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http://rauzino.files.wordpress.com/2009/10/gargano-nuovo-ottobre-2009.pdf
Buona Lettura!
La Redazione
Dopo le vicende calabresi, è ora la Puglia, nello specifico il Gargano, a chiedere lumi circa la presunta presenza di navi affondate in circostanze fosche e misteriose a largo del promontorio.
L'iniziativa è nata a seguito dell’inchiesta “Un cimitero di navi inquinanti tra il Gargano e le Isole Tremiti”, pubblicata sulla rivista LEFT ’08 del 23 febbraio 2007 dal giornalista Gianni Lannes, oggetto di una interrogazione parlamentare ai Ministri dell’interno, della salute, dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare e del senatore Francesco Ferrante.
A muovere le acque, è il caso di dire, la nuova grande ed energica realtà dell'"Associazionismo Attivo del Gargano", che ha voluto organizzare, per il 28 ottobre 2009 a San Nicandro Garganico, un convegno dal titolo: “Le navi affondate al largo del Gargano. Quali risposte istituzionali a tutela della salute pubblica dei garganici?”.
Tra i promotori dell'iniziativa, il Centro Studi Martella, Rimboschiamo Peschici, Punto di Stella, Carpino Folk Festival, Argod, Anapie, Giacche Verdi, Circolo Giulio Ricci, Centro Studi Paglicci, Legambiente S. Nicandro, Legambiente S. Giovanni, Legambiente Manfredonia, Legambiente Festambiente sud, Arci Nuova Gestione Monte Sant’ Angelo, Arci San Marco in Lamis, Obiettivo Gargano, Io Sono Garganico, A.Ge. Vico del Gargano, Artrabuc, Uriatinon, Venti del Sud, Cambio Rotta.
Durante il convegno, per cui è prevista la partecipazione di alte cariche istituzionali e di nutrite frange della società civile dei centri garganici, si cercherà di approfondire il discorso sulle navi affondate lungo il tratto di mare compreso tra Gargano, Isole Tremiti e Isola di Pianosa.
Data l'importanza dell'argomento ai fini della pubblica incolumità, l'A.A.G. ha deciso di renderlo pubblico, sponsorizzando la massima partecipazione dei cittadini di tutto il Gargano.
Il convegno avrà luogo mercoledì 28 ottobre alle ore 18:00, presso Palazzo Fioritto , nella Terravecchia di San Nicandro Garganico.
Matteo Vocale
http://www.sannicandro.org/notizie/Ambiente/85-cimitero-di-navi-sommerse-a-largo-del-gargano
Associazione Ideale
OSSERVATORIO TORRE DI BELLOLUOGO
nel Comune di Sannicola (Le) Sabato 26 settembre 2009 (dalle ore 10) Terza occupazione simbolica della Chiesa bizantina di San Salvatore, nel territorio Comune di Sannicola (Le), per invocare la salvezza della Chiesa bizantina di San Salvatore, nel Comune di Sannicola (Le), quale atto simbolico di partecipazione alle "Giornate Europee del Patrimonio - 2009"
Particolare degli affreschi superstiti della Chiesa di San Salvatore - Sannicola (Le) (Foto: Archivio dell'Osservatorio Torre di Belloluogo) SALPANDO PER BISANZIO ancora una volta... Per San Salvatore APPELLO della Prof. Carla De Nunzio - Presidente dell'Osservatorio Torre di Belloluogo San Salvatore: non solo pietre, non rudere, non bene materiale in rovina ma testimonianza inestimabile di Arte, Cultura, Fede, Storia: in una parola di Civiltà. Tesoro dello Spirito e Monumento dell’Intelletto che resiste all’inclemenza del tempo ed alla negligenza degli uomini. Prof.ssa Carla De Nunzio – Presidente dell’Associazione Ideale "Osservatorio Torre di Belloluogo" Sabato 27 settembre 2008: la bandiera dell'Europa ed il Tricolore Italiano, insieme ad un drappo bianco, sventolano sull'abside della Chiesa bizantina di San Salvatore. (Foto: Archivio dell'Osservatorio Torre di Belloluogo) 

“Dossier San Salvatore”
L'Associazione Ideale “Osservatorio Torre di Belloluogo” si batte dal
La Chiesa bizantina di San Salvatore nel Comune di Sannicola (Le), a dispetto ed a spregio delle leggi con cui lo Stato Italiano difende e tutela i Beni Culturali ed il Paesaggio, dei vincoli posti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dagli Organi periferici dello stesso Ministero (Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia; Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia; Soprintendenza per i Beni Architettonici, per il Paesaggio, per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico per le province di Lecce, Brindisi, Taranto) e delle normative regionali, provinciali e comunali, versa ed è ridotta nelle più ignobili e disastrose condizioni di abbandono e di incuria, per colpa principalmente del privato proprietario, ma anche di tutti coloro che da lungo tempo avrebbero già potuto e dovuto intervenire, almeno per fermare lo scempio e la cancellazione totale del Bene culturale.
