Non possiamo restare ciechi, sordi e muti, soprattutto alla luce di quanto abbiamo constatato a Kàlena in occasione della dimostrazione simbolica per Aung San Suu Kyi.
IN DIFESA DEI DIRITTI UMANI. LA PROPOSTA D’INVITO
“Dina? Pronto! Sono Teresa. Ciao, … . Abbiamo organizzato per domani a Kàlena una dimostrazione simbolica per la libertà di Aung San Suu Kyi, la birmana tenuta per molti anni alle carceri domiciliari e attualmente in prigione, perché non condivide le scelte del regime. È una dimostrazione a sostegno dei diritti umani. Abbiamo scelto Kàlena per le sue vicissitudini che la portano ad essere reclusa, chiusa ai cittadini del luogo e del mondo, che invece vorrebbero fruire della sua storia. Sai, grazie, all’interessamento dell’assessore alla cultura, Leonardo Di Miscia, troveremo aperta l’antica abbazia di Kàlena e potremo visitarla. Vieni anche tu?".
- “Verrò, anche per cogliere l’occasione di conoscere de visu l’abbazia, di cui ho tanto sentito parlare, nei convegni, di cui ho letto nei giornali e in altre pubblicazione a stampa e su Iinternet, ma che non ho potuto visitare personalmente perché è chiusa al pubblico.”
Questo grosso modo il contenuto della telefonata.
L’ARRIVO A KÀLENA (PESCHICI)
Il giorno successivo, 14 giugno 2009, ore 17,35, sono dunque a Kàlena, con 5 minuti di ritardo rispetto all’appuntamento prefissato. Noto che sono tra i primi arrivati. Scorgo, infatti, Maria Teresa Rauzino e il marito, la famiglia dell’amico Vincenzo Campobasso, Carla Di Nunzio presidente dell’Associazione Ideale “Osservatorio Torre di Belloluogo” (Lecce) e il marito, i promotori dell’iniziativa.
In pochi minuti giungono anche altre persone: amici di Facebook, rappresentanti di istituzioni e associazioni, privati cittadini. Faccio un po’ di foto, per contestualizzare Kàlena, dalla SS 89, nel tratto che dal territorio di Vico conduce a Peschici, per proseguire poi verso Vieste.
Faccio qualche domanda alla presidente giunta dal Salento e vengo a sapere che non è nuova a manifestazioni del genere, che grazie alla sua associazione, ad esempio, a Lecce sono riusciti a restaurare e consegnare al pubblico la Torre di Belloluogo dei Durazzo, che ora intendono realizzare intorno alla torre un parco attrezzato, coniugando storia e tradizione con modernità, che portano avanti altri progetti interessanti, come quello sui diritti umani, che fanno riflettere e invitano all’esercizio delle buone pratiche.
UN MERITO ALLE TECNOLOGIE
Le tecnologie, odiate e amate, hanno comunque permesso in pochissimo tempo di organizzare questa manifestazione simbolica a difesa dei diritti umani e delle “raggioni” di Kàlena. Facebook, se da un lato mette a rischio la privacy individuale potendo monitorare costantemente le persone, dall’altra offre l’opportunità di contattare velocemente gli “amici” e di organizzare eventi, come quello che andremo a commentare. Questa sorta di rivoluzione culturale consentita dalla globalizzazione fa sì che uomini e donne, vissuti in modo separato, attivino il traffico delle culture, diffondendo nuove sensibilità e stili di vita.
Dunque, grazie ai mezzi informatici e agli stimoli del mondo delle associazioni, ci siamo incontrati nella piana di Kàlena a perorare la causa dell’apertura di quest’abazia, nutrendo la convinzione che, oltre ai soggetti umani sono/dovrebbero essere liberi anche gli oggetti culturali dagli uomini prodotti.
Che Kàlena e altri beni culturali debbano essere fruibili trova conferma nella nostra Costituzione, che all’art. 9 dei Principi fondamentali recita:
“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
Il concetto è ribadito all’art. 33, che afferma la libertà dell’arte e della scienza.
