Uriatinon

Vuoi seguirmi in un viaggio virtuale? Partendo dal Gargano, scoprirai tutta la Capitanata. In un mix tra cultura, tradizioni, microstorie dimenticate ...
venerdì, 24 agosto 2007

Gargano Nuovo Agosto 2007 IL GARGANO NUOVO DI AGOSTO 2007 E' ON LINE SU QUESTO BLOG:

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ED ECCO ANCHE ALCUNI NUMERI ARRETRATI DELLA RIVISTA:

IL GARGANO NUOVO - LUGLIO 2007

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IL GARGANO NUOVO - GIUGNO 2007

http://www.ischitellagargano.com/giornali/garganonuovo-6-07.pdf

 IL GARGANO NUOVO - MAGGIO 2007

http://85.14.217.43/garganopress.net/htdocs/Download/GarganoNuovo2007-2.pdf

Gargano Nuovo Marzo_Aprile 2007

IL GARGANO NUOVO MARZO-APRILE 2007

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 IL GARGANO NUOVO - FEBBRAIO 2007 

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IL GARGANO NUOVO - GENNAIO 2007 

http://85.14.217.43/garganopress.net/htdocs/Download/GarganoNuovo2007.pdf

IL GARGANO NUOVO - NOVEMBRE-DICEMBRE 2006 

http://jalarde.interfree.it/Garganonuovo.pdf

IL GARGANO NUOVO - OTTOBRE 2006 

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categorie: il gargano nuovo
giovedì, 23 agosto 2007

Il 26 agosto cerimonia di consegna  a Largo Terra

Premio Città di Vico

 

Domenica prossima,alle 20,30  -Largo Terra - a Vico del Gargano, cerimonia di consegna del premio letterario "Città di Vico del Gargano"alla presenza di Fiorella Borin, di Venezia, che con "La congiura degli Olderichi "è risultata vincitrice del Premio. Premio che,dopo nove edizioni, ha fatto, indiscutibilmente, un salto di qualità, prova ne sono sia il numero dei concorrenti che lo spessore culturale dei lavori che vengono proposti alla commissione esaminatrice, composta da Rino Caputo,Giuseppe Massara, Domenico Cofano, Achille Serrao, Grazia d'Altilia, Michele Afferrante e Vincenzo Luciani. Presenti le massime autorità cittadine, dal sindaco, LuigiDamiani, all ’assessore comunale alla Cultura,Giuseppe Aguiari, a Daniele Maria Pegorari, presidente della giuria del Premio Michele Afferrante, preside del locale Liceo classico "Virgilio ",Vanes Ferlini e Marco Santaniello, finalisti del Premio. I partecipanti all’iniziativa riceveranno in omaggio copia del libro vincitore del Premio Città di Vico del Gargano 2007.

[f.m.]

Il manifesto dell'evento è tratto dal sito:

http://www.fuoriporta.info/index.php

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categorie: eventi
giovedì, 09 agosto 2007

L’agonia feudale e la scalata dei galantuomini

(Cagnano Varano: l’Onciario, il Murattiano, le Questioni demaniali 1741-1915)

  

 

 

Dopo la lettura del libro di Leonarda Crisetti Grimaldi, cosa va posto all’attenzione del lettore? Quali i punti di forza della ricerca? Il compito è piuttosto arduo, vista la complessità della tematica. L’impianto temporale è di lunga durata: partendo dal 1750, la Crisetti si sofferma sull’Ottocento e giunge fino al 1914,  con qualche rapida incursione nei secoli passati e in quello attuale per ricostruire gli antefatti e le conseguenze della questione demaniale a Cagnano Varano. Uno spaccato storiografico che ci disvela status e modi di vivere delle vecchie classi egemoni, oltre ai meccanismi che connotano la scalata sociale di quelle classi che erano state, fino a quel momento, subalterne. Colpisce l’estrema varietà e ricchezza delle fonti utilizzate per ricostruire il contesto socio-economico: oltre alle Delibere comunali, la Crisetti analizza le Rivele, il Catasto Onciario, il Catasto Murattiano. Anche se redatti a distanza di sei decenni, i due catasti riflettono logiche, strutture e metodi differenti. Le consentono comunque di delineare un profilo attendibile della realtà tendenzialmente dinamica del regime possessorio della terra, oltre agli aspetti socio-economico-demografico-culturali della popolazione.

