Uriatinon

Vuoi seguirmi in un viaggio virtuale? Partendo dal Gargano, scoprirai tutta la Capitanata. In un mix tra cultura, tradizioni, microstorie dimenticate ...
martedì, 06 maggio 2008

A margine della sagra delle arance di Rodi Garganico

A margine della sagra delle arance con cui Rodi G.co ha reso omaggio sabato 3 alla sua Oasi Agrumaria, abbiamo recuperato un illuminante scritto di Terry Rauzino. Ve lo proponiamo con l’intento di contribuire ad assegnare il giusto valore a certe manifestazioni.

«Tempo fa RaiUno si è collegata con Rodi Garganico: una carrellata dal cuore dell’Oasi Agrumaria, alla riscoperta di profumi, sapori e cultura.

Un’attenzione che premia l’impegno di tutti coloro che stanno sostenendo fortemente, in collaborazione con Italia Nostra e il Parco Nazionale del Gargano, il recupero di questa storica realtà produttiva, curandone la promozione con convegni sull’agrumicoltura sostenibile e la creazione di originali percorsi turistici.

“A tavola con le arance”, slow food proposto per la prima volta in occasione della diretta televisiva, è un percorso dal gusto invitante, ricco del suadente profumo di zagare, e dei sapori freschi dell’arancia e del limone.

Se verrà riproposto, come raffinato menu, dai ristoratori non solo di Rodi, ma di tutta l’area protetta, meraviglierà il turista più disincantato, alla ricerca di proposte nuove, oltre la scontata offerta sole-mare-spiagge pulite.

Al pari dell’itinerario segreto “A passeggio tra gli agrumeti”, svela la vera identità del territorio rodiano, di cui i “giardini” sono un importante tassello.

Un percorso del gusto per rivivere, o far vivere per la prima volta, sensazioni antiche ormai dimenticate.

I nomi di Ciampa & Sons, De Felice, Ricucci, Ruggero, Del Giudice, Pacifico, Russo, Ognissanti, Gramigna, Carnevale, Giovannelli, oggi poco o niente ci dicono. Eppure, singolarmente o uniti nella “Società Agrumaria di Rodi”, erano “premiate ditte”, che partecipavano con successo alle fiere internazionali di Paris, London e New York già dalla fine dell’Ottocento.

Le suggestive, coloratissime locandine in inglese, con in primo piano procaci “bellezze al bagno”, raccolte oggi nel catalogo “Rodi for ever”, ne costituirono gli accattivanti “promo”.

I pubblicizzati limoni, arance e cedri, trasportati in Dalmazia e a Trieste da otto trabaccoli e da numerosi barconi, venivano smistati in Germania, Austria, Jugoslavia, Ungheria.

Nel 1870 Isidoro Tomas aprì un canale commerciale transoceanico con gli Stati Uniti d’America. Col succo dei limoni i Tomas e i Coston fabbricavano a Rodi il rinomato estratto di “poncio”, molto richiesto in Germania.

Gli oli essenziali erano ricercati dai profumieri per le loro fragranze. Ma ricostruiamo ancora una volta la storia dell’Oasi. Si racconta che Melo da Bari, quando incontrò i Normanni nella Basilica dell’Arcangelo Michele a Monte, per invogliarli alla conquista della Puglia, donò loro i “pomi citrini” del Gargano.

Fino al 1500 il “melangolo”, un arancio amaro, era l’unica qualità di agrume coltivata in Europa. L’arancio dolce introdotto in Portogallo nel 1520, fu impiantato sul Gargano alla fine del Seicento. Nel Settecento i “giardini” fecero la fortuna di Rodi: un continuo traffico commerciale vide impegnati gli abitanti con i Veneziani e gli Schiavoni, che vi approdavano ogni giorno a caricare vini, arance, limoni.

La piccola oasi produttiva di circa mille ettari, per gli avanzati metodi colturali adottati, rappresentò un perfetto modello d’arboricoltura intensiva: secondo Serafino Gatti, era il tesoro dei paesi della costa. Nel 1848 vi si coltivavano diverse specie di agrumi: Francesco La Martora ne elenca nove.

Tra le varietà di “Portogallo” ricorda l’Arancia acre e l’Arancia dolce; tra quelle di “Limone”, la Limoncella, il Limone dolce, il Bergamotto, la Lima di Spagna, il Barberino; tra quelle di “Cedro”, il Bulsino e il Belvedere.

