L’EVENTO/ Giambattista Gifuni (9 aprile 1891 - 8 luglio 1977) nel ricordo dei suoi concittadini
Tutti gli appuntamenti del convegno del 5 e del 6 Aprile al "Garibaldi" di Lucera
Gifuni, la «due giorni» è pronta ad alzare il sipario

di FRANCESCO BARBARO
LU C E R A . Conto alla rovescia iniziato per la “due giorni” di convegno “Giambattista Gifuni, lo storico il critico il cittadino” promossa nel trentennale della sua scomparsa. Ad anticipare ’evento nei giorni scorsi la mostra di articoli e libri di e su Gifuni inaugurata il 15 marzo presso la biblioteca comunale. La mostra ha visto numerosi spettatori con intere scolaresche chiamate a visitare un percorso intellettuale, quello di Gifuni, legato a quello della cultura cittadina e durato quasi tutto il ‘900, dal primo articolo pubblicato nel 1907 da studente ginnasiale sino agli ultimi volumi su Salandra editi nei primi anni ’70 quando Gifuni aveva già varcato quasi gli 80 anni di età.
Il convegno - che ha il patrocinio della Città di Lucera, della Provincia, della Regione, dell’Università degli studi di Foggia della Società di storia patria per la Puglia – prenderà il via sabato pomeriggio nella storica cornice del Teatro “Garibaldi” alle 18.30 con i saluti ufficiali del sindaco Vincenzo Morlacco del presidente della Provincia Carmine Stallone e del presidente del comitato organizzatore. A seguire l’intervento introduttivo di Francesco Paolo Casavola, presidente emerito della Corte costituzionale e presidente dell’Istituto della enciclopedia italiana. Dopo Casavola sarà la volta di Emilia Lamaro, già bibliotecaria delle Camera dei deputati che ha curato per la Treccani un profilo biografico di Gifuni e che realizzerà un intervento sul tema “Giambattista Gifuni e i suoi libri”.
L’intenso pomeriggio culturale al “Garibaldi” sarà concluso dalla presentazione del volume “Varietà di cultura storica, letteraria e civile” che raccoglie molteplici scritti editi ed inediti di Gifuni. Il volume antologico è stato curato dal presidente della società di Storia Patria locale Giuseppe Trincucci, studenti del liceo “Bonghi” leggeranno alcuni brani tratti dal volume antologico.
“Non è stato facile ma alla fine tutto è stato organizzato per il meglio, l’augurio è che la cittadinanza partecipi sabato pomeriggio e domenica mattina ai lavori congressuali tributando così il giusto omaggio ad un intellettuale che tanto ha dato alla città come ho potuto constatare – spiega Peppino Papa – quando da sindaco negli anni ’50 e ’60 mi confrontai con la sua attività di direttore della biblioteca animata da una passione autentica ed innata per la cultura».
Fra i relatori della seconda giornata, domenica mattina 6 aprile, Brunello Vigezzi dell’Università di Milano, Raffaele Colapietra dell’Università di Salerno, Giorgio Barberi Squarotti dell’Università di Torino, Marcella Rizzo dell’Università di Lecce.
Fonte: "La Gazzetta del Mezzogiorno" 4 aprile 2008
Scheda biografica di Giambattista Gifuni
Giambattista Gifuni nacque a Lucera il 9 aprile 1891. Per le sue qualità culturali ed intellettuali e per le sue grandi doti umane non può non suscitare, a distanza di trenta anni dalla sua scomparsa, profondi sentimenti di ammirazione e di affetto. Famoso è rimasto su di lui un giudizio di Benedetto Croce, che ben lo conosceva. In un colloquio privato con un eminente magistrato, il filosofo ebbe a collocare Giambattista Gifuni in quella schiera “sempre più ristretta” di appassionati ricercatori senza dei quali “la scienza non sarebbe”.
Giambattista Gifuni ebbe una sorta di “conversione”. Alla soglia dei quaranta anni abbandonava una fortunata attività professionale di avvocato (la professione della sua famiglia condotta in una città sede per secoli di giustizia per poter realizzare una vocazione coltivata silenziosamente, capace di appagare le esigenze del suo spirito libero (meno quelle finanziarie): assumeva, infatti, l’incarico di direttore della Biblioteca comunale di Lucera (da cui nel 1934 fu allontanato per la sua amicizia con Croce, ma dopo pochi mesi reintegrato). Tale incarico lo condurrà a spaziare senza i condizionamenti del quotidiano, nei “verdi campi” della ricerca e della scienza prodigando, al tempo stesso, ogni energia alla biblioteca che rapidamente trasforma, per i suoi interventi pazienti ed assidui, in un centro di grande rilievo culturale; una biblioteca dotata, alla fine del suo incarico quarantennale, di ottantamila volumi rispetto ai diecimila iniziali.
Gli interessi di Giambattista Gifuni come studioso furono di due tipi: la storia contemporanea, con particolare riferimento al periodo risorgimentale fino a quello precedente il primo conflitto mondiale con particolare riferimento ad Antonio Salandra che resta la più importante personalità politica espressa della Capitanata tra Ottocento e Novecento e la lunga e gloriosa storia della terra di Puglia e in particolare della sua Lucera, la città di cui fu profondamente innamorato e dove vi condusse una vita silenziosa e tranquilla.
Dei suoi interessi per la storia contemporanea sono testimonianza i numerosi saggi pubblicati dalla Voce di Giuseppe Prezzolini, dalla Nuova Antologia e dal Corriere Padano (gli scritti dedicati a Giolitti, Slataper, R. Bonghi, Martini ecc.), saggi che lo stesso Gifuni provvedeva periodicamente a raccogliere in un solo volume. Poi, dopo il ritrovamento quasi occasionale nel 1948 degli scritti di Antonio Salandra, a cui era anche legato da vincoli di parentela, gli anni dedicati alla ricostruzione del carteggio di Salandra e ai tratti più rilevanti della vita politica di quest’ultimo.