L’Autrice non disdegna, per l’analisi delle vicende del Novecento, l’utilizzo delle fonti orali, raccordando la microstoria di Cagnano Varano con gli eventi coevi, con l’intento di dare risposta ad una domanda-chiave: «Chi furono  i  protagonisti della scalata sociale nel primo decennio dell’Ottocento?». Ecco perché scandisce tutti i passaggi che permisero a poche famiglie di appropriarsi illegittimamente dei terreni sottratti ai feudatari o al Comune, “affrancando” gli usi civici per regolarizzare le occupazioni e diventare proprietari. I cosiddetti “emergenti”, nel corso di oltre un secolo si servirono, a questo scopo, della politica e della “nuova” gestione della cosa pubblica.

Nel 1750, al tempo dell’Onciario, la popolazione di Cagnano, di circa 1850 persone, è concentrata nei quartieri denominati “Entro la Terra”, “Casale” e “Nuovo Casale”. Le famiglie “gentilizie”, quelle che abiteranno nell’Ottocento i palazzi con portali e stemmi ben visibili, sono poco in vista. Non godono di redditi significativi: sono semplici “bracciali” e massari.

La terra è nelle mani di tre grandi proprietari, esponenti della nobiltà e del clero: il principe-duca Brancaccio, titolare della Terra di Cagnano; il duca Zagaroli, proprietario della Difesa della Regia razza delle Giumente; i Canonici Regolari Lateranensi di Santa Maria di Tremiti, che posseggono San Nicola Imbuti, sul lago di Varano.

Nel 1741, nella piccola cittadina garganica, c’è quindi un unico possessore di “sangue blu”: Luigi Paolo Brancaccio. Nelle rivele dell’Onciario è denominato “l’Illustre Possessore”. Il duca, di antica nobiltà napoletana, ha 46 anni. Ha rimpinguato il suo blasone sposando la duchessa di Carpino Felicia Vargas, sua coetanea, che gli ha dato sei figli: un maschio e cinque femmine. Nel Palazzo baronale di Cagnano, la famiglia dimora con la sua piccola corte, proveniente da località dove i principi Brancaccio gestiscono altri feudi: il segretario è palermitano, i camerieri sono napoletani, il “repostiero” è calabrese; non è specificata la provenienza della nutrice, del maestro di casa, dei due servitori, del cuoco e del sottocuoco, del calessiere e del “volante”, che  probabilmente sono stati assunti sul posto. Il duca Brancaccio esercita di diritto di pesca nei “tre puzzacchi” sul lago; possiede il grande bosco demaniale in località Bagno, una vigna con torre, pozzo d’acqua sorgiva e uliveti a San Rocco; mezzane d’uliveti, olivastri, orni, un orto di fichi, seminativi, diverse “piscine”, la Taverna, tre “trappeti per macinar olive”; animali vari.

Luigi Paolo Brancaccio ha ceduto all’Università e affittato la portolania e la mastrodattia;  è altresì comproprietario di un “bosco sassoso e macchioso” di querce, cerri e faggi: il Compromesso; possiede la “defensa”  di Santa Marena, dove le università di Cagnano e di Carpino fanno pascolare le loro mandrie di buoi per tutto l’anno, riservando l’erbaggio anche alla Regia Dogana di Foggia per tre mesi all’anno. I pascoli sono sufficienti ad alimentare, oltre alle greggi e alle mandrie locali, circa ventimila pecore che giungono dall’Abruzzo.

All’epoca dell’Onciario, poche unità, rappresentate da nobiltà e clero, producono il 56% del reddito del paese, mentre i produttori, ossia il 92% della popolazione, il restante 44%. Questi ultimi sono vessati da tasse e prestazioni da corrispondere all’Università, ai nobili e al clero.