I “giardini” producevano 100 milioni di frutti all’anno, circa 150mila quintali. Una vera e propria “divisione del lavoro” impegnava operai specializzati: dai raccoglitori ai ragazzini che, con “sporte” e “cuffine” trasportavano il prodotto al “muntone”, alle “scapatrici” che con i calibri (“ferritte”) separavano i frutti a seconda della pezzatura, alle “incartatrici” che, sulla filiera del “canalone”, prima di riporli nelle cassette di legno di faggio, avvolgevano gli agrumi in preziose veline, con i “logo” delle ditte.

Una confezione accurata che meravigliò i Savoia per la bella immagine che conferiva al prodotto. Il ministro Ponzio Vaglia nel 1905 si complimentò con la premiata ditta Ricucci che aveva inviato in dono alla famiglia reale i suoi fragranti e profumati frutti.

Quale futuro per la moderna Oasi Agrumaria?

Oggi si stanno rilanciando, con i “Presìdi”, i prodotti tipici, di cui le arance “durette”, le “bionde” e il limone “femminello” del Gargano, sono la punta di diamante.

Le aziende Ricucci, Saggese, Damiani, Budrago al “Salone del gusto” di Torino hanno riproposto gli agrumi negli incarti tradizionali, registrando un successo che non ha sorpreso chi da anni apprezza la qualità organolettica del loro prodotto biologico.

Interesse ha riscosso anche l’accurata trasformazione, di cui Fausta Munno è un’originale interprete, con il delicatissimo liquore di zagare e l’ambrosia d’arancio.

Gli agrumi garganici sono presenti sul mercato, oltre che nei mesi invernali, nel periodo estivo in cui le altre varietà, nazionali e internazionali, mancano.

E’ questa la carta vincente che potrebbe assicurare quote importanti di mercato e il giusto incentivo a chi deciderà di curare i “giardini”, quasi abbandonati, che occupano una superficie di 400 ettari.

Oggi, la rivalutazione delle produzioni agricole è legata alla tipicità e alla biodiversità. Il marchio IGP, importante traguardo per il “Consorzio di Tutela degli agrumi del Gargano”, ha contribuito a dare l’abbrivo al ripristino di una produttiva Oasi Agrumaria e al lancio di una qualificata occupazione giovanile nel settore.

La memoria degli “Splendori di un passato” non poteva essere perduta per la necessità di ritessere quel filo cosmopolita che, nei secoli scorsi, consentì alla popolazione di quest’area di portare per il mondo i suoi gustosi prodotti con originale fantasia promozionale e arditezza imprenditoriale!»

da www.puntodistella.it

postato da URIATINON alle ore 18:46 | link | commenti
categorie: identità, canti popolari, oasi agrumaria, la storia e la memoria
domenica, 04 maggio 2008

Una sagra in cui l’hanna fatta da padroni assoluti arance e limoni dell’Oasi Agrumaria  

SABATO 3 MAGGIO:

RODI RENDE OMAGGIO

ALLA PROPRIA RICCHEZZA

di PIERO GIANNINI

 

 

Dal pomeriggio del 3 maggio a sera inoltrata, vi hanno partecipato tutti: singoli privati e operatori turistici, imprenditori addetti ai lavori e scolaresche. Una festa di colori, suoni, giochi, profumi, balli, canti e danze (giovanissimi ballerini si sono esibiti in una sfrenata pizzica carpinese ossequiando le tradizioni dei padri).

 

 

 

Tra banchetti addobbati (uno allestito persino dal “glorioso” URIATINON… Cos’è? Scopritelo da soli, se siete capaci!) e imbanditi in concorrenza con tavolate da pranzo natalizio o matrimoniale e artisti di strada lanciati nelle loro funamboliche acrobazie, si sono sviluppati orgoglio e passione di chi ha voluto riportare agli antichi fasti, nelle loro più diversificate utilizzazioni, frutti che hanno colmato i mercati di mezza Europa osando perfino varcare gli oceani. Erano i primi anni del Novecento, certo, ma sono ritornati, o almeno stanno ritornando a farsi rispettare.