UN LUCCHETTO HA IMPEDITO L’ACCESSO MA NON LA MANIFESTAZIONE SIMBOLICA IN DIFESA DEI DIRITTI UMANI
Nei locali dell’abazia purtroppo non siamo potuti entrare perché un lucchetto con una catena nuova di zecca ne bloccava il passaggio. È la vecchia storia/conflitto tra i Martucci, l’Amministrazione comunale e l’ufficio di Soprintendenza, che non riesce a risolversi. Una lotta portata avanti dal Centro Studi Martella da diversi anni nella persona di Maria Teresa Rauzino – da meritarsi un premio simbolico da parte dell’associazione leccese - senza soluzione di continuità.
IL DRAPPO BIANCO PER LA BIRMANA SENZA LIBERTÀ
Siamo rimasti, pertanto, nel cortile della prestigiosa abazia a fare la dimostrazione per San Suu Kyi. Momenti toccanti durante l’apertura del lenzuolo bianco, simbolo di pace. Momenti commoventi durante l’esternazione delle riflessioni e la lettura di brani opportunamente scelti per l’occasione, proposti dal poeta filosofo Vincenzo Campobasso, il direttore di Punto di stella Piero Giannini, Irene Ruotolo, una giovane e graziosa turista, che ama, fin da quando era una bambina, il Gargano e Kalena, tanto da dedicarle una bella lirica. Momenti di coesione del gruppo, che alla fine ha applaudito e inneggiato “Per la libertà Aung San Suu Kyi!”.
A PROPOSITO DEI DIRITTI UMANI…
Prima di entrare nel merito dei diritti umani, anteponendo il diritto alla libertà, mi sia consentita qualche riflessione sul concetto di libertà, di cui esistono diverse visioni. Tra le chiavi di lettura oggi più accreditate sono la teoria della libertà negativa, riconducibile a Locke e a Mill, intesa come assenza di costrizioni altrui,che pone in primo piano l’individuo, e quella di libertà positiva, afferibile a Kant e a Rousseau, intesa come possibilità di agire e, nel caso della politica, di partecipare al governo della repubblica, di integrarsi nella comunità di appartenenza e di garantire un minimo di giustizia a tutti, ponendo in primo piano la società e i suoi valori. C’è poi una terza corrente che cerca di conciliare le due posizioni, affermando che ogni libertà è al contempo negativa e positiva, che attraverso le scelte di politica estera, interna e assistenziale, è possibile incidere sullo sviluppo della libertà intesa come non- dominio e come partecipazione, come possibilità di contestare le decisioni del governo anche quando questo è legittima espressione della maggioranza. Sotto questo profilo, il riconoscimento e l’esercizio delle libertà individuali costituisce la premessa del consolidamento delle libertà del gruppo di appartenenza, garanzia della possibilità di avere istituzioni statali che esercitino il potere in modo non arbitrario.
I diritti umani sono sanciti nel 1776 dalla Dichiarazione d’indipendenza americana, dove si legge:
“Noi riteniamo che le seguenti verità siano evidenti per se stesse: che gli uomini siano stati creati uguali, che essi sono stati dotati dal loro Creatore di taluni inalienabili diritti, che fra questi sono la Vita, la Libertà, la ricerca della felicità.”
Essi sono stati ribaditi in Francia nel 1789, nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino:
“Gli uomini nascono e vivono liberi ed eguali nei diritti. (art. 1) […] Questi diritti sono: la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza dall’oppressione”. (art. 2).
Il rispetto del “principio dell’uguaglianza dei diritti e dell’auto-decisione dei popoli, a prendere misure atte a rafforzare la pace universale”, è sancito dall’O.N.U. (Organizzazione delle Nazioni Unite), 1945, all’art. 1, punto 2.
