biblioteca di Lucera». Fra il pubblico anche la figlia Titti Gifuni, i
nipoti Giambattista Gifuni - che dal nonno ha ereditato oltre che il nome la passione per i libri svolgendo l’incarico di direttore della biblioteca del Senato - e Fabrizio Gifuni attore.
FONTE: La Gazzetta del Mezzogiorno 8.4.2008
On line la versione web del mensile di Piero Giannini
In bocca al lupo, "punto di stella"!
Il mio augurio che la versione web di "punto di stella" riesca ad avere il successo che ha già registrato, in questi pochi mesi di vita, con il cartaceo, distribuito gratuitamente a Peschici e nelle edicole di molti paesi del Gargano.
"Punto di stella", nella tradizione di Peschici, è un giorno festivo (il 20 luglio, il 15 agosto) tradizionalmente vocato alle attività spirituali, e ad alto rischio per chi queste feste trasgredisce dedicandosi ad attività lavorative o ludiche.
Si racconta di marinai e ragazzi inopinatamente annegati per aver trasgredito la consegna, andando a pescare o al mare in questi giorni "vietati".
Che senso ha oggi pubblicare un giornale dal titolo "punto di stella"?
Segnala la criticità di certi comportamenti a rischio, in un periodo, quello del Terzo millennio, in cui tutto sembra consentito, e l'illegalità è divenuta fenomeno dilagante, e supinamente accettata nei nostri piccoli centri.
Il mio augurio è che "punto di stella" assolva il compito che si è prefisso: modificare una mentalità purtroppo finora vincente, e stratificatasi nell'ultimo cinquantennio, quella mentalità utilitaristica che ha fatto del nostro Gargano un terreno fertile per comportamenti ad alto rischio che hanno letteralmente devastato la bellezza del nostro territorio.
Un segnale di questa criticità, il nostro "punto di stella" più tragico, è stato l'incendio del 24 luglio 2007.
E' giunta l’ora di cambiare, se non vogliamo ritrovarci a vivere in una landa desolata, oltre che dalle fiamme, dalla nostra colpevole indifferenza!
Cominciando da un'opera di sana e corretta informazione su "punto di stella"!
In bocca al lupo al direttore editoriale Piero Giannini e a tutta la redazione di Peschici.
Buon lavoro, e complimenti per l'iniziativa!
Teresa Rauzino

Il numero di aprile:
IL GIORNALE Scarica il Mensile in PDF
LA PASQUA AD ISCHITELLA E CARPINO, AL TEMPO DEI NOSTRI NONNI
AD ISCHITELLA
Tecchete à palme e facim pace
non è temp d stà lite
sonne e turche e fanne a pace
tecchete a palme e facime pace!”.
Eccoti la palma: facciamo pace
Non è tempo di stare in disaccordo
Persino i Turchi fanno pace
Eccoti la palma: facciamo pace!
Queste erano le parole che si pronunciavano quando si scambiavano le palme, in quanto la festa era, ed è ritenuta, un giorno di pace e di scambi. Donare il rametto d’ulivo benedetto significava far regnare la pace. La sera del sabato, tutti i contadini tornavano dalle campagne con fasci di rami d’ulivo, e la domenica mattina i bambini, con i rametti sulle spalle, si recavano in Chiesa per farli benedire dal sacerdote. Questo rito voleva ricordare l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, ma il significato del rito non era compreso dai bambini per i quali il senso immediato era quello di “spartire” le palme per avere in cambio dei soldi o dei dolcetti. Infatti era un giorno di grossi “guadagni” perché in ogni casa in cui si recavano, ricevevano regali. Il giorno seguente, i contadini riportavano i rami benedetti nella campagna e li piantavano simbolicamente, per propiziarsi il futuro raccolto, tra gli ulivi e tra il grano in erba.
Oggi i bambini non vanno più per le case, ma si scambiano solo il rametto d’ulivo.
La festa religiosa, detta “settimana santa”, di solito, veniva seguita con spirito di fede dagli adulti e larga partecipazione dei piccoli: erano giorni d’attesa prima della grande festa primaverile. Sin dal giorno delle Ceneri, ci si preparava alla Pasqua seguendo funzioni religiose quotidiane. L’arciprete invitava dei predicatori che, con le loro belle parole, attiravano in Chiesa tutta la comunità cristiana.
Per tutta la Quaresima non si mangiava la carne e le “guiccerie” (macellerie) restavano chiuse fino al sabato santo, giorno in cui si esponevano gli agnelli e le persone potevano andare a comprare la carne per il giorno di Pasqua e per la Pasquetta. Durante la settimana santa, in ogni casa le donne erano impegnate nella preparazione di dolci pasquali che si sarebbero consumati dopo la cerimonia della Resurrezione. Si preparavano ciambelle, friselle (taralli con farina, zucchero e anice e i cacciandoli (taralli a treccia con uovo intero sopra ). Erano questi i dolci che il giorno di Pasqua i bambini portavano orgogliosi, infilati al braccio, in Chiesa, per poi assaporarli dopo la benedizione. Oggi non si fanno più perché sono stati sostituiti dalle uova di cioccolato.
Oltre a questi dolci, la cosa più buona che si preparava era “ù cavicione”, una pizza rustica ripiena che sarebbe servita come pranzo per il venerdì santo, giorno in cui solitamente non si cucinava in segno di lutto per la morte del Signore.
I ragazzi intanto avevano già pronti i “turr”, cioè le “tocchere” costruite da loro stessi per annunciare le funzioni sacre al posto delle campane legate dal giovedì santo fino al sabato mattina.
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