 

Le foto parlano da sole, ha suggerito con la solita modestia l’autrice (Terry Rauzino), che proprio per questo non ha voluto stendere un rigo di commento. E sono talmente tante che non abbiamo resistito a sceglierne una trentina e farne addirittura tre pagine da pubblicare su questo sito. Godetevele tutte! …

 

 

Dimenticavamo la consueta sollecitazione quando si tratta di… politici. LETTERINA - Esimio signor Carmine D’Anelli, sindaco di Rodi, cerchiamo di fare in modo che certe manifestazioni non si esauriscano per inedia. Non ci faccia dire altro, perché entrambi sappiamo (noi forse più di lei!), cosa s’intenda per inedia. Sono così ricche di fascino, turbamento, retaggio, malìa, magìa, che vedersele sfumare sotto gli occhi farebbe male al cuore. A buon intenditor… FINE DELLA LETTERINA

 

PIERO GIANNINI (su www.puntodistella.it )

 

 

L'intero album fotografico della sagra delle arance è visionabile sul blog di Terry Rauzino:

 

http://rauzino.spaces.live.com/

 

 

  

 


 


 


 


 


domenica, 27 aprile 2008

 


Sei in: Mondi medievali ® La memoria dimenticata. Microstorie

 

sito a cura di Teresa Maria Rauzino

AGGIORNAMENTO SITO MICROSTORIE MAGGIO 2008:


TERESA MARIA RAUZINO:
Quando a Peschici gli slavi ...erano di casa


VIAGGIO VIRTUALE PESCHICI-DUBROVNIK

ALLA SCOPERTA DELLE RADICI CROATE


ANTONIO VIGILANTE: La singolare storia di Donato Manduzio e degli ebrei garganici


LEONARDA CRISETTI: La formazione culturale ed umana di Pietro Giannone


LUCIA LOPRIORE, Ausculum nelle testimonianze epigrafiche


LABORATORIO STORICO ISTITUTO SUPERIORE "MAURO DEL GIUDICE", Il Convento di Rodi Garganico racconta un'antica storia...


ULTIMISSIME


DICONO DI NOI SU PUNTO DI STELLA


RECENSIONE ATTACCO



PIERO GIANNINI, KALENA, IN ATTESA DI UN RAGGIO CHE ILLUMINI LE MENTI


IL POWER POINT "KALENA, LUOGO DEL CUORE", COMMENTATO DA PIERO GIANNINI E' SCARICABILE QUI.







L'abbazia di Kàlena in agro di Peschici in una suggestiva immagine di Romano Conversano




Il sito web è collegato a
STORIA MEDIEVALE DAI CASTELLI AI MONSTRA, iniziativa culturale e didattica a cura del prof. RAFFAELE LICINIO (ordinario di Storia medievale nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bari).

Webmaster/Editore:
prof.ssa TERESA MARIA RAUZINO

mercoledì, 23 aprile 2008

Vieste - SAN GIORGIO 2008 IMMAGINI DI UNA FESTA

[VIDEO WWW.ONDARADIO.INFO]

PDF Stampa E-mail
mercoledì 23 aprile 2008

Image 

Le immagini della processione a Vieste per la Festa Patronale di San Giorgio: dalla benedizione della statua da parte del Vescovo D'Ambrosio, allo snodarsi della processione dalla Cattedrale alle stradine del centro storico fino a Piazza del Fosso ed il corso principale.


La tradizionale corsa dei cavalli [VIDEO]
mercoledì 23 aprile 2008
Il vincitore è stato Gianmichele Ciuffreda in sella a "Made in Italy", purosangue inglese di 8 anni. Al secondo posto si è piazzato Antonio Tavaglione, in sella a "Rito Apotropaico", purosangue inglese di 4 anni. Terzo gradino del podio per Pietro Iaconeta su "Tienemente", purosangue inglese di 7 anni.
postato da URIATINON alle ore 15:21 | link | commenti
categorie: feste patronali
domenica, 20 aprile 2008

E' il nuovo cd del gruppo “Tarantella del Gargano”

 

Sbarca sul web “E llarjulà

 

di TERESA MARIA RAUZINO

 

 

