Uriatinon

Vuoi seguirmi in un viaggio virtuale? Partendo dal Gargano, scoprirai tutta la Capitanata. In un mix tra cultura, tradizioni, microstorie dimenticate ...
giovedì, 23 luglio 2009










Templari 














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categorie: lidia croce, templari trani
domenica, 19 luglio 2009

 

 

 

GIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA 2009, Trani città capofila
FESTIVAL DELLA CULTURA EBRAICA IN PUGLIA

Mercoledì 22 luglio 2009 ore 11,30
ROMA, Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Salone del Ministro (ingresso da via del Collegio Romano)

Conferenza stampa di presentazione della

GIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA 2009
dedicata al tema Feste ebraiche e tradizioni
che si celebrerà il prossimo 6 settembre
in 27 Paesi Europei e 59 località italiane con Trani città capofila.

I° FESTIVAL DELLA CULTURA EBRAICA IN PUGLIA
che dal 6 al 10 settembre sarà ospitato dalle città pugliesi
sedi storiche di comunità ebraiche (Trani, Andria, Bari, Oria, Otranto, Lecce, Sannicandro Garganico).

interverranno
Sen. Sandro Bondi, Ministro per i Beni e le Attività Culturali
Avv. Renzo Gattegna, Presidente dell'Unione Comunità Ebraiche Italiane
On. Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia

.....................................................................................................................

INFO: Comunità Ebraica di Napoli - Sezione di Trani segretariato via dell’Industria 93 – 70051 Barletta

tel/fax 0883950639 cell 3402381725 

postato da URIATINON alle ore 10:02 | link | commenti
categorie: cultura ebraica
sabato, 18 luglio 2009

 E' on line il numero di luglio del mensile IL GARGANO NUOVO:

Per scaricarlo cliccate sul link:

http://files.splinder.com/49120ef6c3ca3bb2d134cfa10d92e1e9.pdf

Buona lettura!

La redazione

postato da URIATINON alle ore 19:03 | link | commenti
categorie: il gargano nuovo
giovedì, 16 luglio 2009

 

Leoluca Orlando chiede al Governo una scorta per il giornalista pugliese, autore di molteplici inchieste su traffici illeciti e reati ambientali. Intanto su Facebook nasce un nutrito gruppo di sostenitori e sul sito di  “Terra Nostra” si susseguono gli appelli dei lettori…

 

 

PROTEGGETE GIANNI LANNES, VOCE LIBERA DEL GIORNALISMO ITALIANO!

 

gianni-lannes

 

Notizia nota, l’attentato di stampo mafioso ad Ortanova (FG), il 2 luglio 2009, contro Gianni Lannes. La sua automobile (non assicurata contro gli incendi) è saltata in aria… L'incendio ha rischiato di degenerare in un vero e proprio disastro perché vicino vi erano  altre auto che hanno rischiato di esplodere.

 

Lannes, giornalista originario di Vico del Gargano (e che da giovanissimo ha fatto le sue prime inchieste sul Gargano Nuovo, con cui è tornato a collaborare recentemente, pubblicando un servizio sulle navi dei veleni affondate nelle acque antistanti le nostre coste),  si batte da anni per la legalità e la giustizia, contro le mafie di ogni latitudine. Apprezzato freelance specializzato in inchieste sul traffico di esseri umani, armi e rifiuti pericolosi, è attualmente impegnato in delicate inchieste giornalistiche a carattere nazionale e internazionale. In questi giorni stava lanciando sul web "Terra nostra", un giornale on line di denuncia sociale  ( http://www.italiaterranostra.it ).

 

A Lannes e ad un suo collaboratore erano arrivate varie minacce di morte di stampo mafioso, e da più parti erano giunte manifestazioni di vicinanza e solidarietà. Ma già due anni fa, in un articolo del 28 settembre 2007, dal titolo "Giornalisti scomodi",  il noto periodico “Left  Avvenimenti” aveva parlato di intimidazioni a Lannes, autore di numerose inchieste scottanti, mettendo in risalto l’opera antimafia svolta dal coraggioso cronista. 

