L’abbazia di Kàlena dimenticata
nei programmi elettorali di 4 liste su 5 di Peschici!
TERESA MARIA RAUZINO

Ultime battute di una campagna elettorale accesa e partecipata, quella delle comunali di Peschici, con ben 5 liste in campo.
Abbiamo seguito qualche presentazione, abbiamo letto i programmi.
Quali le novità?
Una maggiore consapevolezza, dopo il rovinoso incendio del 24 luglio 2007, dell’importanza del bosco e della natura, percepiti finalmente come valore aggiunto da preservare e da ricostituire ex novo.
Finalmente sentiamo parlare di revisione del Piano di Emergenza Comunale, con nomina di una commissione permanente e di coordinamento generale per la gestione delle emergenze (incendi, alluvioni, terremoti, etc.), prove di evacuazione e di primo intervento, organizzazione di squadre di volontariato, catasto delle aree percorse dal fuoco (ma non era da fare subito dopo il 24 luglio?).
Un’attenzione, finalmente, all’assetto idrogeologico dopo le alluvioni sempre più frequenti negli ultimi due anni e che hanno devastato la Piana di Kàlena, il vicino arenile e alcuni campeggi nella Baia di Manaccora a
In quasi tutti i programmi, per la prima volta, sentiamo parlare di recupero del centro storico, di ripristino di elementi caratterizzanti le antiche tipologie costruttive come le cupole (grazie Punto di stella, per aver sensibilizzato i peschiciani sulla loro suggestiva valenza!).
Sentiamo parlare di valorizzazione dell’artigianato, del costume, dell’enogastronomia e del folklore locali. Di nascita e incentivazione di associazioni culturali (meno male, dopo anni di dimenticanza!)
Ma c’è di più: troviamo cenni alla realizzazione del PUG (Piano Urbanistico Generale), che dovrebbe sostituire un famigerato piano di fabbricazione che ha dato stura a tutti gli abusivismi possibili e immaginabili fin dal 1975.
Passiamo al Turismo. Non più il turismo “mordi e fuggi” made in Peschici dell’ultimo trentennio: si pensa a un nuovo marketing, per un turismo che sappia diversificarsi e destagionalizzarsi in modo da intercettare vari target di clientela che pongono domande diverse di ricettività, di svago e tempo libero, come ad esempio: centri benessere, strutture per anziani, gite scolastiche, soggiorni agro forestali, trekking a piedi su percorsi segnalati da cartelli stradali, piantine topografiche, guide turistiche.
Urge, certo la ricerca di nuove forme pubblicitarie del territorio, da attuare insieme a vari Enti, riqualificando l’attuale Ufficio Turistico con l’ individuazione di personale specializzato per l’accoglienza e l’informazione turistica.
Si ventila la possibilità di incentivare lo svolgimento di convegni durante la bassa stagione, ma soprattutto si comincia a capire (il Salento docet) che urge, al di là dei deleteri campanilismi, promuovere un “SISTEMA GARGANO” attraverso il confronto e il dialogo tra gli operatori turistici e le varie istituzioni del territorio, con la creazione di eventi integrati e non concorrenziali l’uno con l’altro. Un ingente spreco di risorse ( soprattutto pubbliche) che non possiamo più permetterci!.
In qualche programma si parla di cambiamento di mentalità: urge inculcare non solo negli operatori turistici, ma anche nella popolazione tutta, la cultura dell’ospitalità e dei servizi d’interesse generale, visto che il paese, a forte vocazione internazionale, è luogo di interscambio culturale e sociale. Saper accogliere i “gentili ospiti” in ogni mese dell’anno, e non solo in estate, è fondamentale per la fideizzazione del cliente più di qualsiasi strategia di marketing. E’ stato questo, d’altronde, il vero “punto di forza” del turismo di qualità degli anni cinquanta/sessanta: Peschici veniva allora scelta come “luogo da vivere” da artisti ed intellettuali di fama nazionale come Alfredo Bortoluzzi, Manlio Guberti, Romano Conversano, Francesco Rosso, solo per ricordare qualche nome.
Una cosa non ci è affatto piaciuta: vedere l’Ente Parco Nazionale del Gargano, ancora una volta, considerato come “camicia di forza” da cui liberarsi o da restringere a seconda della convenienza. Non ci piace la proposta, che qualcuno fa, di revisionare l’attuale perimetrazione del Parco e di eliminare le norme restrittive: raccolta funghi, legnatico e soprattutto attività venatorie.
Si sa, Peschici, è un paese di accaniti cacciatori. Strizzare loro un occhio in campagna elettorale, adducendo nobili intenti di “conservazione della natura”, è strategia opportunistica deleteria. Il Parco del Gargano è una ricchezza anche per la sua avifauna: perché svenderla per qualche voto in più?
Infine, un forte appunto critico. Lo rivolgiamo a quattro candidati sindaci su cinque.
Possibile che 10 anni di “lotta continua” del Centro Studi Martella per il restauro e la restituzione dell’abbazia di Kàlena alla fruizione pubblica non siano serviti ancora a sensibilizzarvi sull’importanza della posta in gioco per il futuro turistico di Peschici?
Possibile che solo una lista su cinque ne abbia fatto un punto di forza del proprio programma?