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«Siamo i diavoli alle chitarre; quelli svegli fino al mattino. Siamo "gli angeli che ballano intorno"; la musica che nasce nei paesi. Siamo l'eco delle piazze. Siamo i ragazzi con cui hai suonato a Scapoli, le ragazze che hai baciato a Carpino. Siamo la gioia che hai vissuto a Melpignano, le birre che hai bevuto a Bergolo. Siamo quelli che amano "questa donna", che hanno costruito giardini con "ori fini e acqua sorgentiva". Siamo quelli a cui da piccola hai rubato il cuore, quelli che non ti hanno mai detto una "parola a mmale". Siamo quelli che se non ti volevano bene non sarebbero venuti a cantarti. Siamo i cinque che con lo zoppo Fraccacchione sono andati a rubare le pere. Siamo gli "amanti ritornati", quelli per cui suonano le campane. Siamo le due zitelle che ballano. Siamo quelli mozzicati dalla Taranta. Siamo la “Tarantella del Gargano”.

Si presentano così, nel loro spazio web   www.myspace.com/capitannemo, rivendicando fortemente e orgogliosamente la loro identità (Sime de Monte e tenime la chepa toste! ), i componenti del gruppo di musica popolare “Tarantella del Gargano”.

Sono Matteo Rignanese alias capitan Nemo (canto e chitarra);  Pinuccio Ciliberti detto a cavaripa (canto). Ci sono anche “quei pazzi dei Sud Folk”: Angela Bisceglia (voce). Bernardo Bisceglia (mandola e voce); Peppe di Iasio (chitarra a basso e voce);  Michele Cotugno (chitarra battente);  Domenico Prencipe (chitarra acustica); Michelino Bisceglia (tammorra); Ilaria Rignanese (ballerina); Valeria Totaro (ballerina); Veronica Granatiero (ballerina); Michele Sacco (ballerino).

Sul sito è possibile ascoltare (e scaricare free) 4 brani (“Tarantella di Monte”, “L’aria dli Muntanere”, “Montanara li Strusce”, “Aprile e nun Aprile”) tratti da “e llarjulà”, un cd di nuova uscita del gruppo.

 

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Interessante, nei post del blog, un intervento del leader Matteo Rignanese che, utilizzando il nick name Kudos, spiega ai blogger che “La Tarantella del Gargano non esiste”:

«Fino a qualche tempo fa ero fermamente convinto dell’esistenza di questo brano magico la cui scrittura si perde nel tempo (andate a dare un occhio al "Cantico dei Cantici"). La mia certezza derivava dall’aver ascoltato di persona la sua esecuzione, dall’ averne interpretato i versi nelle occasioni più disparate, dall’aver comprato almeno una decina di dischi in cui è stato inciso con interpretazioni  che vanno dal folk al  jazz, passando per  la musica sperimentale e chi più ne ha più ne metta. Per capirci sto parlando del brano in cui un giovanotto si interroga su "come fare per amare questa donna" e gli viene in mente di costruire un giardino.

Da bravo Garganico sono fiero ed orgoglioso che un brano così ipnotico ed affascinante rappresenti la mia terra e quindi anche me. Il punto è che questo brano non si chiama "Tarantella del Gargano", e sul Gargano di tarantella non ce n’è soltanto una. La "Tarantella suonata alla Montanara" (ovvero "così come si suona a Monte Sant’Angelo) successivamente intitolata "alla Montanara" o più semplicemente "Montanara", e sempre più spesso chiamata "tarantella del Gargano"  è uno dei tre stili di tarantella della città di Carpino; un modo di suonare, la decisione di un musicista di "interpretare"  la tarantella  su cui  tessere i propri versi (una volta improvvisati, oggi rigorosamente fedeli a quanto tramandato dal passato). Su questo stilema esistono innumerevoli versi, alcuni strutturati in canzone vera e propria (di cui la più famosa appunto quella della bella figliola e del giardino), altri estemporanei,  tutti strutturati in endecasillabi.

Così come pure di Stili si tratta quando si parla delle altre Tarantelle suonate a Carpino: La Viestesana (Vieste), particolarissima per una digressione dalla tonalità maggiore a quella minore che avviene improvvisa per 2/4 di battuta; la Rodianella (Rodi Garganico), quanto di più gioioso la musica possa rappresentare. A queste bisogna aggiungere quanto si è conservato negli altri paesi: la tarantella di Sannicandro, li strusce di Monte S. Angelo etc.etc.