Scriveva Paola Pentimella Testa:

«A qualcuno hanno bruciato l’auto. Ad altri hanno fatto una telefonata. Una settimana fa a un nostro collaboratore gli hanno mandato una lettera, un foglietto con quattro parole: "Sei morto Gianni Lannes". Gianni è di quei cronisti impavidi che ficcano il naso dappertutto. Anche dove per qualcuno non si dovrebbe mai, tra le pieghe della criminalità organizzata o in quella zona grigia fatta di colletti bianchi al servizio di uomini dal grilletto facile. In Puglia, come in Sicilia o in Campania. In più, Gianni Lannes ha il brutto vizio di dare lezioni sul giornalismo antimafia per conto di Libera, l’associazione di don Luigi Ciotti diventata l’emblema della lotta alle mafie. Quelle, appunto, di cui si occupa ostinatamente Gianni Lannes, anche per Left. Servizi pesanti, che sono ora al vaglio dei magistrati di Bari, che hanno raccolto la  sua denuncia. “Puglia, morire di lavoro. La mafia dei cantieri”, “La mafia degli incendi boschivi”, sono solo due dei tanti titoli delle inchieste che Lannes ha fatto per il nostro settimanale. Servizi  che ora gli impediscono di tornare a casa. Negli ultimi tempi segnali di insofferenza nei confronti dei cronisti ce ne sono stati tanti. È noto, oltre che logico, che la mafia non ami le luci dell’informazione. Roberto Saviano, ad esempio, sta ancora facendo i conti con la criminalità organizzata campana per quanto scritto in Gomorra. E non riesce più  ad avere una vita “normale”, da cronista-scrittore che deve andare in giro a raccogliere storie per poterle raccontare».

Già. Ma il caso Saviano insegna quanto sia estremamente importante proteggere chi le luci dell’informazione le fa splendere, con grande rischio personale, sulle linee d'ombra,  per informare le popolazioni ignare di ciò che accade loro intorno, e che scontano sulla propria pelle i reati ambientali e non, commessi per scopi di lucro. 

L'informazione è il sale della democrazia, ma è un sale che non piace a chi vuol continuare indisturbato, senza il controllo dell'opinione pubblica, a commettere danni, e fa tacere, con metodi mafiosi, le poche voci libere del giornalismo italiano. E  Lannes, senza dubbio, è una voce liberissima (… e molto scomoda).

A tutt’oggi, il giornalista, insieme alla sua famiglia, non gode di alcuna protezione da parte dello Stato. Si teme per la sua vita. Ma lui non demorde: ha dichiarato che porterà a compimento le sue indagini: «Un dato è certo – scrive Lannes - proseguiremo nelle nostre inchieste, portando a termine le indagini sugli inceneritori. Tali progetti prevedono investimenti milionari (in media 100 milioni a progetto). Abbiamo individuato il limbo oscuro dove i rapporti tra la politica corrotta (mafia dei colletti bianchi) e la criminalità organizzata si fondono. Noi non molliamo».

PeaceLink ha inviato a Lannes  un messaggio di solidarietà: sosterrà la redazione di Italiaterranostra nella sua azione di informazione democratica e di impegno civile.

Ma l'azione più efficace e concreta l'ha fatta Leoluca Orlando, portavoce nazionale dell’Italia dei valori, che ha immediatamente sollecitato il Governo ed il prefetto di Foggia, Nunziante, ad assicurare al giornalista la dovuta protezione.