Durante il Decennio francese, i feudatari sono privati della giurisdizione e di alcune prerogative fiscali, ma non di tutti i beni: una parte viene loro assegnata come proprietà privata, un’altra parte è data al Comune, con l’obbligo di ripartirla tra i cittadini che hanno perso gli usi civici. 

Nel 1806 cessa il sistema della Regia Dogana e nel 1807  gli ordini religiosi sono sciolti. I loro beni, incamerati nel Demanio dello Stato, vengono venduti ai privati. Una Commissione feudale, che opera fino al 1810, ha l’incarico di dirimere le questioni nate prima del 2 agosto 1806 tra Baroni e Università, mentre la quotizzazione è affidata ai commissari ripartitori, che nel 1811 definiscono i confini delle acque del Varano.

Il Catasto Murattiano del 1813 dà un nuovo profilo delle classi sociali emergenti che producono il 77% dell’imponibile: l’ipotesi del miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini di Cagnano è validata dall’aumento dei benestanti i cui nuclei familiari, elencati nel Catasto Onciario del 1750, versavano in condizioni modeste. Sono in mobilità ex massari, allevatori, coltivatori e commercianti. Produttori sono anche medici, avvocati, notai, speziali, funzionari, parenti del clero. La proprietà si consolida tramite accorte politiche matrimoniali. Il nuovo ceto, sostituendosi alla vecchia classe dirigente, ne  assume comportamenti e titoli onorifici, non si pone come forza antagonista; decide di mandare i figli a studiare a Napoli, per elevare il loro livello culturale e preparare la loro scalata sociale.

Cambia la dimensione abitativa di Cagnano. La popolazione arriva a 3820 persone; il totale dei vani è di 1538, di cui 619 siti nella Terravecchia e 919 fuori le mura. Il Comune beneficia delle leggi eversive della feudalità, ampliando il suo patrimonio, entrando in possesso di Parchi e Mezzane, di una parte del Compromesso, delle Terre liquide, della Riseca e del Parco delle Giumente. Ma in queste terre si verificano ben presto occupazioni, dissodamenti e messa a coltura abusivi.

I demani usurpati, la ricchezza mal distribuita, l’attentato agli usi civici, la fame di terra dei coloni, la precarietà dell’esistenza minacciata dalla malaria e dal colera, sono alla base delle agitazioni di massa dell’ultimo ventennio dell’Ottocento, che mettono in crisi varie amministrazioni comunali, costrette a dimettersi per la loro incapacità a fronteggiare gli eventi.

E’ attiva sul Gargano una sezione dell’Internazionale socialista. Qualcosa si muove anche a Cagnano, che nel 1879 conta 18 affiliati al movimento anarchico, il cui leader è Carmelo Palladino, che proprio in quell’anno è arrestato con l’accusa di “cospirazione diretta a distruggere i poteri dello Stato”. La  reclusione dura pochi mesi.  Le autorità di polizia vigilano costantemente su di lui. L’8 maggio 1881 arriva un pacco, intestato a Palladino, contenente un giornale scritto in francese e manifesti incitanti alla rivolta.  Palladino, che era stato segretario pro-tempore dell’associazione napoletana internazionale dei lavoratori, continua a collaborare con la stampa anarchica e, alla vigilia del Congresso dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori, che avrà luogo in Svizzera nel 1887, elabora le sue risposte ai 17 quesiti congressuali. Progetta di scrivere un libro. E’ amico di Bakunin, Engels e Marx, con cui corrisponde. La sua fine è tragica: viene assassinato lungo corso Roma davanti alla sua casa, colpito alle spalle. E’ il 19 gennaio del 1896.