Il riconoscimento e la garanzia dei diritti dell’uomo, in quanto singolo e come soggetto inserito nei contesti sociali in cui si svolge la propria personalità, è alla base della Costituzione italiana. È posto alla base del documento, inserito tra i “Principi fondamentali” all’art. 2, dov’è specificato che i dirittti umani sono “ inviolabili” , per il fatto che nessuno può toccare. Essi sono anche inalienabili, nel senso che non si possono conferire ad altri.
L’articolo successivo estende i diritti umani a tutti gli uomini, senza distinzione alcuna. Afferma, perciò: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
La Costituzione, però, ritiene di dover andare oltre la semplice elencazione dei diritti. Evidentemente alle spalle c’erano uomini consapevoli del fatto che non c’è libertà di, senza la liberta da… (dall’oppressione dai condizionamenti socio-economico-culturali). Il documento precisa, perciò:
“È compito della repubblica rimuovee gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” (art. 3, comma 2)
Entrando nel merito dei diritti fondamentali dell’uomo, nella Parte Prima, Titolo primo del testo base dell’educazione civica degli italiani, riguardante i rapporti civili, leggiamo:
“La libertà personale è inviolabile
…
Il domicilio personale è inviolabile
….
La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili
…
Ogni cittadino può soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale
… .
Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche. Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della repubblica e di rientrarvi, salvo
… .
I cittadini hanno diritto a riunirsi pacificamente […], di associarsi liberamente, di professare la propria fede religiosa, di manifestare il proprio pensiero con la parola con los critto, con altro mezzo di diffusione.
Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome.
Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.
…
Peccato che in gran parte dei casi la nostra Costituzione resti un elenco di utopie! Ma, proprio perché c’è questo rischio, credo sia importante e utile ricordare a noi e ai giovani che bisogna vigilare affinché i principi fondamentali della Costituzione non siano disattesi e non subiscano attentati. Ciò, anche in considerazione del fatto che i nostri figli, al contrario di noi, non avendo vissuto il clima familiare e sociale di autorità e di mancato rispetto delle libertà, faticano a figurarsi realmente cosa significhi una vita senza diritti. Va considerato, inoltre, che i mezzi mass e multimediali, nel trasmettere messaggi pervasivi, riescono a mistificare la realtà e in molti casi a manipolare adolescenti e non, con l’arte della persuasione occulta.
Tratto dal blog di Leonarda Crisetti:
http://crisetti.spaces.live.com/blog/cns!3243267A874736A5!2857.entry
PESCHICI CROLLATO UN ALTRO «PEZZO» DELLA MONUMENTALE CHIESA: L'ABSIDE
L’abbazia di Kàlena sta cadendo a pezzi

La Gazzetta del Mezzogiorno 17 giugno 2009

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martedì 16 giugno 2009 corriere mezzogiorno-corriere sera
Abbazia di Kàlena, crolla il tetto
Danneggiata una delle chiese più antiche d’Italia, risale all’872. Era stata esclusa dal piano strategico provinciale.
Era solo questione di giorni, settimane, mesi. Si poteva evitare ma nessuno, alla fine, ha fatto nulla per scongiurarlo. Alcuni giorni fa è crollata una parte del tetto dell’abside dell’abbazia di Santa Maria di Kalena, a Peschici, tra le più antiche d’Italia, risalente all’872. Le travi, i calcinacci accumulati all’interno della chiesa divorata dall’incuria del tempo sono stati scoperti domenica mentre era in corso l’ennesima manifestazione di sensibilizzazione sul destino dell’abbazia. E proprio sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno c’era stato l’appello di Italia nostra Gargano con Menuccia Fontana che aveva evidenziato come nonostante ci fossero ormai tutte le condizioni perché per queste chiese le istituzioni potessero intervenire immediatamente e concretamente, Kalena è stata esclusa dalla prima tranche dei finanziamenti del piano strategico di area vasta della provincia di Foggia.