L'iniziativa intrapresa dall'Osservatorio Torre di Belloluogo di denuncia e di sensibilizzazione è volta alla salvaguardia e alla salvezza del Patrimonio del Salento Bizantino, è stata intitolata sin dall'inizio “Salpando per Bisanzio" (1996) e si è rivolta tanto alla Chiesa bizantina di San Mauro quanto a quel Monumento che è il suo “gemello”, qual è
Salvato il primo Monumento, San Mauro, dopo intensissime ed ininterrotte battaglie culturali e civili condotte senza respiro dall'Osservatorio Torre di Belloluogo, e dopo l'inesausta e battagliera opera di volontariato culturale riposta negli anni anche verso il Monumento vicino della Chiesa di S. Pietro dei Samari (ricadente, nel territorio del Comune di Gallipoli), l'Associazione Ideale “Osservatorio Torre di Belloluogo” continua tenacemente e con passione la sua azione d'impegno culturale e civile verso la derelitta Chiesa bizantina di San Salvatore, ormai prossima alla definitiva scomparsa, vista la sua situazione gravemente compromessa dal punto di vista statico.
Ciò non bastando, un altro e ben peggiore nemico si appressa al Monumento, rischiando di cancellarne per sempre la sua residua sopravvivenza e deturpando in modo inarrestabile il residuo fascino sopravvissuto fino ad ora da quasi un millennio. La grave insidia è rappresentata dalla distruzione dell'ambiente e del paesaggio che circonda
Da dodici mesi, esattamente dal 27 settembre 2008 (sempre in occasione delle "Giornate Europee del Patrimonio"), l'Osservatorio Torre di Belloluogo ha dato vita all'iniziativa “Per San Salvatore”, che è la prosecuzione dell'impegno iniziato nel 1996, ed infatti si è voluta intitolare: “Salpando per Bisanzio... ancora una volta”.
L'appello “Per San Salvatore – Per la salvezza della Chiesa bizantina di San Salvatore in Sannicola (Le)”, a partire da quella data, è stato già rivolto all'attenzione del Sen. Sandro Bondi, Ministro per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana, e, di seguito, a tutte le Autorità che istituzionalmente si occupano del Patrimonio Culturale dell'Italia, della Puglia, del Salento, fino all'Amministrazione Comunale di Sannicola.
Con la presentazione del corposo “Dossier San Salvatore” (16 novembre 2008), l'Osservatorio Torre di Belloluogo ha messo a confronto alcuni documenti ufficiali pubblicati e consultabili sui siti web istituzionali degli enti che li hanno approvati e deliberati, cioè di quegli enti locali territoriali che hanno preso in considerazione – per ragioni d'ufficio – il sito in cui insiste
Da tale consultazione sono emerse le contraddizioni e le inesattezze persino nell'attribuzione dei confini comunali degli attigui Comuni di Sannicola e Gallipoli. Soprattutto, la consultazione dei documenti ufficiali ha messo in luce e svelato il fatto, assurdo e grave, che della Chiesa bizantina di San Salvatore in Sannicola (Provincia di Lecce) nessuno di quei documenti ne parla, e quindi, di conseguenza, è come se questo prezioso Monumento non esista, nemmeno sulla carta.
Beniamino Piemontese
coordinatore dell'Osservatorio Torre di Belloluogo
Lecce, 22 settembre 2009
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OSSERVATORIO TORRE DI BELLOLUOGO
E' on line il numero di agosto-settembre de "Il gargano nuovo", mensile di cultura e informazione del Gargano.
http://files.splinder.com/8b341e9ccd4480895883d1fd496189cf.pdf
Buona lettura!