«Il motore della storia – osserva la Crisetti con una punta di amarezza - non è stato la cultura, non è stato la giustizia sociale, non è stato il progresso scientifico. Il cammino verso il riconoscimento dell’uguaglianza dei diritti, della dignità umana in particolare, la riscoperta del valore della cultura e della partecipazione, nel Mezzogiorno era ed è ancora lungo». I beneficiari del decennio francese furono pochi. Non ci fu la mobilità sociale auspicata dai legislatori. Il connubio terra-istruzione-potere politico costituì il trampolino di lancio che permise soltanto a poche famiglie di passare dallo status di massaro, “bracciale”, pastore o piccolo proprietario a quello di notaio, avvocato, farmacista, agrimensore, medico, giudice. Fu così che a Cagnano nacque e si affermò, nell’arco temporale di un paio di generazioni, la moderna borghesia fondiaria. I nuovi padroni entrarono in possesso delle tenute migliori del demanio comunale e le difesero con tutti i mezzi, avvantaggiati dal fatto di occupare i posti chiave del potere. Quasi tutti i possidenti si alternarono nelle varie amministrazioni comunali, mentre ai contadini preferirono cercare altrove una vita migliore, prendendo la via dell’emigrazione.

Ma il  paesaggio agrario, descritto dalla Crisetti nel suo libro, è tuttora vivo. Le Difensole, la Riseca, i Parchi, le Mezzane, puntellati da torri, casini, casoni e  mànere,  citati dalle fonti come strutture e infrastrutture costruite dai coloni nei i luoghi più impervi del paese prima posseduti dal principe e poco valorizzati, non sono un retaggio storico scomparso nel nulla: esistono ancora in agro di Cagnano. L’Autrice, dopo averne trattato le complesse vicende, ce ne offre un suggestivo percorso per immagini. Un percorso inedito, anche per chi vive soltanto a pochi chilometri di distanza. Scopriamo oltre a luoghi intatti, dei bei manufatti ridotti a ruderi dopo l’abbandono da parte di chi li ha abitati.

Molti agricoltori, pastori, ex emigranti, continuano ancora a praticare l’attività agro-pastorale.

Nella ricognizione dei luoghi, la Crisetti si è fatta guidare proprio da questi coloni ed allevatori che hanno raccontato il loro disagio di vivere in località così impervie, difficili da raggiungere. Allevatori e agricoltori costretti a svolgere le loro attività agro-silvopastorali come duecento anni fa, nella speranza, finora delusa, che gli Enti preposti forniscano loro almeno i servizi di acqua e luce.

Una ricognizione cui è sottesa la finalità di fermare l’esodo in atto: con la dipartita degli ultimi anziani che ancora coltivano questi terreni o praticano l’allevamento brado, questa fetta del territorio sarà condannata all’abbandono.  Se l’economia della zona resterà  al palo - ci avverte l’Autrice, facendo parlare i diretti protagonisti - questi luoghi del Gargano si spopoleranno sempre più: urgono misure per incentivare i giovani a restare, a non abbandonare questi ultimi presidi che conservano ancora intatti i saperi, i sapori, gli odori, connotanti l’identità di questo sperduto pezzo del Sud Italia.

Su questo accorato grido d’allarme non possiamo che concordare. L’esodo è un’amara realtà.

Teresa Maria Rauzino

 

LEONARDA CRISETTI GRIMALDI, L’agonia feudale e la scalata dei galantuomini  (sottotitolo: Cagnano Varano: l’Onciario, il Murattiano, le Questioni demaniali 1741-1915), Edizioni del Rosone, Foggia 2007, 2 tomi, ill. euro 35. 

Per richiedere il volume, rivolgersi direttamente all'Autrice: lcrisetti@alice.it

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categorie: libri di capitanata
giovedì, 02 agosto 2007

IL GARGANO TRA NATURA E CULTURA

 