Da settembre infatti, dopo una lunga battaglia durata alcuni anni, le chiese non sono più private, sono state date in concessione dai proprietari al Comune di Peschici. Dunque ora possono essere ristrutturate con soldi pubblici. E su Kalena intende muoversi l’assessore regionale all’Urbanistica, Angela Barbanente. «Solleciterò prima di tutto il Comune di Peschici ad occuparsi di questo importante bene culturale. E’ grave che non abbia inserito l’abbazia nella programmazione di area vasta. E’ grave tanto più che il Comune programma invece una 167 che oltre ad essere collocata nella piana antistante l’abbazia dista ben oltre un chilometro dal centro urbano». La Barbanente assicura che parlerà con l’assessore ai Beni culturali, Domenico Lomelo «è un bene importante meritevole di adeguata tutela» e si dice sicura di poter «verificare con la Provincia di Foggia un percorso per Kalena. Quando i Comuni non mostrano una particolare attenzione ai beni culturali è possibile fare un lavoro all’interno della pianificazione strategica».
E alla pianificazione strategica ma anche ai fondi Fas fa riferimento proprio l’assessore Lomelo che sottolinea come «l’attenzione della Regione per l’abbazia non è mai mancata. Se il governo non ci mette a disposizione i fondi Fas difficilmente però potremo intervenire. Per quel che riguarda invece la pianificazione strategica di area vasta, la Provincia può integrarla inserendo l’abbazia di Kalena come priorità recuperando quindi i fondi per la tutela e il restauro». E’ evidente che si tratta a questo punto di una corsa contro il tempo e contro la burocrazia. L’abbazia e gli annessi edifici sono stati vincolati come bene culturale, si attende l’ampliamento del vincolo paesaggistico rispetto al circostante uliveto, che in parte scampò all’incendio del luglio 2007.
La precedente amministrazione comunale insieme all’arcivescovado aveva lavorato senza sosta per utilizzare dei fondi che erano stati stanziati durante il primo governo Berlusconi. Ma il mancato accordo con i proprietari fece sfumare un primo restauro. Ora l’accordo è stato sottoscritto. Deve tradursi in atti concreti la volontà di salvare dal crollo le chiese che campeggiano nella piana di Peschici. In questo anche il parco nazionale del Gargano può giocare un ruolo importante. Il presidente dell’area protetta, Giandiego Gatta fa parte della cabina di regia dell’area vasta. Può quindi, rispetto alla possibile integrazione della lista degli interventi da finanziare, intervenire in maniera incisiva per recuperare la svista.
Antonella Caruso
corriere mezzogiorno-corriere sera 16 giugno 2009
Beni distrutti
Il mio recente appello, quasi un presagio. Il tetto di una delle chiese dell’abbazia di Kalena è crollato rovinando l’altare. Un altare con preziosi fregi oggetto di studio, che ci auguriamo ancora leggibili. Questo bene è sotto tutela ed è recente (richiesto dalla nostra associazione) l’estensione del vincolo a tutta l’abbazia e alla zona di rispetto. Direttore Martines, questo documento da lei firmato è lo strumento a cui oggi la società civile, le associazioni, il mondo della cultura, si appellano. Intervenga con l’autorevolezza del suo ruolo per ottenere quei criteri legislativi che ci possono ancora far sperare di vivere in un paese dove esiste un diritto alla conservazione dei nostri beni culturali.
Menuccia Fontana
* presidente sezione Gargano di Italia Nostra
corriere mezzogiorno-corriere sera 16 giugno 2009
CALENA CROLLA!
15-06-2009
E' di pochi giorni fa la notizia che il tetto di copertura dell'altare dell'Abbazia di Kàlena è crollato. Le travi di legno sono cadute sull'altare e il loro peso consistente ha impedito agli operai di rimuoverle a mano. Ho avuto modo di vedere l'accaduto durante la manifestazione “Un drappo bianco a Kàlena per la libertà di Aung San Suu Kyu”. La porta dell'Abbazia era purtroppo chiusa quindi non ho foto migliori di quelle che vedete. In attesa di ulteriori sviluppi della situazione vi rimando al prossimo aggiornamento.