LA REDAZIONE
Poche città italiane hanno un vissuto storico ebraico come Trani. Maestri e dottori della Legge tranesi hanno affermato principii giuridici e normativi di grande attualità. Oggi a Trani rivive la comunità israelitica e la città è capofila della Giornata Europea della Cultura Ebraica 2009.
La Sinagoga Scolanova risplende di magnifiche Tavole della Legge, un grazioso matroneo e una splendida parochet grazie a correligionari tripolini che hanno "adottato" la piccola comunità tranese. Quando il Mediterraneo unisce.
“In due giorni di viaggio arrivai a Trani, situata in riva del mare; grazie alla comodità del suo porto, Trani è luogo di raccolta dei pellegrini diretti a Gerusalemme; è una città grande e bella, abitata da circa 200 ebrei con a capo rabbi Eliah, rabbi Nathan il commentatore e rabbi Yaaqov”.
Questi appunti annotava nel suo diario di viaggio il grande chacham Beniamin da Tudela giunto a Trani nel 1165.
Parole che danno l’idea di una città niente affatto sconosciuta al viandante ebreo.
È vero, il Chacham cita i pellegrini diretti a Gerusalemme e si riferisce a non ebrei in viaggio verso la terra d’Israele scarnificata della sua ebraicità, contesa tra Bizantini, Arabi e Turchi capaci di sgozzarsi tra di loro ma uniti nel profanare il luogo del Tempio di Gerusalemme diventata terra di saccheggi e guerre sanguinose in nome di non meglio specificati scopi religiosi.
La maggior parte del popolo ebraico era dispersa nella Golà,
“Date a Cesare quel che è di Cesare” altro non è che la rielaborazione greca nei vangeli dell’ebraico “Dinà hamalkut dinà” (la legge del sovrano è legge).
A Trani confluirono ben 6 diaspore; degli Ebrei d’Israele fatti schiavi da Tito nel 70 dell’era volgare, degli Ebrei di Venosa cacciati dai Saraceni nel IX sec., degli Ebrei in fuga dalla Spagna islamica degli Almohadi, degli Ebrei scampati al furore antiebraico della crociata tedesca di Worms e Magonza del 1096, di quelli in fuga da Bari distrutta nel 1156 da Guglielmo I il Malo, di quelli espulsi dalla Francia di re Filippo Augusto e giunti a Trani verso il 1182.
Grazie alla concessione degli Svevi nel 1155 gli Ebrei tranesi vivevano a pochi passi dal porto e dalla cattedrale nella Giudecca, parola di origine incerta; chi la intende in senso dispregiativo di “giudaica” (ossia di Giuda, l’apostolo traditore), chi come i veneziani (di casa a Trani a partire dal 1496) nel senso dialettale veneto di “giudecà”, i passati in giudizio.
Non è un mistero che il porto di Trani fosse a quell’epoca molto più incavato nella città e che dalla via che porta alla chiesa di Ognissanti si accedeva a un diaframma urbano tuttora conosciuto come
Un intero quartiere di vicoli e cortili a diversi piani con le terrazze contigue, praticamente l’una attaccata all’altra.
Sembra che con tale stratagemma Trani scampò agli assedi saraceni; i tranesi avevano una facile via di fuga sulle terrazze.
Federico II di Svevia (1194–1250) tuonava dicendo “fuggite dai tranesi di sangue ebraico” ma cedeva loro il monopolio della seta grezza sottraendoli a vessazioni civili ed ecclesiastiche; inoltre amava circondarsi di medici e sapienti ebrei e suo figlio Manfredi parlava l’ebraico.
Ma gli Ebrei tranesi si distinguevano anche nella colorazione dei tessuti e della lana, nella sartoria di classe e, non ultimo, nel diritto marittimo.
Basti pensare che nel 1063 furono redatti a Trani gli Statuti Marittimi (tuttora internazionalmente validi) e, accanto al console cristiano Nicola de Roggero, gli altri due consoli firmatari erano gli ebrei Simone de Brado e Angelo de Bramo.
Ogni tanto qualcuno usciva di senno e inventava accuse di usura; eppure senza prestito monetario con gli interessi non esisterebbe il commercio e ciò ai cristiani era vietato.
Gli Ebrei tranesi non solo sapevano gestire alla perfezione il denaro alla luce di innumerevoli regole talmudiche ma conoscevano l’arte della concorrenza; sarà anche per questo che, allo scopo di contrastare i potentati bancari su Trani e anche “ringraziare” i veneziani della protezione loro accordata, gli ebrei applicarono tassi di interesse notevolmente inferiori a quelli dei banchieri toscani, genovesi e della Serenissima.