In un contesto così vasto ricco di sfumature è senz’altro fuori luogo parlare di Tarantella del Gargano; al massimo si può parlare di "Tarantelle del Gargano".

A fare i pignoli poi ci sarebbe da sottolineare che il Gargano con le tarante non ha un granchè a che fare. Quelle che si eseguono e che si continua a tramandare sono delle serenate; a morsi e pizzichi, ragni e tarante (a parte due soli versi della tarantella di Monte Sant’Angelo che fanno riferimento a due ragazze senza marito che il cantore invita a lasciar ballare) non si fa riferimento in nessun verso. Sono tutti versi d’amore, al massimo di sdegno quando non sono canti religiosi.

Sì son d’accordo con voi che poco importa se "nel blu dipinto di blu" sia conosciuta in tutto il mondo come "volare", la sua bellezza resta immutata. Ma così come non esiste "volare" non esiste la "tarantella del Gargano". Anche se tutti continueranno a chiederci di suonarla, e noi non avremo nessun dubbio su cosa suonare! Forza Monte!».

 

 

INFO: www.myspace.com/capitannemo

chicome@hotmail.com

 

IMMAGINI:  

 

http://www.slide.com/r/WIsmp2WTtT85cjY6SglNinkv0_KE-YDp?cy=ms&view=large

 

http://www.slide.com/r/dmuoPCAz3D-ZRbIH3YXSpRetABUcGXUf?cy=ms&view=large

 

 

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categorie: gli artisti, le feste, identità, canti popolari, suonatori e cantatori di carpino
lunedì, 14 aprile 2008

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categorie: gargano nuovo
giovedì, 10 aprile 2008

L’abbazia di Kàlena dimenticata

nei programmi elettorali di 4 liste su 5 di Peschici!

 

TERESA MARIA RAUZINO

 


 

 

                    L'abbazia di Kàlena  in una suggestiva immagine di Romano Conversano

  

Ultime battute di una campagna elettorale accesa e partecipata, quella delle comunali di Peschici, con ben 5 liste in campo. 

Abbiamo seguito qualche presentazione, abbiamo letto i programmi.

Quali le novità?

Una maggiore consapevolezza, dopo il rovinoso incendio del 24 luglio 2007, dell’importanza del bosco e della natura, percepiti finalmente come valore aggiunto da preservare e da ricostituire ex novo.

Finalmente sentiamo parlare di revisione del Piano di Emergenza Comunale, con nomina di una commissione permanente e di coordinamento generale per la gestione delle emergenze (incendi, alluvioni, terremoti, etc.), prove di evacuazione e di primo intervento, organizzazione di squadre di volontariato, catasto delle aree percorse dal fuoco (ma non era da fare subito dopo il 24 luglio?).

Un’attenzione, finalmente,  all’assetto idrogeologico dopo le alluvioni sempre più frequenti negli ultimi due anni e che hanno devastato la Piana di Kàlena, il vicino arenile e alcuni campeggi nella Baia di Manaccora a  5 km. da Peschici.

In quasi tutti i programmi, per la prima volta, sentiamo parlare di recupero del centro storico, di ripristino di elementi caratterizzanti le antiche tipologie costruttive come le cupole (grazie Punto di stella, per aver sensibilizzato i peschiciani sulla loro suggestiva valenza!).

Sentiamo parlare di valorizzazione dell’artigianato, del costume, dell’enogastronomia e del folklore locali. Di nascita e incentivazione di associazioni culturali (meno male, dopo anni di dimenticanza!)

Ma c’è di più: troviamo cenni alla realizzazione del PUG (Piano Urbanistico Generale), che dovrebbe sostituire un famigerato piano di fabbricazione che ha dato stura a tutti gli abusivismi possibili e immaginabili fin dal 1975.

Passiamo al Turismo. Non più il turismo “mordi e fuggi” made in Peschici dell’ultimo trentennio: si pensa a un nuovo marketing, per un turismo che sappia diversificarsi e destagionalizzarsi in modo da intercettare vari target di clientela che pongono domande diverse di ricettività, di svago e tempo libero, come ad esempio: centri benessere, strutture per anziani, gite scolastiche, soggiorni agro forestali, trekking a piedi su percorsi segnalati da cartelli stradali, piantine topografiche, guide turistiche.  