Domenico S. Antonacci (testo e foto)
http://www.puntodistella.it/news.asp?id=2401
Magazine Carpino Folk Festival

15/06/2009
PORTE SBARRATE A CALENA E TETTI CROLLATI, MA “THE SHOW MUST GO ON”
Le porte dell'Abbazia di Calena inizialmente chiuse non hanno impedito alle professoresse Carla De Nunzio e Maria Teresa Rauzino - rispettivamente presidenti del salentino Osservatorio Ideale “Torre di Belloluogo” e del peschiciano Centro Studi “G. Martella” - di portare a termine secondo programma la manifestazione (foto del titolo; ndr) in onore di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace 1991. Il vicesindaco Domenico Afferrante si è immediatamente adoperato a chiedere le chiavi dell'Abbazia, sulla base di precedenti accordi tra Comune e famiglia Martucci, proprietaria del bene, raggiunti ormai da settembre 2008.
L'assessore alla Cultura Leonardo Di Miscia si è detto dispiaciuto e imbarazzato dalle "catene" trovate alle porte, ma grazie alla signora Cutolo Martucci il gruppo raccoltosi all’esterno è potuto entrare almeno nel cortile (foto 1 sotto). Spettacolo suggestivo, se pur inserito in un contesto di degrado e abbandono, di cui si sono potuti constatare, attaverso alcune fessure di porte “sbarrate” (foto 2; M. E. Di Carlo), gli ulteriori danni subiti dalla Chiesa Grande. Non ultimo, le travi in legno della volta dell’abside crollate sull’altare un paio di notti fa, che hanno “costretto” i presenti all'ennesimo grido di dolore nei confronti di questo Monumento.
Superati i primi momenti di disagio e costernazione, i presenti si sono prestati a srotolare un simbolico drappo bianco (foto 3-4) e tenerlo alto - bandiera di quei diritti umani che non dovrebbero mai essere negati - in omaggio alla “prigioniera” birmana Aung San Suu Kyi (foto 5). Rauzino e De Nunzio (foto 6) hanno ricordato la figura del politico ostaggio del potere attualmente agli arresti domiciliari, dopo tredici anni di carcere, nella lontana Birmania, ma la distanza geografica non ha impedito ai presenti di esserle vicino il giorno del suo 64.mo compleanno in un piccolo grande gesto di solidarietà e sostegno (foto 7-8) per chi della propria vita ha fatto un impegno costante e totale in nome della pace e dei diritti umani.
Lette le testimonianze, di chi non è potuto essere presente fisicamente, arrivate da ogni parte d'Italia e alcune anche dall'estero, la presidente De Nunzio ha colto l’occasione per consegnare a Teresa Maria Rauzino il riconoscimento assegnatole qualche settimana fa dalla sua Associazione nell’ambito della seconda edizione del Premio Internazionale “Torre di Belloluogo” e non potuto ritirare per precedenti impegni (foto 9 e 10 con assessori Di Miscia - sx - e Afferrante). E’ stato un buon motivo, per la premiata, di ricordare le lotte, sue e del Centro che presiede, condotte da oltre dieci anni in qua per “liberare” l’Abazia da una “schiavitù” diventata ormai insopportabile, vista la fatiscenza in cui versa.
Quindi si è passati a un momento toccante con Enzo Campobasso (“Gargano Nuovo”) e Piero Giannini (Associazione Culturale di Peschici “Punto di Stella”, presente con l’intero staff dirigenziale) che hanno recitato alcune liriche da loro dedicate al millenario cenobio benedettino. Il silenzio è calato sui partecipanti e le parole delle testimonianze in poesia hanno avvolto i presenti in un'atmosfera quasi surreale.
Allora si è ancor più compreso che l'amore per questa terra può smuovere tutto. Anche recidere per sempre le catene ai polsi… e alle porte… di chi ingiustamente sia ancora imprigionato.