Dal 13 al 25 agosto si svolgerà una «kermesse della cultura» anche a Rodi Garganico. Le location sono varie: l’ Auditorium “Filippo Fiorentino” (presso I.S.I.S.S. “Mauro Del Giudice”, via Altomare 10);  il Centro Visite; la nuova sede del Conservatorio “Umberto Giordano”; l’Hotel Villa Americana, il Convento dei Cappuccini di Rodi. Il tema, sempre lo stesso: «Il Gargano tra natura e cultura». Una full immersion nelle atmosfere del Gargano che predispongono al meglio a seguire appuntamenti con la letteratura, l’arte, la storia. Quella della cultura sul Gargano é una felice intuizione incoraggiata dal successo delle edizioni precedenti e che vede come protagonisti le “Edizioni del Rosone”, il Centro Rodiano di Cultura “Uriatinon”, il Comune di Rodi Garganico. La manifestazione di quest’anno ha ottenuto anche il patrocinio dell’Amministrazione provinciale di Foggia, dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Mauro del Giudice” di Rodi Garganico, dell’Archeoclub di Foggia; dell’Hotel Villa Americana. Un appuntamento, quello rodiano, atteso dai residenti ma anche dai numerosi turisti che amano arricchire il loro soggiorno con un «bagno» di cultura. Un momento di incontro tra critici, autori e lettori che anche quest’anno si propone come «manifestazione», avendo allungato il periodo del suo svolgimento ben oltre la consueta “Settimana della cultura”, con una coda fino a settembre.

Ecco gli appuntamenti dell’edizione 2007 del  «Gargano tra natura e cultura»:  

Lunedì 13 Agosto

ore 20.00 ‑ Auditorium F. Fiorentino, I.S.I.S.S. Mauro Del Giudice Inaugurazione della manifestazione Vincenzo Russo e Alfredo Ricucci presentano il volume “Diario di un giudice in vacanza” di Giuseppe Pellegrino. 

Venerdì 17 Agosto

ore 18.00 ‑ Convento dei Cappuccini di Rodi G.co Escursione

ore 18.30 Presentazione della riproduzione della tela «La Pentecoste» di Santa Picazio, presidente dell’Ar­cheoclub d’Italia, sede di Foggia

ore 21.30 ‑ Centro visite Via Varano

Serata Teatro «La forestiera» di Carmelo di Lella 

Lunedì 20 Agosto

ore 20.00 ‑ Hotel Villa Americana. Pittori e poeti di Capitanata Filippo Pirro presenta il volume «Itinerari 1997­-2006» dell’Associazione culturale «Lo Scrigno» di S. Severo 

Martedì 21 Agosto

ore 20.00 ‑ Centro visite Via Varano Carla D’Addetta e Teresa Maria Rauzino pre­sentano il volume «L’agonia feudale e la scalata dei galantuomini» di Leonarda Crisetti Grimaldi 

Mercoledì 22 Agosto

ore 20.00 ‑ Nuova sede del Conservatorio «U. Giordano» ‑ Contrada Telegrafo Quartetto del Conservatorio «Umberto Giordano»

Nell’intervallo «Pensieri di pace» di Maria Antonia Ferrante 

Venerdì 24 Agosto

ore 20.00 ‑ Centro visite Via Varano

Pietro Saggese presenta il volume “La povera vita» di Alfredo Petrucci, a cura di Francesco Giuliani 

Sabato 25 Agosto

ore 20.00‑ Auditorium F. Fiorentino, I.S.I.S.S. Mauro Del Giudice

Tavola Rotonda: “La scuola del Gargano per il territorio”. 

Interverranno: Carmine D’Anelli

Sindaco di Rodi Garganico

Carmine Stallone 

Presidente della Provincia di Foggia 

Giuseppe De Leonardis 

Assessore alle Politiche Educative ‑ Provincia di Foggia

Giuseppe d’Avolio

Dirigente ISIS.S.”Mauro dei Giudice”‑ Rodi G.co

Giuseppe De Cato

Dirigente I.S.I.S.S. «D. Fioritto» ‑ San Nicandro

Mario Melino

Dirigente Ufficio Scolastico Provinciale

Raffaele Cera

Dirigente scolastico

Alunni e classi impegnati in ricerche sul territorio 

Conduce: Pietro Saggese

Sarà gradita la partecipazione di tutti i sindaci e dei rappresentanti di tutte le scuole del Gargano. 

E … per continuare 

Martedì 4 settembre

ore 21.00 ‑ Largo Bovio Serata Teatro «Sganarello» di Molière Regia di Guglielmo Ferraiola, Teatro dei limoni 

Martedì 25 settembre «Libriamoci» ‑

manifestazione dedicata al libro e alla lettura.

postato da URIATINON alle ore 20:26 | link | commenti
categorie: eventi

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