Lo stesso deputato,  l’8 luglio ha presentato al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’Interno un’interrogazione parlamentare a risposta scritta.  Dopo aver premesso che la società civile, e tutte le forze democratiche che hanno a cuore le sorti della nostra comunità, non possono non ribellarsi alla logica dell'intimidazione, della prevaricazione, della paura e del silenzio omertoso, e che le voci libere ed incondizionabili come quella di Lannes sono sempre più preziose ed irrinunciabili, per esprimere, pur nella diversità di opinioni e contenuti, il libero pensiero democratico, Leoluca Orlando chiede al Governo «se non ritenga opportuno intervenire con strumenti e misure adeguate al fine di combattere seriamente questi fenomeni che stanno sempre più spargendo terrore nella provincia foggiana, e non solo, e per garantire immediatamente a tutti i cittadini ed alla stampa, in particolare, sicurezza e massima protezione personale (inclusa quella per le loro famiglie), nella fattispecie al dottor Lannes e al suoi cari, significativamente esposti alle rappresaglie mafiose». 

 

Intanto su Facebook è nato il gruppo “Solidarietà a Gianni Lannes, voce libera della Capitanata!”. Fondato il 2 luglio da Pasquale Trivisonne, conta 411 iscritti.

Ma è sul sito on line di Terra Nostra che si susseguono i messaggi più significativi dei lettori. Scrive Liliana Toriello: «Dal nostro territorio, oscurato e non avvezzo ad essere indagato dalla stampa libera ed indipendente, si è alzata la rabbia che ha colpito con atto mafioso per ripristinare il silenzio e il “quieto vivere” funzionale agli affari improduttivi e dannosi per la Capitanata. I cittadini della provincia di Foggia dovrebbero, secondo “lor signori” assecondare, immobili, quanto si è progettato e si continua a progettare a loro insaputa per devastare il nostro territorio. La politica dov’è? E perché non si confronta con i cittadini ? La lontananza delle Istituzioni dai bisogni reali dei cittadini di un territorio è l’ambiente di coltura per rafforzare la mano ai possibili assassini di domani. Non vogliamo eroi ma Democrazia partecipata».

«Occorre che le autorità competenti provvedano immediatamente ad assegnare un’adeguata protezione a questo nostro coraggioso concittadino - scrive Castalia - Lo Stato glielo deve, noi tutti glielo dobbiamo subito.  Non ci servono altri eroi da commemorare…».

«Occorre continuare a far sentire la nostra voce con fermezza – scrive Michele De Rosario – Dobbiamo dimostrare che Gianni Lannes non è solo. Al suo fianco, ci siamo anche noi, con i nostri nomi e cognomi, con le nostre lotte civiche e politiche, con la nostra ricerca della verità e la nostra volontà inesauribile di difendere la nostra terra. Chi tocca uno di noi tocca tutti noi».

 

Pensieri che sottoscriviamo in pieno. Giù le mani da Gianni Lannes!  La sua voce libera è fondamentale per il giornalismo d’inchiesta, e per tutti noi! Va assolutamente protetta!

 

 

Teresa Maria Rauzino

 

( Presidente Centro Studi "Giuseppe Martella" di Peschici-FG)

 

Ieri, giovedi 23 luglio, ignoti hanno pedinato per tutta la giornata il direttore di Terra Nostra. Stamane Gianni Lannes ha comunicato alla redazione l’ennesimo ignobile attentato alla sua persona. I freni della sua auto sono stati sabotati mettendo in serio pericolo la sua vita.

 

Indirizzo del giornale on line di Gianni Lannes: http://www.italiaterranostra.it 

 


 

 

 

postato da URIATINON alle ore 23:51 | link | commenti
categorie: appelli, gianni lannes
venerdì, 10 luglio 2009

IL NUOVO PIANO PAESAGGISTICO DELLA REGIONE PUGLIA

 

CONFERENZA D'AREA PER LA PRESENTAZIONE DELL'AVANZAMENTO DEL PIANO PAESAGGISTICO DELLA REGIONE PUGLIA

Foto scattate il 13 luglio 2009 a Monte Sant' Angelo durante la presentazione del Piano paesaggistico Regione Puglia.
Cliccare sul link album fotografico:
 


 

postato da URIATINON alle ore 14:44 | link | commenti (1)
categorie: eventi, convegni, piano paesaggistico puglia
giovedì, 09 luglio 2009

 

E' venuto a mancare un'altro informatore della tradizione musicale carpinese: il maestro Antonio Maccarone

Nei giorni scorsi aveva, insieme ad Antonio Piccininno, ricevuto l'ultimo attestato il Premio “Carlo Nobile”.
Per lui, gravemente malato, aveva ritirato il premio suoo.