Michelina Iacovangelo
http://www.puntodistella.it/news.asp?id=2400
OSSERVATORIO TORRE DI BELLOLUOGO
CENTRO STUDI GIUSEPPE MARTELLA
Domenica 14 giugno 2009 - ore 18
ATTO SIMBOLICO
Un drappo bianco a Kàlena
per la libertà di Aung San Suu Kyi

La Signora Aung San Suu Kyi
PREMIO NOBEL PER LA PACE 1991
Premio Internazionale Torre di Belloluogo 2009
Nella ricorrenza del Suo 64° Compleanno
Compimento di un atto simbolico dedicato ad una Persona che soffre, presso un Monumento in abbandono e rovina, dal significato unicamente umanitario e culturale.
Al Signor Presidente della Repubblica Italiana
Si leva da uno dei luoghi più sacri della Terra di Puglia, presso le amate vestigia dell’Abbazia di Santa Maria di Kàlena, nella piana di Peschici (Fg), sul Gargano, l’atto simbolico umanitario e culturale dedicato ad una Persona che soffre, accanto ad un Monumento carico di Fede, Arte e Cultura, che versa miserevolmente in stato di abbandono e rovina. Un atto simbolico che si esprime attraverso un gesto umile, ma intensamente carico di significato:
l’esposizione di un drappo bianco
bianco come l’innocenza
bianco come la purezza
bianco come la sacralità della persona umana
bianco come la sacralità dei luoghi prescelti
per rivolgere al Signore la preghiera
perché Egli vinca la malvagità e la ferocia degli uomini
e restituisca la libertà e la vita alla prigioniera inerme
Signora Aung San Suu Kyi
ed a tutte le persone innocenti ingiustamente incarcerate
per colpa della brutalità e della ferocia umana.
La vita è sacra e intangibile!
Aung San Suu Kyi libera!
LE PROMOTRICI:
Teresa Maria Rauzino - Presidente del Centro Studi "Giuseppe Martella"
Premio Internazionale Torre di Belloluogo 2009
Carla De Nunzio - Presidente dell'Associazione Ideale Osservatorio Torre di Belloluogo
e Presidente del Comitato "Premio Internazionale Torre di Belloluogo"
Dal Salento e dal Gargano, 9 giugno 2009
....
ADESIONI
...............................................................................................................................................
La redazione di www.sanmarcoinlamis.eu aderisce all'iniziativa
Antonio Ciavarella.
.............................................................................................................................
Il Circolo Culturale "Giulio Ricci" e il Centro Studi Grotta Paglicci di Rignano Garganico aderiscono all'iniziativa.
Angelo Del Vecchio
...................................................................................................................................
Il Distretto Culturale DAUNIA VETUS aderisce all'iniziativa e plaude al'impegno dei promotori e degli organizzatori dell'articolata manifestazione di solidarietà. Cordialità.
Antonio V. Gelormini
...........................................................................................................................................
L'Associazione Culturale "Punto di Stella" aderisce.
Piero Giannini
..............................................................................................................................................
Ancora una volta Kàlena assurge a simbolo di pace e di cultura, nel mentre giace completamente abbandonata e si vorrebbe costruire nelle sue vicinanze la 167. Fatto, quest'ultimo, contro il quale ci opporremo con tutte le nostre forze e con la forza della ragione.
Michele Eugenio Di Carlo
.................................................................................................................................................
(dall'Argentina)
Andrea Chiapella
......................................................................................................
Sarò presente anche io, idealmente, a Piana di Peschici!
Fausto Rossetti
Città della Pieve (Pg)
Magnifica iniziativa!
Liana Bertoldi Lenoci (Università degli Studi di Trieste)
....
Salentomegalitico.it, nelle persone di Stefano Delle Rose e Silvia Arcaini, aderisce all'iniziativa dedicata al Premio Nobel birmano,che si terrà domenica 14 giugno presso l'Abbazia di S. Maria di Kàlena, sul Gargano. Non potendo essere fisicamente presenti, lo saremo col cuore e con lo spirito.