“Fuochi” (famiglie) ebraici ce n’erano a Bisceglie e Andria, giusto per rimanere nei dintorni. A Barletta una piccola ma ben organizzata comunità ebraica risiedeva a ridosso del quartiere greco, tra l’attuale via Romania e via del Cambio (oggi Corso Cavour) o, secondo altre fonti, a ridosso dell’attuale Piazza Plebiscito.
Credo di aver scoperto i resti dell’antica sinagoga barlettana ma dovrei disturbare diverse famiglie del quartiere di S. Andrea per averne conferma.
A Trani c’era un “pensiero” giuridico e religioso ebraico ed è quello che si trasmette, non già la maestria nel commercio o altro.
Da Isaiah a Solomon a Nathan a Josef, l’Ebraismo tranese ha dettato regole etiche e giudiziarie all’intera Diaspora.
Mette ancora i brividi documentarsi su Responsa licenziati nello Stato d’Israele in materie anche delicate e scoprire che nello Stato ebraico si è deciso in un senso o nell’altro in base agli scritti di Isaiah o Josef Mitrani (ossia “da Trani”, da cui il cognome Vitrani).
Il declino arrivò con gli Angioini: allontanarono gli Ebrei tranesi in pochissimi giorni e si diedero un gran daffare a cancellare ogni minima traccia della loro presenza.
Quelli rimasti divennero marrani, ebrei dentro e cristiani fuori: la challà, il pezzo di impasto del pane che il venerdì veniva gettato per strada e non bruciato per non dar nell’occhio, i primogeniti battezzati e dopo 30 giorni portati nella chiesa di S. Anna (l’antica Sinagoga Scola Grande) per il pidion–haben o riscatto dal Sommo Sacerdote, sostituito da un prete tranese di origini marrane.
Questi neofiti ottennero privilegi e divennero economicamente importanti, suscitando l'invidia della nobiltà tranese; come dire, Ebreo sei e tale rimani.
Ma non si può cancellare di colpo l’intera onomastica tranese, fortemente ebraicizzata; Parente, Calò(nimos), Bonella, Musci o Musicco o Musacco o Moselli (da Moshè), Gallo e Franzese (dalla Francia), (bona)Ventura o Benvenisti o Bongiorno o Bonadies (tutti sefarditi ossia dalla Spagna), Zecchillo (da Zaccai), Santoro e (De Lo) Toro (allevatori di bestiame), Enriquez, Nunez, Servodio, Pasquadibisceglie, Di Venosa, Mele(ch) e Melillo, Trevisani (ossia tedeschi da Treviri), Vitale...
Dopo 470 anni l’Ebraismo è tornato a Trani, nel tacco d’Italia si torna a parlare ebraico, risuonano le tefilloth nelle altissime volte della Sinagoga Scolanova (rimessa a nuovo e arricchita di nuove Tavole della Legge grazie all'aiuto di correligionari tripolini), la kedushà del Rotolo della Legge torna a riempire uno dei luoghi più suggestivi della Diaspora.
Riportare l’Ebraismo a Trani; quello vero, che cammina sui piedi e risiede nel cuore dell’Ebreo, delle preoccupazioni quotidiane di aprire
Sembra che Trani avesse un rito ebraico meraviglioso; forse non lo abbiamo del tutto perduto (oggi a Trani vige il minhag italiano) ma anche qui occorrerà fare qualche viaggio nell’Europa balcanica.
Trani è il capoluogo ebraico della Puglia che, un giorno non lontano, se D-o vuole, diverrà comunità a tutti gli effetti (oggi è Sezione della Comunità di Napoli).
Una grande opportunità di riportare l’Ebraismo in quel Mezzogiorno d’Italia dal quale fu sradicato con la forza.
Qualcuno ama parlare soltanto del glorioso passato ebraico tranese o scrivere fiumi di libri su catacombe e cimiteri ebraici, vecchi mikvè, antichi forni delle azzime, ecc.
Giusto che si faccia ma noi siamo Ebrei, non Etruschi.
Alcuni Maestri osano affermare: «ebreo non è già chi vanta la propria mamma ebrea ma chi “avrà” il proprio nipote ebreo».
È un paradosso, naturalmente; ma che rende l’idea di come un Ebreo abbia a trasmettere la propria identità al punto da ipotecarla oggi su quella del figlio di suo figlio.