Queste le motivazioni lette per l'occasione
Antonio Piccininno e Antonio Maccarone sono i pilastri viventi della musica popolare della nostra penisola. L'età dei due componenti storici di questo gruppo del Gargano è garanzia di originalità della loro musica, veramente tradizionale, testimonianza autentica di un patrimonio di cui sono i più genuini interpreti.
I brani del loro repertorio sono l'esempio della forma più tipica del canto garganico, il sonetto, che rientra nel modello dello strambotto meridionale.
La parte centrale di questo repertorio è costituito dalla "Canzone", la vera serenata italiana che si avvale di un'ampia libertà vocale consentita dalle particolari tonalità della chitarra battente.

Antonio Piccininno e Antonio Maccarone rappresentano la diversita musicale e culturale della Capitanata che diventa ricchezza e patrimonio culturale capace di produrre spettacoli indimenticabili che lasciano una traccia positiva ed indelebile sull'identità e sul modo di essere del nostro territorio nella memoria dei fortunati spettatori, quindi uno dei nostri migliori biglietti da visita.

Interpreti della musica popolare e suonatore di nacchere e chitarre battenti e francesi, ma anche intrattenitori. cabarettisti e showman a tutti gli effetti, Piccininno e Maccarone grazie alla loro maggiore dote stilistica e artistica, quella dell’improvvisazione recitativa e canora, catturano l’attenzione della platea sin dal primo istante e la portano, senza alcun calo d’attenzione, fino al gran finale.

Potendo disporre di una memoria viva di un repertorio di tradizione orale imponente, tutto sempre e comunque immediatamente disponibile nella loro mente, i due cantori di Carpino creano e cantano brani ogni volta nuovi e irripetibili nella sequenza, attraverso l’accostamento di sonetti e strofette tra loro come coreografiche e spettacolari granate di poesia lanciate dal palco verso di noi.

Un sonetto di Antonio Maccarone:

Ti so'venuto a da' tanta onore (Album : Tarantella)

 

 

 

 

 

postato da URIATINON alle ore 20:54 | link | commenti
categorie: canti popolari, antonio maccarone
martedì, 07 luglio 2009

 

UNA FIRMA ON LINE PER KALENA!

A Peschici (FG) l'abbazia di Santa Maria di Kàlena, una delle più antiche d'Italia, sta crollando nell'indifferenza generale. Aiutaci a salvarla!
 
FIRMA E FAI FIRMARE LA PETIZIONE ON LINE:
www.ipetitions.com/petition/kalena



Promo di Giuseppe Bruno:
www.youtube.com/watch?v=xotDIBbBh0g

FIRMA E FAI FIRMARE LA PETIZIONE ON LINE:
www.ipetitions.com/petition/kalena


RASSEGNA STAMPA 5 luglio 2009
Kalena. Il risveglio della soprintendenza di Bari

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RASSEGNA STAMPA 7 luglio 2009

 

L'ATTACCO SU KALENA

 

 

 attacco 7 luglio 2009 su Kalena

 

 

 

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 LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO SU KALENA

 

PESCHICI RIPRISTINARE LE PARTI CROLLATE

 

 La sovrintendenza ai beni culturali dà un ultimatum

Intimazione a compiere i lavori ai proprietari dell’abbazia di Kalena

 