Nell’appassionata descrizione della storia millenaria della sua Lucera e delle opere d’arte che la caratterizzano, forte si avverte il suo impegno intellettuale e la sua erudizione, il suo appassionato studio del passato e il suo attaccamento alla Biblioteca comunale. Per tali indiscusse qualità, a detta di Pasquale Soccio, egli rappresentava “la coscienza storica più vibratile della città”.
Costantemente inserito in un ampio contesto nazionale, Gifuni collabora a numerosi giornali e riviste specializzate. E’ direttore del Museo “Fiorelli”, Ispettore bibliografico e Ispettore onorario ai Monumenti e tra i fondatori della società di Storia Patria per la Puglia.
Il famoso arabista Francesco Gabrieli, accademico dei Lincei, in un libro dedicato alla Puglia ricordava di essere stato condotto a conoscere la storia di Lucera e dei suoi monumenti dall’avvocato Gifuni, il cui titolo professionale sembrava quasi “una stonatura” rispetto alla sua passione di storico e conoscitore delle vicende lucerine.
Anche Giuseppe Ungaretti, in alcune pagine dedicate a Lucera ricorda Giambattista Gifuni, suo accompagnatore indimenticabile nella scoperta della città e dei suoi monumenti. Gifuni, attesta Ungaretti “conosce mirabilmente la storia della sua città per un amore che da secoli hanno da padre in figlio nella sua famiglia!”
Collocato a riposo nel 1967, Gifuni fu nominato direttore emerito della Biblioteca e del Museo e Ispettore bibliografico onorario.
Nell’ottantacinquesimo compleanno assaporò il piacere di una raccolta di scritti composta in suo onore da un gruppo di autorevoli studiosi: gli storici Ernesto Pontieri, Nino Valeri, Alberto Maria Ghisalberti e l’italianista Mario Sansone, anch’egli lucerino. Il 12 novembre 1976 fu insignito dal Capo dello Stato dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica Italiana. Morì a Lucera l’8 luglio 1977.
c.s.
Fonte: www.luceraweb.com
L’EVENTO| Trent ’anni fa la scomparsa dello studioso che dedicò la sua vita alla cultura
Lucera ha ricordato Gifuni
Un convegno per celebrare le doti di storico e l’impegno profuso per la biblioteca
di FRANCESCO BARBARO
LUCERA . Oltre trecento persone hanno partecipato nel fine settimana al convegno «Giambattista Gifuni lo storico, il critico ed il cittadino nel trentennale della sua scomparsa».
La due giorni di manifestazioni si è svolta nel teatro «Garibaldi», per il cui restauro Gifuni si batté non poco. Di rilievo nazionale i relatori - a presiedere il convegno Francesco Paolo Casavolola presidente emerito della Corte Costituzionale e presidente in carica dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani - il parterre degli invitati fra il pubblico e delle autorità.
E la due giorni, aperta dai saluti del sindaco Vincenzo Morlacco e del presidente alla Provincia Carmine Stallone, non ha tradito le attese della vigilia alternando riflessioni culturali di livello accademico a momenti di emozioni toccanti, come il ricordo tratteggiato con maestria oratoria da Peppino Papa, sindaco negli anni '50 e '60 ed amico di Giambattista Gifuni e di Brunello Vigezzi docente ordinario universitario di Storia Moderna.
Vigezzi ha rievocato l’incontro con Gifuni quando da giovane ricercatore nel 1960 si spinse da Milano a Lucera per consultare le lettere inedite di Antonio Salandra scoperte un decennio prima da Gifuni. «Mi colpì il suo attaccamento alle istituzioni, il suo senso del dovere ma nel contempo il suo slancio umano, la sua passione per la cultura per la sua Lucera che trasudava nelle sue lettere mai formali ma ricche di significato». Ha ricordato Vigezzi la figura del direttore della Comunale.
«Un uomo non muore mai finché non muore l’ultima persona che lo ha conosciuto in vita, un intellettuale poi sopravvive alla morte con i suoi scritti», ha sottolineato Casavola ricordando che la figura di Gifuni è viva nel ricordo di chi fra il pubblico lo aveva conosciuto. Una rievocazione a 360 gradi della figura di Gifuni - del quale è stato presentato sabato un volume antologico curato da Giuseppe Trincucci - quella realizzata durante il convegno.
Sono intervenuti la bibliotecaria della Camera Emilia Lamaro; il presidente della Famiglia Dauna di Roma Paolo Emilio Trastulli e Marcella Rizzo dell’U n ive r s i t à di Lecce. A concludere il convegno Gaetano Gifuni - già segretario generale al Senato ed alla Presidenza della Repubblica e figlio di Giambattista Gifuni - che ha ringraziato commosso il comitato organizzatore
le istituzioni - in primis il Comune - patrocinanti i relatori e gli intervenuti tutti. «Sapete che non amo parlare in pubblico, della mia consegna al silenzio - ha detto - desidero esprimere il mio più sentito ringraziamento per quanto fatto a nome mio e della mia famiglia; mio padre ha consacrato la sua vita professionale alla biblioteca di Lucera». Fra il pubblico anche la figlia Titti Gifuni, i
nipoti Giambattista Gifuni - che dal nonno ha ereditato oltre che il nome la passione per i libri svolgendo l’incarico di direttore della biblioteca del Senato - e Fabrizio Gifuni attore.
FONTE: La Gazzetta del Mezzogiorno 8.4.2008