Urge, certo la ricerca di nuove forme pubblicitarie del territorio, da attuare insieme a vari  Enti, riqualificando l’attuale Ufficio Turistico con l’ individuazione di personale specializzato per l’accoglienza e l’informazione turistica.

Si ventila la possibilità di incentivare lo svolgimento di convegni durante la bassa stagione, ma soprattutto si comincia a capire (il Salento docet) che urge, al di là dei deleteri campanilismi, promuovere un “SISTEMA GARGANO” attraverso il confronto e il dialogo tra gli operatori turistici e le varie istituzioni del territorio, con la creazione di eventi integrati e non concorrenziali l’uno con l’altro. Un ingente spreco di risorse ( soprattutto pubbliche) che non possiamo più permetterci!.

In qualche programma si parla di cambiamento di mentalità: urge inculcare non solo negli operatori turistici, ma anche nella popolazione tutta, la cultura dell’ospitalità e dei servizi d’interesse generale, visto che il paese, a forte vocazione internazionale, è luogo di interscambio culturale e sociale. Saper accogliere i “gentili ospiti” in ogni mese dell’anno, e non solo in estate, è fondamentale per la fideizzazione del cliente più di qualsiasi strategia di marketing. E’ stato questo, d’altronde, il vero “punto di forza” del turismo di qualità degli anni cinquanta/sessanta: Peschici veniva allora scelta come “luogo da vivere” da artisti ed intellettuali di fama nazionale come Alfredo Bortoluzzi, Manlio Guberti, Romano Conversano, Francesco Rosso, solo per ricordare qualche nome.

Una cosa non ci è affatto piaciuta: vedere l’Ente Parco Nazionale del Gargano, ancora una volta, considerato come “camicia di forza” da cui liberarsi o da restringere a seconda della convenienza. Non ci piace la  proposta, che qualcuno fa, di revisionare l’attuale perimetrazione del Parco e di eliminare le norme restrittive: raccolta funghi, legnatico e soprattutto attività venatorie.

Si sa, Peschici,  è un paese di accaniti cacciatori. Strizzare loro un occhio in campagna elettorale, adducendo nobili intenti di “conservazione della natura”,  è strategia opportunistica deleteria. Il Parco del Gargano è una ricchezza anche per la sua avifauna: perché svenderla per qualche voto in più?

Infine, un forte appunto critico. Lo rivolgiamo a quattro candidati sindaci su cinque.

Possibile che 10 anni di “lotta continua” del Centro Studi Martella  per il restauro e la restituzione dell’abbazia di Kàlena alla fruizione pubblica non siano serviti ancora a  sensibilizzarvi sull’importanza della posta in gioco per il futuro turistico di Peschici?

Possibile che solo una lista su cinque ne abbia fatto un punto di forza del proprio programma?

Perché gli altri se ne sono dimenticati?

Ripartire dalla risorsa “cultura”, da un monumento importante come un’abbazia benedettina risalente all’anno 872 d.C,  creerebbe quel turismo culturale tanto auspicato e mai realizzato a Peschici.

Perché non provarci ora, visto che la “risorsa natura” è andata in fumo e il sole e il mare non soddisfano più nessuno?

 

 

FONTE: www.puntodistella.it

 


 

Analisi di una campagna elettorale agli sgoccioli

 

PIERO GIANNINI

 

 

 

Amministrative - Provincia di Foggia: cinque candidati-presidente.

Comune di Peschici: cinque candidati-sindaco.

Che spreco! Un’equazione insostenibile: decine e decine di migliaia di elettori in Terra di Capitanata contro un paio di migliaia nella cittadina garganica (ex “perla” ormai), identico numero di aspiranti primi amministratori. Un rapporto… sproporzionato! Vorremmo tanto comprenderne le ragioni. Desiderio dilagante e culturalmente diversificato di risolvere problemi sempre più pressanti o voglia di protagonismo? Presunzione di essere i soli, gli unici, ad affrontare una situazione che si va deteriorando e facendo sempre più pericolosa o incapacità a unificare le forze, spregiando il vecchio detto “uniti si vince”? Ignoranza di ciò che li attende o fame di poltrone?

Potremmo divertirci in dicotomie fino alla fine dei secoli e non fino al termine di questa tornata elettorale perché fra un po’, al massimo cinque anni, si ritornerà sul medesimo argomento, ma non lo facciamo perché la Patria ha bisogno di carità. E rispetto. Sì, rispetto, in quanto l’abbondanza di candidati è mancanza di rispetto nei confronti della più comune e ordinaria intelligenza.