Stefano Delle Rose (Lecce)
....
Carlo Tibaldeschi....
.......................................................................................................................................
Confermo adesione del Gruppo Archeologico Garganico "S. Ferri" alla manifestazione "Un drappo bianco a Kàlena" in favore del Premio Nobel birmano.
Valentino Piccolo
....
Matteo Siena (Società Storia Patria Puglia - sez.Vieste)
....
Comunico la mia adesione "ideale". Auguro successo alla lodevole iniziativa.
Cordialissimi saluti
Adolfo Zamboni
....
Ciao Teresa (Teresa Maria Rauzino),
purtroppo io quel giorno sarò impegnata con l'organizzazione di un evento ma divulgherò il più possibile l'informazione. Approfitto per farti tanti complimenti per la tua tenacia e determinazione. Se ci fossero più persone come te il nostro Gargano sarebbe sicuramente migliore.
Buon lavoro
Francesca Toto (Agenzia "Sinergie")
....
Messapi.info aderisce e partecipa a questo autentico "ponte ideale" tra il cuore della Puglia e l'Umanità che soffre per la mancanza di Libertà, a causa della repressione autoritaria e totalitaria.
Beniamino Piemontese (curatore di Messapi.info)
.............................................................................................................................................
"Aderisco con entusiasmo alla vostra iniziativa. Un drappo bianco non è un segno di resa, ma il segno di una speranza che non muore.
Non solo. E’ anche un simbolo di resistenza. Resistenza alla sopraffazione della violenza sulla ragione, della bruttura sul bello, del giusto sull’ingiusto.
Aung San Suu Kyi è questo e molto altro ancora. E la vostra iniziativa è testimonianza, ma è anche memoriale. Nella mia città oggi festeggiamo i Santi Patroni. Un manifesto con l’effige di questa straordinaria donna dipingerà anche le strade di San Nicandro, in questa eco di parole e bandiere, musica e rabbia. Non è una forzatura dire, qui ed ora, che negli occhi di quella donna ci sono le ansie di giustizia e di libertà di tutti quelli che oggi ci chiedono di essere dalla parte giusta della vita.
Un grande abbraccio
Costantino Squeo
Sindaco della Città di San Nicandro G.co"

Nella foto, l’Abbazia di Santa Maria di Kàlena, presso Peschici (Fg) (fonte: dal Web)

Aung San Suu Kyi
Incarcerata da un mese dai militari e segregata da oltre 13 anni per colpa della feroce dittatura militare che ha preso il potere in Birmania
Aung San Suu Kyi libera!
OSSERVATORIO TORRE DI BELLOLUOGO
CENTRO STUDI GIUSEPPE MARTELLA
Domenica 14 giugno 2009 - ore 18
ATTO SIMBOLICO
Un drappo bianco a Kàlena
per la libertà di Aung San Suu Kyi

La Signora Aung San Suu Kyi
PREMIO NOBEL PER LA PACE 1991
Premio Internazionale Torre di Belloluogo 2009
Nella ricorrenza del Suo 64° Compleanno
Compimento di un atto simbolico dedicato ad una Persona che soffre, presso un Monumento in abbandono e rovina, dal significato unicamente umanitario e culturale.
Al Signor Presidente della Repubblica Italiana
Si leva da uno dei luoghi più sacri della Terra di Puglia, presso le amate vestigia dell’Abbazia di Santa Maria di Kàlena, nella piana di Peschici (Fg), sul Gargano, l’atto simbolico umanitario e culturale dedicato ad una Persona che soffre, accanto ad un Monumento carico di Fede, Arte e Cultura, che versa miserevolmente in stato di abbandono e rovina. Un atto simbolico che si esprime attraverso un gesto umile, ma intensamente carico di significato:
l’esposizione di un drappo bianco
bianco come l’innocenza
bianco come la purezza
bianco come la sacralità della persona umana
bianco come la sacralità dei luoghi prescelti
per rivolgere al Signore la preghiera
perché Egli vinca la malvagità e la ferocia degli uomini
e restituisca la libertà e la vita alla prigioniera inerme
Signora Aung San Suu Kyi
ed a tutte le persone innocenti ingiustamente incarcerate
per colpa della brutalità e della ferocia umana.