Perché gli altri se ne sono dimenticati?
Ripartire dalla risorsa “cultura”, da un monumento importante come un’abbazia benedettina risalente all’anno 872 d.C, creerebbe quel turismo culturale tanto auspicato e mai realizzato a Peschici.
Perché non provarci ora, visto che la “risorsa natura” è andata in fumo e il sole e il mare non soddisfano più nessuno?
FONTE: www.puntodistella.it
PIERO GIANNINI
Amministrative - Provincia di Foggia: cinque candidati-presidente.
Comune di Peschici: cinque candidati-sindaco.
Che spreco! Un’equazione insostenibile: decine e decine di migliaia di elettori in Terra di Capitanata contro un paio di migliaia nella cittadina garganica (ex “perla” ormai), identico numero di aspiranti primi amministratori. Un rapporto… sproporzionato! Vorremmo tanto comprenderne le ragioni. Desiderio dilagante e culturalmente diversificato di risolvere problemi sempre più pressanti o voglia di protagonismo? Presunzione di essere i soli, gli unici, ad affrontare una situazione che si va deteriorando e facendo sempre più pericolosa o incapacità a unificare le forze, spregiando il vecchio detto “uniti si vince”? Ignoranza di ciò che li attende o fame di poltrone?
Potremmo divertirci in dicotomie fino alla fine dei secoli e non fino al termine di questa tornata elettorale perché fra un po’, al massimo cinque anni, si ritornerà sul medesimo argomento, ma non lo facciamo perché la Patria ha bisogno di carità. E rispetto. Sì, rispetto, in quanto l’abbondanza di candidati è mancanza di rispetto nei confronti della più comune e ordinaria intelligenza.
Ne abbiamo ascoltate di belle, durante i vari comizi che si sono tenuti.
Ah, già, una piccola parentesi va aperta per non dimenticarla nella confusione che ci stanno propinando. Parentesi: la battaglia elettorale, come è stata impostata, ci ha fatto tornare indietro di cinquant’anni e oltre, quando si annunciavano orari degli incontri con la popolazione e nomi dei comizianti attraverso un bell’altoparlante piazzato sulla “topolino” di turno che sventagliava nelle strade del centro abitato la grande notizia. Chiusa parentesi.
Ne abbiamo ascoltate, dicevamo. A chi salutava ogni cinque minuti il patrono (forse sarebbe meglio giocare coi fanti e lasciare in pace i santi) faceva eco la reiterata umiltà della citazione sulle personali origini. A chi dichiarava, imprudentemente, molto imprudentemente, di non sapere né leggere né scrivere seminando nelle menti dell’uditorio dubbi e sospetti atroci, ha fatto “pendant” la falsa modestia del salvatore della patria (questa volta con la “p” minuscola).
Un elemento positivo, però, è scaturito dalla disordinata massa di parole che ci sono state lanciate addosso: la voglia di leggerne i programmi. Lo abbiamo fatto, anche per offrire un servizio ai frequentatori del nostro sito “Punto di stella”. Ebbene, in uno solamente abbiamo trovato la citazione propositiva di occuparsi della più annosa questione che pencoli sulle teste di quella fetta di popolo (ben risicata) che sappia come si combattono e si polverizzino certe situazioni scabrose. Parliamo dell’Abazia di Càlena e del turismo legato alla storia, per tacere arte e religiosità.
Ben venga tale ricordo in un programma elettorale (uno su cinque, però, anzi quattro, e diremo subito perché), ma solo in due (su cinque, anzi quattro, e diremo subito perché) si sono preoccupati di inserire l’eliminazione della vergogna più oltraggiosa che possa imbrattare una classe politica: l’assenza di una sede scolastica! E poi ci lamentiamo se i giovani “espatriano”. Ma se li abituiamo noi, sin da piccoli o da adolescenti, ad andarsene in giro per il Gargano a frequentare scuole e istituti di altri centri viciniori!
Perché quattro! E’ presto detto: quando abbiamo chiesto agli interessati di recapitarci i loro programmi per assolvere a una pratica informativa di rete, in quattro hanno aderito, il quinto prima ha traccheggiato poi ci ha fatto pervenire una lettera in cui testualmente si legge: “… avremo modo di incontrarci dopo il successo elettorale (quanta arroganza, ndr) per programmare con voi e per voi il futuro del nostro paese”.
Rifiutiamo di inoltrarci in un qualsivoglia commento! Chi sa leggere, legga. E impari come si fanno le campagne elettorali, altro che Obama e Hillary! Ma noi vogliamo bene a tutti, a tutti quelli che non sanno che in vetta alle nostre priorità affettive c’è solo una serie di binomi: Peschici e la sua storia, Peschici e i suoi “vecchi fusti”, Peschici e il suo idioma, Peschici e i suoi “grandi vecchi”, Peschici e la sua violentata architettura, Peschici e la sua prostituita vocazione, Peschici e i suoi velieri con le vele decorate a mano dal pittore Bortoluzzi (mai salpati verso l’ecoturismo), Peschici e… la tangenziale su cui l’hanno precipitata come una vecchia puttana, Peschici “quartiere” di una città che si chiama “Gargano”.
FONTE: www.puntodistella.it