PESCHICI. Alla famiglia Martucci, proprietaria dell'abbazia di Kalena, l'ingiunzione di procedere agli interventi necessari per la messa in sicurezza del monumentale complesso benettino.Ad intimare una sorta di "ultimanum", il Soprintendente ad interim, Attilio Maurano, del Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia.Entro meno di un mese, i proprietari dell'ex abbazia, Vincenzo, Francesco, Maria e Anna Elisabetta Martucci dovranno provvedere all'esecuzione di una serie di lavori riguardanti, nel dettaglio, la realizzazione di strutture provvisionali, nelle zone interessate dal crollo; puntellatura dell’arcata trasversale che delimita l’area presbiteriale dalla navata; realizzazione di copertura provvisoria in lamiera di ferro zincata da collegare alle strutture provvisionali.Il Soprintendente, nello stesso momento, ricorda ai proprietari che "qualora non adempiano questo Ufficio procederà agli ulteriori provvedimenti previsti dalla vigente normativa".In poche parole, se i proprietari non dovessero procedere effettuare i lavori necessari, sarà il Comune che dovrà procedere con proprie risorse, salvo, poi, imporre agli eredi Martucci, l'addebito di ogni spesa. Il crollo della residuale copertura nella zona absidale della Chiesa di Santa Maria annessa all’abbazia, risale a poco meno di un mese fa, scoperto casualmente durante la cerimonia "Un drappo bianco a Kàlena per la libertà di Aung San Suu Kyi" (Premio Nobel per la Pace 1991, Premio Internazionale Torre di Belloluogo 2009), nella ricorrenza del suo 64 compleanno, organizzata da Carla De Nunzio, presidente dell'Associazione" Ideale osservatorio" Torre dì Belloluogo (Lecce) e Teresa Maria Rauzino, presidente del Centro studi "Giuseppe Martella" di Peschici. 

A settembre dello scorso anno venne stipulata tra l'Amministrazione comunale e la famiglia Martucci una convenzione quarantennale, intesa che consente all'ente locale la piena disponibilità delle due chiese, o meglio, quello che resta, visto il preoccupante degrado che presentano.   Strano ma vero, a distanza di mesi, il Comune non ha neppure la possibilità di accerdervi perchè i propietari si tengono, ben strette, le chiavi.

L'atto del Soprintendente Maurano va accolto positivamente, ma resta il forte dubbio che  possa, ancora una volta, tradursi nell'ennesima bolla di sapone.

Infatti, già alcuni anni fa, nel 2003, la Soprintendenza regionale incaricò un suo responsabile (l’arch. Nunzio Tomaiuoli) a contattare i proprietari al fine di definire impegni per l'avvio dei lavori. 

A carico deli eredi Martucci dovevano essere eseguiti il risanamento delle creste murarie della chiesa e del recinto del complesso e successiva protezione con massetto in cocciopesto di colore grigio; consolidamento e restauro della copertura lignea della campata absidale; impermeabilizzazione degli estradossi delle navate laterali; ricomposizione e bloccaggio degli elementi lapidei dell’ambito sommatale della vela campanaria e posa in opera di massetto protettivo in cocciopesto di colore grigio; rifacimento dei canali di gronda e dei discendenti pluviali (in rame) sul prospetto laterale (lato cortile) della chiesa e dell’edificio adibito ad abitazione dei proprietari, interventi di stilatura dei giunti dei conci lapidei lungo le sconnessioni della tessitura muraria; infine, bonifica dei vani della primitiva chiesa. 