Questa è l’anima ebraica e nessuno può sradicarla dal Mezzogiorno d’Italia.
Francesco Lotoro
pianista, responsabile culturale della Sez. ebraica di Trani
PRIMO FESTIVAL DELLA CULTURA EBRAICA ANCHE A SAN NICANDRO GARGNICO (FG)
di Anna Lucia Sticozzi (*)
S'intitolerà "Negba - verso il Mezzogiorno" e si svolgerà dal 6 al 10 settembre

SAN NICANDRO GARGANICO. Avrà un ruolo di grande rilievo anche la città di San Nicandro, grazie alla sua attivissima comunità ebraica, nel 1^ Festival della Cultura Ebraica che si svolgerà in Puglia dal 6 al 10 settembre prossimo intitolato “NEGBA-Verso il mezzogiorno” con una serie di manifestazioni culturali, dibattiti, convegni, concerti, spettacoli, degustazioni nelle città pugliesi, sedi di comunità ebraiche.
Il programma ufficiale delle iniziative inserite nel grande evento nazionale dedica infatti la giornata del 9 settembre alla comunità ebraica sannicandrese fondata da Donato Manduzio con visita alla sinagoga, al museo civico e al cimitero ebraico in mattinata, mentre nel pomeriggio, alle 18,00 un dialogo presso la Torre di Mileto tra rav Roberto Della Rocca e lo storico dell’ebraismo Pasquale Troìa sulla storia degli ebrei di San Nicandro.

A seguire, alle 19,00 il “Concerto al tramonto” del Nigunim Trio Italyà e alle 21,30 l’attesissima proiezione, in anteprima assoluta, del film-documentario “Il viaggio di Eti – da San Nicandro a Sefat” del regista Vincenzo Condorelli, girato tra la città israeliana e San Nicandro sulle tracce degli ebrei sannicandresi trasferitisi in Israele nel 1948, in un’ideale ricerca delle proprie radici storico-culturali e religiose. Il festival della cultura ebraica, promosso dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dall’assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia (e patrocinato dai comuni che ospiteranno gli eventi: Andria, Bari, Lecce, Oria, Otranto, Sannicandro Garganico, Trani) si inserisce in un progetto più ampio “per la riscoperta e la valorizzazione, con le istituzioni e i territori, dell’ebraismo perduto nel Sud Italia. La regione Puglia - si legge in una nota ufficiale dell’evento - è per molti motivi una straordinaria opportunità: lo è per la rinascita della Comunità Ebraica di Trani, per la riscoperta della storia degli Ebrei di San Nicandro Garganico, per le tracce diffuse di questa storia millenaria. Lo è per l’impegno che la Regione sta portando avanti come area di riferimento per gli scambi e le relazioni nel bacino del Mediterraneo.” E proprio la parola che dà il titolo al Festival, “Negba”, che in ebraico biblico significa “verso Sud” (usata nella Bibbia in occasione del viaggio di Abramo verso sud in direzione di Gerusalemme), è deputata a rappresentare simbolicamente il cammino dell’ebraismo italiano attraverso le comunità ebraiche del mezzogiorno. Il festival della cultura ebraica “Negba – verso il mezzogiorno” segue cronologicamente la “Giornata della cultura ebraica” del 6 settembre che, giunta alla sua X edizione, vede proprio quest’anno una città pugliese, Trani, quale capofila della manifestazione di carattere internazionale che si svolge in contemporanea in 27 Paesi europei per diffondere la conoscenza della cultura ebraica. Una vera e propria svolta storica per la Puglia e le comunità ebraiche pugliesi: “E’ la prima volta che l’ebraismo italiano propone un’iniziativa così importante in una regione dove la presenza di correligionari è limitata e sparsa nel territorio – spiega Grazia Gualano, ricercatrice, portavoce della comunità ebraica sannicandrese -. A Trani città capofila della Giornata della Cultura, che con Andria, Bari, Lecce, Oria, Otranto, San Nicandro Garganico, ospiteranno il Festival, compiamo il primo passo verso la riscrittura di un intero capitolo di ebraismo.” Intanto, è in fase di programmazione a San Nicandro, “Transiti ad Oriente”, un grande evento culturale per la valorizzazione dell’ebraismo sannicandrese, promosso dall’amministrazione comunale che si terrà nel prossimo autunno.