La vita è sacra e intangibile!
Aung San Suu Kyi libera!
LE PROMOTRICI:
Teresa Maria Rauzino - Presidente del Centro Studi "Giuseppe Martella"
Premio Internazionale Torre di Belloluogo 2009
Carla De Nunzio - Presidente dell'Associazione Ideale Osservatorio Torre di Belloluogo
e Presidente del Comitato "Premio Internazionale Torre di Belloluogo"
Dal Salento e dal Gargano, 9 giugno 2009
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ADESIONI
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La redazione di www.sanmarcoinlamis.eu aderisce all'iniziativa
Antonio Ciavarella.
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Il Circolo Culturale "Giulio Ricci" e il Centro Studi Grotta Paglicci di Rignano Garganico aderiscono all'iniziativa.
Angelo Del Vecchio
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Il Distretto Culturale DAUNIA VETUS aderisce all'iniziativa e plaude al'impegno dei promotori e degli organizzatori dell'articolata manifestazione di solidarietà. Cordialità.
Antonio V. Gelormini
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L'Associazione Culturale "Punto di Stella" aderisce.
Piero Giannini
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Ancora una volta Kàlena assurge a simbolo di pace e di cultura, nel mentre giace completamente abbandonata e si vorrebbe costruire nelle sue vicinanze la 167. Fatto, quest'ultimo, contro il quale ci opporremo con tutte le nostre forze e con la forza della ragione.
Michele Eugenio Di Carlo
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(dall'Argentina)
Andrea Chiapella
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Sarò presente anche io, idealmente, a Piana di Peschici!
Fausto Rossetti
Città della Pieve (Pg)
Magnifica iniziativa!
Liana Bertoldi Lenoci (Università degli Studi di Trieste)
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Salentomegalitico.it, nelle persone di Stefano Delle Rose e Silvia Arcaini, aderisce all'iniziativa dedicata al Premio Nobel birmano,che si terrà domenica 14 giugno presso l'Abbazia di S. Maria di Kàlena, sul Gargano. Non potendo essere fisicamente presenti, lo saremo col cuore e con lo spirito.
Stefano Delle Rose (Lecce)
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Carlo Tibaldeschi....
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Confermo adesione del Gruppo Archeologico Garganico "S. Ferri" alla manifestazione "Un drappo bianco a Kàlena" in favore del Premio Nobel birmano.
Valentino Piccolo
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Matteo Siena (Società Storia Patria Puglia - sez.Vieste)
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Comunico la mia adesione "ideale". Auguro successo alla lodevole iniziativa.
Cordialissimi saluti
Adolfo Zamboni
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Ciao Teresa (Teresa Maria Rauzino),
purtroppo io quel giorno sarò impegnata con l'organizzazione di un evento ma divulgherò il più possibile l'informazione. Approfitto per farti tanti complimenti per la tua tenacia e determinazione. Se ci fossero più persone come te il nostro Gargano sarebbe sicuramente migliore.
Buon lavoro
Francesca Toto (Agenzia "Sinergie")
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Messapi.info aderisce e partecipa a questo autentico "ponte ideale" tra il cuore della Puglia e l'Umanità che soffre per la mancanza di Libertà, a causa della repressione autoritaria e totalitaria.
Beniamino Piemontese (curatore di Messapi.info)

Nella foto, l’Abbazia di Santa Maria di Kàlena, presso Peschici (Fg) (fonte: dal Web)

Aung San Suu Kyi
Incarcerata da un mese dai militari e segregata da oltre 13 anni per colpa della feroce dittatura militare che ha preso il potere in Birmania
Aung San Suu Kyi libera!