 

 

FRANCO MASTROPAOLO

La Gazzetta del Mezzogiorno 7 luglio 2009

 

APPELLI SU KALENA DOPO IL CROLLO DEL TETTO ABSIDE:
postato da URIATINON alle ore 20:34 | link | commenti
categorie: salviamo kàlena, salviamo kalena, puglia in-difesa
domenica, 05 luglio 2009

Seduta straordinaria del Consiglio Comunale per salutare l’Arcivescovo che va via

Municipio di Peschici. Intervento dell'arcivescovo Domenico Umberto D'Ambrosio al Consiglio Comunale Straordinario del 24-06-2009 in suo onore.
(Foto Domenico Martino)

Un Consiglio Comunale straordinario per onorare la figura del figlio più illustre di Peschici, Monsignor Domenico D’Ambrosio, in partenza per la Diocesi di Lecce.
Un Consiglio che inevitabilmente si è trasformato in una seduta monotematica sul degrado inaccettabile di un monumento secolare. Quale? …. Ma l’abbazia di Kàlena, naturalmente…
“Un caso spinoso”, rimpallato da tutti senza che si arrivi alla parola fine. Un caso di ordinaria indifferenza che offusca l’immagine della Perla del Gargano e su cui l’Arcivescovo è intervenuto varie volte, da un decennio a questa parte, per sollecitare in modo “forte” l’attenzione delle Istituzioni di vario livello, oltre che della Cittadinanza tutta.
D’Ambrosio si è lanciato sempre, lancia in resta con noi del Centro Studi Martella, in tutte le battaglie per salvare l’abbazia. Una volta, quando fummo querelati insieme ai giornalisti Antonio del Vecchio, Franco Mastropaolo, Enrico Ciccarelli, per aver posto il caso Kalena all’attenzione dei lettori, l’Arcivescovo non ci lasciò soli: lanciò un provocatorio: «E mi autoquerelo anch’io!». Lo fece sulle colonne de ”La Grande Provincia”, che stava sostenendo attivamente la causa di Kalena, ospitando gli interventi delle Associazioni e dei maggiori intellettuali di Capitanata, a cominciare dal prof. Filippo Fiorentino, che inviò un articolo da Napoli, dal suggestivo titolo: "Càlena, sostanza delle cose sperate" e volle che la pagina fosse illustrata dallo "scatto" di un altro grande innamorato della nostra abbazia, il pittore Romano Conversano". Quasi un sogno, Kalena, vista dalla Grande Quercia...
Kàlena, Kàlena, Kàlena. Croce, più che delizia, di tutti noi… innamorati "pazzi" e crociati di Kàlena, come Enzo D'Amato, autore del primo dossier/denuncia: Kalena, un'agonia di pietra... che dette il nome al primo libro del Centro Studi Martella, curato da un'altra "pasionaria": Liana Bertoldi Lenoci.
Kalena, sempre Kalena... Lo aveva detto varie volte, Monsignor D’Ambrosio, che se ne andava con un sogno ... infranto da tante, troppe promesse!
Ecco perché il nome dell’abbazia è stato evocato in tutti gli interventi dei membri del Consiglieri comunali di Peschici. Quasi a chiedergli scusa di non essere stati all’altezza della situazione.
C’è chi ha evocato il nome di Kàlena per rimarcare i meriti dell’attuale amministrazione, che l’anno scorso ha firmato finalmente una convenzione con i "possessori" del Monumento, dopo tanti anni di rifiuti … ma soltanto per accedere ai fondi comunitari per il restauro. Fondi che non sono venuti, purtroppo, e che non si sa se verranno mai…
Ma non è più possibile stare inerti… tra cittadinanza dormiente e titubanze reverenziali verso la “Proprietà”.