(*) Tratto da "La Gazzetta del Mezzogiorno" ed. "La Gazzetta di Capitanata" del 20 agosto 2009
La Giornata Europea della Cultura Ebraica 2009 che si svolgerà domenica 6 settembre 2009 (17 Elul 5769 del calendario ebraico) gode dell'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, è organizzata dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ed è patrocinata da Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Consiglio d'Europa, Consiglio Europeo delle Comunità Ebraiche e altre Istituzioni culturali internazionali.
La Giornata, giunta alla sua decima edizione, avrà luogo in 28 nazioni europee e sarà Trani la città italiana capofila.
In collaborazione con l'Amministrazione Comunale e l'Assessorato alle Politiche Culturali di Trani, la comunità ebraica tranese ha realizzato un'offerta multiculturale, religiosa e artistica dal titolo Trani Ebraica.
Tutte le iniziative si svolgerano dalla sera del 5 alla sera del 6 settembre (dalla sera del 4 per chi parteciperà allo Shabbath, il sabato ebraico) nel cuore del quartiere ebraico di Trani, a ridosso della Sinagoga Scolanova da pochi giorni tornata a splendere di nuovi arazzi, matroneo, banchi lignei e Tavole della Legge riposte nelle 2 antiche nicchie sovrastanti il tabernacolo.
Numerosi saranno gli Ebrei che confluiranno a Trani da ogni parte d'Italia, da diversi Paesi europei e da Israele.
Al termine delle manifestazioni della Giornata, con uno spettacolo di Gioele Dix presso il Castello Svevo di Trani partirà NEGBA, Festival della Cultura Ebraica in Puglia promosso da U.C.E.I. e Regione Puglia. Il Festival partirà da Trani e sino al 10 settembre toccherà diverse città pugliesi (Oria, Bari, Lecce, Otranto, Andria).
Grande partecipazione e collaborazione alla Giornata sarà offerta dal gruppo ebraico di Sannicandro Garganico che non solo parteciperà alle iniziative tranesi ma ospiterà diverse manifestazioni del Festival Negba.
In vista dell'alto afflusso di Ebrei a Trani durante la Giornata e il Festival, il ristorante Da Miana (tel. 0883589794) prospiciente la Sinagoga verrà appositamente kasherizzato (ossia reso idoneo alle regole alimentari ebraiche) e dalla sera del 5 alla sera del 10 settembre servirà alla clientela, ebraica e non, menù di cucina ebraico-pugliese rigorosamente kasher.
Le iniziative di Trani ebraica sono state ispirate dalla particolare vocazione urbanistica, storica e culturale della Trani ebraica tardo–medioevale e rinascimentale; lo scopo è quello di riportare in vita atmosfere e sensazioni condivise dalla fiorente popolazione ebraica tranese nel suo periodo di massimo fulgore ma altresì di promuovere fortemente i valori sociali e le risorse del patrimonio culturale, religioso e artistico ebraico nell’attualità del Mezzogiorno.
Questi gli eventi della Giornata Europea della Cultura Ebraica a Trani:
venerdi 4 settembre e sabato 5 settembre
dal tramonto di venerdi 4 al tramonto di sabato 5 presso la Sinagoga Scolanova: Yom ha–Shabbath, il Sabato ebraico
Lo Shabbath ha un’importanza fondamentale nella vita dell’Ebreo che in questo giorno ricorda
In collaborazione con il Centro di cultura ebraica Pitigliani di Roma e Tranifilmfestival dell’Associazione Culturale Nirvana di Trani, La luna oltre il Neghev apre uno squarcio nella letteratura cinematografica ebraica e specificatamente israeliana
sabato 5 dalle ore 21:00 e domenica 6 dalle ore 9:30 nel quartiere ebraico di Trani e in piazza Scolanova: Alègrate, o Judios y las Naciones, annuncio della Giornata con araldi, musici e maestranze in costumi d’epoca
Per le vie del centro storico di Trani gli araldi in costume rinascimentale annunceranno nelle diverse lingue parlate all’epoca dagli ebrei di Trani (italiano, spagnolo, ebraico, francese, tedesco, latino) l’approssimarsi della Giornata. Gli annunci verranno scanditi da trombettieri, tamburieri e gonfalonieri. Attori in costumi d’epoca impersoneranno rabbini, maestranze e figure sociali dell’epoca. Domenica mattina intorno alle 9:30 al termine di schachrith (la preghiera mattutina presso la Scolanova), un hazan inviterà chiunque a entrare nella Sinagoga, casa della Torà
domenica 6 settembre
alle ore 10:30 in piazza Scolanova: Chi è rimasto a bottega?, Stand di editoria, artigianato e gastronomia ebraica, infopoint
Prima, durante e dopo ogni manifestazione della Giornata si accederà a diversi tipi di stand di argomento ebraico, con possibilità di acquisto. Saranno esposti vasti assortimenti di editoria e discografia ebraica, kit della Giornata, manufatti dell’artigianato ebraico tranese su ceramica e maiolica, una vasta gamma di prodotti gastronomici kasher e degustazione di cucina ebraica.