Ne abbiamo ascoltate di belle, durante i vari comizi che si sono tenuti.

 Ah, già, una piccola parentesi va aperta per non dimenticarla nella confusione che ci stanno propinando. Parentesi: la battaglia elettorale, come è stata impostata, ci ha fatto tornare indietro di cinquant’anni e oltre, quando si annunciavano orari degli incontri con la popolazione e nomi dei comizianti attraverso un bell’altoparlante piazzato sulla “topolino” di turno che sventagliava nelle strade del centro abitato la grande notizia. Chiusa parentesi.

Ne abbiamo ascoltate, dicevamo. A chi salutava ogni cinque minuti il patrono (forse sarebbe meglio giocare coi fanti e lasciare in pace i santi) faceva eco la reiterata umiltà della citazione sulle personali origini. A chi dichiarava, imprudentemente, molto imprudentemente, di non sapere né leggere né scrivere seminando nelle menti dell’uditorio dubbi e sospetti atroci, ha fatto “pendant” la falsa modestia del salvatore della patria (questa volta con la “p” minuscola).

Un elemento positivo, però, è scaturito dalla disordinata massa di parole che ci sono state lanciate addosso: la voglia di leggerne i programmi. Lo abbiamo fatto, anche per offrire un servizio ai frequentatori del nostro sito “Punto di stella”. Ebbene, in uno solamente abbiamo trovato la citazione propositiva di occuparsi della più annosa questione che pencoli sulle teste di quella fetta di popolo (ben risicata) che sappia come si combattono e si polverizzino certe situazioni scabrose. Parliamo dell’Abazia di Càlena e del turismo legato alla storia, per tacere arte e religiosità.

Ben venga tale ricordo in un programma elettorale (uno su cinque, però, anzi quattro, e diremo subito perché), ma solo in due (su cinque, anzi quattro, e diremo subito perché) si sono preoccupati di inserire l’eliminazione della vergogna più oltraggiosa che possa imbrattare una classe politica: l’assenza di una sede scolastica! E poi ci lamentiamo se i giovani “espatriano”. Ma se li abituiamo noi, sin da piccoli o da adolescenti, ad andarsene in giro per il Gargano a frequentare scuole e istituti di altri centri viciniori!

Perché quattro! E’ presto detto: quando abbiamo chiesto agli interessati di recapitarci i loro programmi per assolvere a una pratica informativa di rete, in quattro hanno aderito, il quinto prima ha traccheggiato poi ci ha fatto pervenire una lettera in cui testualmente si legge: “… avremo modo di incontrarci dopo il successo elettorale (quanta arroganza, ndr) per programmare con voi e per voi il futuro del nostro paese”.

Rifiutiamo di inoltrarci in un qualsivoglia commento! Chi sa leggere, legga. E impari come si fanno le campagne elettorali, altro che Obama e Hillary! Ma noi vogliamo bene a tutti, a tutti quelli che non sanno che in vetta alle nostre priorità affettive c’è solo una serie di binomi: Peschici e la sua storia, Peschici e i suoi “vecchi fusti”, Peschici e il suo idioma, Peschici e i suoi “grandi vecchi”, Peschici e la sua violentata architettura, Peschici e la sua prostituita vocazione, Peschici e i suoi velieri con le vele decorate a mano dal pittore Bortoluzzi (mai salpati verso l’ecoturismo), Peschici e… la tangenziale su cui l’hanno precipitata come una vecchia puttana, Peschici “quartiere” di una città che si chiama “Gargano”.

 

 

FONTE: www.puntodistella.it

 

 

 


postato da URIATINON alle ore 23:46 | link | commenti
categorie: editoriali, identità, reportage dal gargano, salviamo kalena, piero giannini, giornali garganici
martedì, 08 aprile 2008

 

A Poggio Imperiale Terra Nostra”, una nuova associazione culturale fondata da Gianni Saitto

 

                                         di  Teresa Maria Rauzino

 

 

Forse non tutti sanno che Poggio Imperiale, probabilmente unico paese in Italia, ha anche un secondo nome. Infatti, esso è denominato “Tarranov”, sia dai poggioimperialesi che dai cittadini dei paesi limitrofi; da qui l’attributo “terranovesi” ai suoi abitanti. Un soprannome attribuibile al gergo dialettale dei primi “tarnuis”, i quali definivano Terra Nova  il centro abitato di recente fondazione. La valorizzazione dell’identità, della cultura e delle tradizioni popolari sono stati i motivi fondamentali che hanno spinto, in questi anni, il ricercatore Giovanni Saitto a indagare a tutto campo la storia della sua città, offrendoci tanti bei volumi dedicati al suo territorio.