Tra tutti, degno di rilievo, è emerso il fermo intento dell’assessore alla cultura, Leonardo Di Miscia, di risolvere il caso in modo drastico: «Visti gli ultimi episodi (il crollo del tetto, i lucchetti alle porte delle chiese, il degrado totale in cui versa il complesso abbadiale), l’unica via percorribile per un rapido intervento di risanamento e restauro è l’esproprio!».
Esproprio. Anche questa parola fu evocata in tanti convegni dalla passata amministrazione….
L’Arcivescovo l’ha sentita tante volte, questa parola, lanciata sui giornali e nei pubblici convegni dall’ex sindaco Franco Tavaglione, dal 1999 fino al 2008! Ecco perché, dopo aver pazientemente ascoltato tutti gli interventi in suo onore, e salutando tutti prima della sua partenza per la Diocesi di Lecce, ha caldamente raccomandato alla Cittadinanza e ai nuovi amministratori di Peschici:
«Kalena? Che dirvi? Non ho da aggiungere nulla a tutto quello che avete detto… però cercate di fare in modo che alle convenzioni, agli scritti, seguano i fatti… Kàlena non sia il chiodo fisso di alcuni “esaltati”, ma diventi veramente l’impegno per il recupero di una pagina di storia significativa, patrimonio di tutta la comunità. Questo impegno non c’è stato finora, bisogna dirlo! La stragrande maggioranza non se ne cura proprio di Kàlena… Se ci fosse stata una sensibilità comune, non si sarebbe arrivati a questo punto…».
D’Ambrosio promette che seguirà il caso anche da Lecce: «Ce la metterò tutta, continuerò a fare quello che posso, ve lo garantisco. Non scriverò più sui giornali perché ho parlato troppo e ho visto anche troppo… E qui apro e chiudo… »
«C’è stato un momento in cui mi sono impegnato io direttamente come vescovo, concordando una convenzione tra la Diocesi, che mi sembrava più logico, e la famiglia Martucci. Mi stava aiutando nella stesura il dr. Michele Di Bari ed eravamo arrivati a un punto buono… Sembrava che tutto potesse andare avanti ».
Il riferimento è a quando si era appena insediato a Manfredonia e riunì gli eredi Martucci per avviare un “comodato d’uso” che permettesse alla Diocesi di operare fattivamente per il restauro. Ma tutto si bloccò: ci fu una “chiusura” della famiglia…. Poi si sa com’è andata….
Soldi stanziati dal Governo e mai spesi …850mila euro perduti… Anni e anni in cui il rimpallo di competenze e responsabilità ha aggravato in modo intollerabile il degrado di Kàlena, fino al recente crollo del tetto dell’abside della Chiesa Nuova, e ai lucchetti e le catene alle porte… per non mostrare al mondo lo scempio…
La chiusa dell’Arcivescovo è un pacato j’accuse verso i “possessori”, di cui mette in dubbio la titolarità della proprietà: «Non è più tollerabile che un bene di tutti sia malmenato e maltrattato da pochi… ammesso che sia vero che il titolo di proprietà sia proprio quello giusto… I punti interrogativi ce li metto… sempre.... Adesso però la situazione è questa! ».
La chiosa finale è un invito a persistere nella rivendicazione del restauro e della fruibilità del più importante monumento di Peschici, non lasciando andare avanti da soli, a condurre la battaglia, soltanto pochi Don Chisciotte, perché i mulini a vento ce ne sono sempre stati tanti, e in futuro non cambierà nulla...
L’invito è all’attivo coinvolgimento di tutta Peschici: «Che sia veramente una battaglia combattuta da tutta la Comunità e non da pochi eroi, “innamorati” di Kàlena. Se si coinvolgerà la Comunità, siate pur certi che dei risultati si otterranno... Non demordete! Io sono con voi, non può essere che così…».