alle ore 10:30 in piazza Scolanova: Il ritorno del Mabit – 1ª parte; la vita dell’Ebreo
Il tema della Giornata di quest'anno è "Feste ebraiche e tradizioni". Un narratore spiegherà al pubblico usi e costumi della vita ebraica mentre attori e comparse in costumi rinascimentali ne ricreano in forma di spettacolo gli eventi più salienti: milà (circoncisione), bar mitzvà (maggiorità religiosa), matrimonio, ecc.
alle ore 11:30 in piazza Scolanova: inaugurazione ufficiale della Giornata Europea della Cultura Ebraica 2009
E' il momento istituzionale vero e proprio, durante il quale le Autorità governative, regionali, provinciali e comunali porteranno il loro saluto. Secondo il costume antico, l’arrivo delle Autorità verrà annunciato dagli araldi nei costumi d’epoca. Dopo che il presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane avv. Renzo Gattegna dichiarerà ufficialmente aperta
alle ore 12:30 presso la ex Sinagoga Scolagrande (via
In collaborazione con la Curia arcivescovile di Trani, verrà presentata a pubblico e stampa la sezione ebraica del Museo diocesano presso la ex Sinagoga Scolagrande. Lo studioso ed ebraista Prof. Cesare Colafemmina esporrà in forma di visita il materiale storico acquisito dal nuovo museo ebraico che, dopo un lungo lavoro di restauro, esporrà al pubblico pietre tombali e lapidei della Trani ebraica a cavallo dei sec. XV–XVI. L’esposizione museale sarà aperta al pubblico dalle ore 10:00 alle ore 20:00.
alle ore 13:30 in piazza Scolanova: Beteavon! Pranzo e buffet di cucina kasher pugliese
Beteavon! significa in ebraico Buon appetito. Sarà possibile mangiare kasher (su prenotazione) presso il ristorante Da Miana prospiciente
alle ore 16:30 in piazza Scolanova: Il ritorno del Mabit – 2a parte; le feste degli Ebrei
Un narratore spiegherà al pubblico le feste del calendario religioso ebraico mentre attori e comparse in costumi rinascimentali ricreano in forma di spettacolo il Rosh Hashanah, lo Yom Kippur, la festa delle Capanne, Pesach o
dalle ore 17:30 alle ore 19:30 in piazza Scolanova: Sefer, 2 conferenze su storia, pensiero e attualità ebraica in Puglia
Sefer è un contenitore di 2 conferenze della durata di
dalle ore 19:30 alle ore 21:00 nel quartiere ebraico di Trani: “Trani es una ciudad muy hermosa y judía...", musiche del ‘500 pugliese eseguite da musicisti con costumi e strumenti dell’epoca
Ad ulteriore arricchimento e valorizzazione dell’intero quartiere ebraico di Trani, cantanti e strumentisti specializzati nel repertorio musicale rinascimentale con costumi e strumenti dell’epoca (tiorba, liuto, flauti sopranini) eseguiranno musiche della tradizione ebraica s’faradi ma altresì musiche di Autori dell’epoca come Primavera, Radesca, Rodio, ecc. in un luogo particolarmente suggestivo della Giudecca a ridosso della Sinagoga. Giocolieri e menestrelli saranno presenti per le vie del quartiere ebraico e, oltre ad intrattenere i passanti, eseguiranno senza soluzione di continuità villanelle, filastrocche, canzoni levantine nello stile rinascimentale.
Per ogni informazione, scrivere all'indirizzo email ebraicatrani@fastwebnet.it
Comunità Ebraica di Napoli - Sezione di Trani
tel/fax ++39 0883950639 cell ++39 3402381725