Da qualche tempo, precisamente dal 30 agosto 2007,  con un gruppo di amici, Saitto ha costituito “Terra Nostra Onlus”, un'associazione culturale con sede a Poggio Imperiale (FG), in Via Focarete N° 10. L’organigramma vede lo stesso Giovanni Saitto come presidente; vicepresidente: Roberto Frasca; segretario e cassiere: Simone Bubici; consiglieri: Luigi Buccino, Michele Simonelli, Remo Tortorella, Nazario Zangardi.

Il sodalizio si pone come obiettivo primario quello di effettuare interventi di solidarietà ed assistenza a favore di bambini e famiglie meno abbienti. Ma il suo intento più qualificante  è di adoperarsi per la promozione di attività culturali, sportive e ricreative, per la tutela e valorizzazione i beni culturali ambientali, archeologici e artistici di Poggio Imperiale e del suo territorio.

Un popolo senza storia – scrive Gianni Saitto nel sito web dell’associazione - è  come un albero senza radici: è destinato a morire! Solo attraverso una riscoperta delle radici si può sperare in una rinascita della comunità.

Per custodire e tramandare la storia di Poggio Imperiale, è quindi intento di “Terra Nostra Onlus” promuovere e rinvigorire la cultura e le tradizioni popolari attraverso convegni, spettacoli e momenti di aggregazione. Numerose le iniziative culturali promosse dalla neonata Associazione in questo primo anno sociale: ricordiamo un pellegrinaggio a Monte Sant’Angelo e San Giovanni  Rotondo; una gita a Napoli per visitare il Duomo e San Gregorio Armeno, la via dei presepi; il falò dell'Immacolata la sera del 7 dicembre; il Presepe vivente, i cui proventi sono stati devoluti  per un delicato intervento chirurgico a un piccolo bulgaro residente a Poggio Imperiale; l’allestimento di un carro allegorico in occasione del Carnevale Terranovese.

Di imminente realizzazione, un convegno di Storia Patria: venerdì 18 aprile p. v. alle ore 11,00 si terrà, un incontro di studio sul tema: "Poggio Imperiale tra Neolitico e storia moderna". Interverranno l’archeologa Anna Maria Tunzi (che terrà una relazione dal titolo “Lo straordinario insediamento neolitico di Poggio Imperiale”); la prof.ssa Antonietta Zangardi (parlerà de “ I documenti della storia di Poggio Imperiale”) e naturalmente Giovanni Saitto ( illustrerà la storia de “La prima colonia albanese di Poggio Imperiale”.

Ma non finisce qui.

La manifestazione più caratterizzante di “Terra nostra” sarà un annuale “Premio Nazionale Spiga d'Oro Poggio Imperiale (FG)”, a carattere turistico-culturale, che si svolgerà quest’anno dal 13 al 15/06/2008. Un omaggio a personaggi dello sport, dello spettacolo e della cultura che si sono distinti a livello nazionale e locale.

Vi anticipiamo il programma della serata del 14 giugno, che vedrà la presenza a Poggio Imperiale (a Piazza Imperiale, ore 21.00) di Franco Dani, interprete indimenticato di migliaia di fotoromanzi degli anni settanta-ottanta;  di Antonella Bevilacqua, campionessa olimpionica di salto in alto; di Pino Campagna, comico di Zelig.

Chiuderà la serata la cantante Anna Tatangelo, reduce dal II posto al Festival di Sanremo.  L’artista, oltre a ricevere il prestigioso riconoscimento della “Spiga d'Oro”, nel corso della manifestazione canterà alcune delle sue canzoni più belle.

 

 

PROGRAMMA del 14 giugno 2008

 

ORE 21,00 - Inizio della manifestazione con l'intro del gruppo "I Camisa Negra"