Teresa Maria Rauzino


L'articolo è stato pubblicato sul quotidiano "L'Attacco" 30 giugno 2009.
Abbazia di Kàlena (foto del pittore Romano Conversano)
Abbazia di Kàlena in agro di Peschici Foggia (foto Romano Conversano)
Abbazia di Kàlena in agro di Peschici Foggia (foto Romano Conversano)
Peschici Abbazia di Kalena.1999. Prima Visita ufficiale di monsignor Domenico D'Ambrosio a Kàlena con il prefetto di Foggia Gabriella Sorbilli Lasco e altri rappresentanti Istituzionali.
Li accoglie Francesco Martucci.
Municipio di Peschici. Consiglio Comunale straordinario in onore dell'arcivescovo Domenico Umberto D'Ambrosio.
(Foto by Domenico Martino -New Punto di stella)


Municipio di Peschici. Domenico Umberto D'Ambrosio mentre assiste al Consiglio Comunale Straordinario del 24-06-2009 in suo onore.(Foto by Domenico Martino -New Punto di stella)
postato da URIATINON alle ore 10:36 | link | commenti
categorie: appelli, salviamo kàlena, salviamo kalena, puglia in-difesa
domenica, 05 luglio 2009

 

PESCHICI SOLLECITAZIONI ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE PERCHÈ ESPROPRI «CALENA»

 

 

Mancato recupero dell’abbazia le colpe della soprintendenza

 

 

 

 

 

 

   • PESCHICI. Si fanno sempre più pressanti le sollecitazioni al Comune di Peschici perchè predisponga gli atti amministrativi necessari al fine di procedere all'esproprio dell'ex complesso monastico di Calena, ubicato nella piana del centro garganico. Non si contano più, infatti, le prese di posizione di associazioni e cittadini perchè, in tempi brevissimi, considerata l'urgenza, possano essere avviati i lavori di recupero dell'ex abbazia benedettina: un monumento che è tutt'uno con la storia del Gargano a partire alla fine dell'anno mille.

   L'indice va anche puntato nei confronti della Soprintendenza regionale, che non ha mai imposto (effettivamente e non soltanto sulla carta) ai proprietari le opportune misure di «conservazione» previste dalla normativa sui beni culturali nonostante le sollecitazioni del ministero. Il sovrintendente incaricò il tecnico di zona a contattare i proprietari per concordare la data del sopralluogo e le modalità di presentazione degli atti progettuali. Sembrava che si fosse imboccata la via giusta. Infatti, a seguito di sopralluogo congiunto, gli eredi Martucci si impegnarono a predisporre gli atti progettuali volti al risanamento delle creste murarie della chiesa e del recinto del complesso; consolidamento e restauro della copertura lignea della campata absidale; impermeabilizzazione degli estradossi delle navate laterali; ricomposizione degli elementi lapidei ella vela campanaria e posa in opera di massetto protettivo; rifacimento dei canali di gronda e dei discendenti pluviali nel cortile della chiesa e dell’edificio adibito ad abitazione dei proprietari; bonifica dei vani della primitiva chiesa.

   C’era quindi ottimismo più che giustificato, visto che il soprintendente rassicurava il Ministero dicendo che «qualora i proprietari disattenderanno agli impegni assunti, questo ufficio procederà immediatamente all'esproprio». Fu anche quantificato il costo del restauro

   dell’intero complesso per una cifra di un milione e mezzo di euro.

   La realtà è che quell’ottimismo si è poi dimostrato infondato, visto che a distanza di anni di quelle promesse il risultato è ancora sotto gli occhi di tutti: il tempo sta consumando anche quel poco di credibilità che si deve avere nei confronti di chi, per dovere istituzionale, ha l'obbligo di far seguire alle parole i fatti. 

 

Franco Mastropaolo

La Gazzetta del mezzogiorno 4  Lug 2009

 

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categorie: salviamo kàlena, salviamo kalena, puglia in-difesa
venerdì, 03 luglio 2009

Proteggete Gianni Lannes, voce libera di Capitanata!

Dopo una minaccia di morte di stampo mafioso, alle 00.45 del 2 luglio un attentato incendiario ha distrutto l’auto di Gianni Lannes, direttore del giornale online "Terra Nostra". Un giornalista che si batte da anni per la legalità e la giustizia, contro le mafie d’ogni latitudine. Si teme per la sua vita. Stamani Leoluca Orlando ha sollecitato il Governo ed il prefetto di Foggia, Nunziante, ad assicurargli una scorta.

Iscrivetevi al gruppo "Solidarietà a Gianni Lannes, voce libera della Capitanata!": http://www.facebook.com/group.php?gid=94767312637&ref=mf
Ecco il sito del giornale diretto da Lannes: http://www.italiaterranostra.it/
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